Ciao a tutti, sono Marco Confetti ed è per me un grande onore poter scrivere su queste pagine e per questo ringrazio di cuore Yuri di Drumsportal che mi ha dato questa possibilità. Un altro sentito ringraziamento va al mio “fratellone” Luca Capitani e all'intero team di Scuderie ...una famiglia più che dei semplici colleghi!
Innanzi tutto scarica il file della lezione cliccando QUI
In questa occasione vorrei poter offrire il mio punto di vista su un argomento mediamente molto sentito dagli studenti, l'uso del doppio pedale.
Oggigiorno le tecniche basilari per inserire questo strumento nel nostro drumming sono più che conosciute e pertanto vorrei provare a darvi una visuale che vada oltre i classici fill rock-metal (2+2; 4+2; 6+2 ecc.), o il tradizionale “tappeto” di doppio pedale in terzine o quartine. Questi elementi tecnici possono essere estremamente efficaci in certi contesti ma è fortissimo il rischio di abusarne e soprattutto di risultare davvero poco originali.
Alcuni celebri pattern col doppio pedale sono stati introdotti nel linguaggio moderno da grandi batteristi come Terry Bozzio o Gregg Bissonette e più recentemente sono arrivati ad un pubblico ancora più vasto grazie a nomi come Mike Portnoy. Per come la vedo io, una delle caratteristiche più importanti per un batterista è la personalità e quindi ritengo fondamentale direzionare i nostri sforzi all'apprendimento di un metodo, un approccio che ci consenta di parlare con la nostra voce piuttosto che un pattern che farà di noi semplicemente il clone di un famoso batterista.
Ciò che provo quotidianamente a fare col doppio pedale consiste nel guardare questo strumento come un'estensione del tradizionale uso del pedale singolo. Una specie di “turbo” da inserire in una vettura già esistente e pienamente efficiente. La ghiotta possibilità di usare due pedali (o due casse), nel corso degli anni ha prodotto, nella maggior parte dei casi, una variazione del linguaggio musicale tale da creare un distacco tra la musica che si fa con due pedali e quella che si fa un solo pedale. Rispettivamente Heavy Metal (nelle sue più svariate forme), da una parte e Pop, Funk, Jazz ecc. dall'altra.
Quello che vi propongo è di studiare in maniera approfondita tutti quegli esercizi che la tradizione batteristica ci tramanda e che prevedano l'uso di un singolo pedale (linear phrasing, sostituzioni di cassa all'interno dei rudiments e delle cellule ritmiche basilari ecc.), e poi provare a raddoppiare i colpi che solitamente suoniamo con un solo piede usando il doppio pedale. Quindi dove inserivamo un unico colpo di cassa possiamo inserirne due anche ad una velocità sostenuta (non raggiungibile con un solo pedale), e soprattutto con un suono più potente. Dove invece avevamo due colpi di cassa raddoppieremo inserendone quattro e questa soluzione (troppo spesso ignorata per pigrizia), se ben suonata, produce un effetto davvero micidiale!
Le combinazioni possibili sono praticamente infinite (sto lavorando ad un intero metodo basato su questo tipo di approccio!), e quindi ne riporto solo alcune piuttosto basilari sperando che possano esservi utili e che stimolino la vostra fantasia. Ovviamente gli esempi da me scritti sono solo una traccia e vi consiglio vivamente di personalizzarli lavorando sulle scomposizioni sul set (per ragioni di sintesi ho scritto tutti gli esempi usando solo cassa e rullante), sulle variazioni degli accenti, sull'eventuale raddoppio delle ghost notes tramite i rulli, sull'utilizzo in poliritmia di una determinata figura ritmica ecc. Insomma, voi siete i pittori e, una volta assegnato il tema del quadro, spetta a voi decidere i colori!!!
Credo che questo tipo di approccio ci offra la possibilità di usare il doppio pedale in praticamente tutti i contesti musicali e inserisca senza strappi le sue relative tecniche nel filone della tradizione del nostro magnifico strumento il cui linguaggio è in continua evoluzione. Pensando ai grandi batteristi che hanno percorso in maniera virtuosa questa strada mi viene subito in mente il grande Gavin Harrison, giusto per citare uno dei più recenti.
Auguro buon lavoro e buona musica a tutti voi e spero di esservi stato utile nel mio piccolo. Sono a vostra disposizione per chiarimenti e informazioni di qualsiasi tipo su questa lezione e altro. Contattatemi!
Un saluto, Marco Confetti.
MARCO'S BIO
Marco Confetti è un insegnante dell’accademia Scuderie Capitani ed è abilitato all’insegnamento nelle sedi di Prato, Firenze e Pistoia. Svolge attività didattica anche attraverso seminari e clinic sul territorio nazionale che sono prevalentemente incentrati sull'uso del doppio pedale e dei poliritmi. Dal 2009 coordina e dirige la scuola di musica New Generation Drum School. Le sue collaborazioni live spaziano attraverso ogni genere.
In ambito rock-metal ha lavorato con band di primo piano del panorama italiano come Frozen Tears e Taron. Con la Metal Band Seventh Seal ha pubblicato due dischi distribuiti a livello internazionale i cui brani sono stati anche inseriti in numerose compilation.
Da alcuni anni la sua passione musicale è quasi è quasi esclusivamente rivolta al Blues che ha avuto modo di studiare ed approfondire anche sotto la guida del maestro Pooky Styx durante una permanenza a Chicago.
Suona stabilmente col suo trio, gli Hot Joints, e con Mr. Banana Blues Band con cui nell’ultimo anno ha tenuto quasi novanta concerti, accompagnando tra l’altro grandi nomi del Blues come il chitarrista statunitense Steve Arvey.
Ha partecipato ai più prestigiosi blues festival nazionali (Pistoia Blues, Lodi Blues Festival, Sfilza Blues, Blues in Idro, ecc.), e si è aggiudicato il premio giuria al concorso del Bordighera Jazz & Blues Festival 2008.
Nel 2006 si è diplomato, sotto la guida del maestro Luca Capitani, presso l'accademia di batteria Scuderie Capitani col massimo dei voti e menzione di lode. E' attualmente laureando in batteria jazz presso il conservatorio di Ferrara dove peraltro è stato inserito nelle graduatorie per assistente alla cattedra del prof. Ellade Bandini.
Ha seguito corsi di specializzazione con i più affermati batteristi italiani come Agostino Marangolo, Alfredo Golino e Ellade Bandini.
E' endorser dei marchi UFIP, Lantec, Bode e Evans.
Contatti:
Cell: 380.3206855
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