Ferdinando Masi (Casino Royale/BlueBeaters) - Batterista Rock di Febbraio 2004
a cura di Diego Galeri

Scheda anagrafica
Nome: Ferdinando
Cognome: Masi
Nato a: Milano
Il: 09.06.1964
Abitante a: Milano
Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho cominciato con la batteria in casa a suonare i Ramones. Poi mi sono un po’ sgrezzato alla Nuova Milano Musica sotto l’occhio vigile di Giancarlo Pillot, batterista Jazz. Poi ho suonato mooolto punk dal vivo. Poi sono andato a reimpostarmi da un amico, Sergio Palmieri, una quindicina d’anni fa. Il resto è esperienza di palco.
Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Leggevo male una volta. Ora peggio. Anche perché devo adesso mettere gli occhiali!
Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Tamburellavo sui banchi, sulle cosce, sui finestrini della macchina nei viaggi coi miei. Con i denti ho suonato interi concerti con i Ramones & i Clash. Ho provato anche la chitarra ma solo sul budello di una racchetta da tennis.
Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
A orecchio un po’ il basso. Mi piacerebbe imparare a suonare il contrabbasso. L’ho chiesto in prestito a un amico ma non sono andato mai a ritirarlo. Uniche note vere dal vivo: lo skankin al piano in un concerto dei Bluebeaters quando ci cambiavamo di strumento.
Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Nei Casino Royale lo facevo in maniera più abituale nel primo periodo. Ho scritto anche alcuni testi. Ora la tecnologia mi toglie la vibra anche perché non sono molto paziente in studio. E pigro. E poi le basi che Pardo crea mi piacciono molto quindi spesso se sono chiamato in causa do suggerimenti. Dal vivo reinterpreto volentieri. Con Bluebeaters è un approccio molto più jazzy quindi interpreto a seconda del momento e riesco ad avere la libertà di suonare di più e senza redini, possedendo col passare degli anni anche una maggior cultura del genere ska, rocksteady e reggae.
Esegui assoli durante I concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
No. Li ho sempre considerati un fronzolo. Inutili. Li ho riscoperti per un periodo ma solo perché ho compreso che uno che sa fare delle cose le vuole poter esprimere anche attraverso un assolo. In alcuni casi e’ musica, quindi piacevole. Non sempre. Io sono per la coralità, la band. L’unico assolo che posso aver fatto è una intro sui bis prima che entri il resto della band.
Si può vivere di musica rock in Italia?
Alcuni. A volte. Forse. Dipende dai periodi. Ora, no.
Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Passione & Costanza. Ma non sempre da frutti. Molti alti&bassi, di umore&lavoro.
Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Potrei fare questa domanda: Cos’è il rock? E’ tutto e niente. Ho suonato punk, Country-punk, punk & roll, Hip Hop macchiato, Ska, Reggae & Rock-steady, del buon “finto jazz”. Mi sembra tutto appartenente ad un’unica matrice. L’unica differenza è l’1-3 del rock vero e proprio e il 2-4 del ‘one drop’ reggae.
Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Li invidio molto. Suonano spesso per la propria soddisfazione intellettuale ma sembrano liberi. Mi piace quell’aurea bohemien che li circonda o circondava.
E di quelli che suonano liscio?
Li apprezzo di più dopo l’immersione nella musica caraibica. Per certi versi il reggae e lo ska hanno la stessa funzione sociale del liscio.
Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
CasinoRoyale al cs macchia nera di Pisa. Anno 1989? Abbiamo un pezzo nuovo, abbastanza improvvisato dal vivo. Non riuscivo a trovare il momento per la rullata finale mi sembrava che non potesse esistere. Che si potesse stare in loop per un’ora. Gran sorrisi. E fuori dal palco risate. In fin dei conti il pezzo non era neanche un gran pezzo.
E quello più imbarazzante?
Perdere sangue dal naso durante un concerto di CasinoRoyale allo studio2 di Torino e essere soccorso da qualcuno fermando il concerto, nella sala a luci accese. Curiosità generale e imbarazzo.
Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Ho frankestizzato più volte, e tuttora lo faccio, batterie. Mi innervosisco molto se, durante un concerto, si piega il reggirullante o si svita una farfalla di un'asta del piatto. Le mie aste dei piatti sono delle costruzioni del meccano.
Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Assolutamente no. Ho imparato ad andare in motorino e se non ci vado per troppo tempo non mi ci ritrovo più. Di solito ai motori si abbinano le donne. Un campo sicuramente piu’ interessante.
Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli) con la tua professione?
Mia madre è sempre stata con me. Mio padre mi ha sempre messo dei paletti che io ho sempre spostato in avanti. La mia compagna alterna momenti diversi. I miei figli spero imparino a suonare qualcosa senza forzature.
Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Fisicamente anni fa facevo palestra, corsa ed esercizi, ora l’importante è avere la testa sgombra dai pensieri. E gente che stimi di fianco sul palco.
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Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più. |
BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Ferdi
La pasta con l’avocado. E’ la mia ricetta. La ripropongo anche troppo spesso. E’ semplice: soffriggere l’aglio, buttarci il pomodoro. Intanto tagliuzzare un avocado in pezzi e metterlo in una insalatiera. Ogni tanto togliere un cucchiaio di pomodoro e unirlo all’avocado tagliuzzato per insaporirlo. Salare e pepare l’avocado e condirlo con olio crudo. Una volta cotta la pasta mischiare il tutto e buonappetito. Pasta: Farfalle. Vino: Vino: Chianti della Tenuta La Selva 2001.
Suonare rock in studio
Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Sono abbastanza mattiniero (ultimamente) ma anche animale notturno. Quindi quando siamo pronti…rollin’!
Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Metto sotto la batteria il mio tappeto finto-persiano. Da calore. Per il resto ascolto che in regia i suoni siano buoni sorseggiandomi un caffè.
Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Suonare dal vivo. Magari insieme. Almeno la sezione ritmica.
In studio: click o non click?
Quando serve si usa. Stando attenti che non diventi la cosa più importante.
Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
Che faccia chi sa fare. Mi piaceva molto l’idea che per registrare TheAlbum di Bluebeaters avessimo deciso di mettere un microfono bello tipo Neumann in mezzo alla sala di ripresa per ricreare il sound obbligato delle registrazioni negli studi giamaicani negli anni sessanta che di microfoni ne avevano pochi. Il risultato sempre diverso spesso è molto interessante.
Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Dipende da cosa devo suonare. In certi casi è molto bello improvvisare. Tendo più a quello non essendo un batterista “tecnico” bensì istintivo. Mi faccio comunque degli specchietti. Sono maniaco degli specchietti.
La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Se suona bene sì. Sennò poi mi tagliano i toms.
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Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente |
Music Business
Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
Sì, da sempre mi occupo di quasi tutti gli aspetti che stanno dietro alla band. La mia o altre. Era una necessità. E’ un’attitudine. Abbiamo iniziato a suonare nell’underground e abbiamo sempre seguito tutto quello che ci riguardava. Abbiamo fatto parte di una major curandoci sempre tutto noi e siamo ritornati nel mondo ‘alternativo’ dove risiediamo e lavoriamo. Da piccolo col punk negli Shockin’TV poi crescendo nei Casino Royale e con i Bluebeaters. Passando per management e booking di varie band o artisti stranieri in Italia, soprattutto organizzando concerti.
E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Sono di natura economica e sociale. I dischi non si vendono più perchè costano troppo. E le case discografiche ne hanno giustamente fatto le spese. I musicisti vivono sempre appesi a un filo. E non è che non hanno colpe. I promoters e il mercato dei concerti dal vivo sono in crisi perchè non c’è ricambio generazionale. Manca la scena musicale che alcuni anni fa è caduta nell’imbuto della voglia di successo. Del contratto a tutti i costi che ha parcheggiato e rovinato talenti. Bisognerebbe creare una discografia a fasce, una piramide che riesca a gestire numeri diversi e band differenti. Qualcosa di frammentato esiste e si autoalimenta. Le radio sono forti e dovrebbero aiutare di più il mercato e la scena musicale. Le TV musicali si limitano solo a certe fasce. Internet può essere tutto per potenzialità e niente di palpabile. L’unica via è ripartire da zero oppure aspettare una new wave del secondo millennio. Anzi contribuire a ricrearla.
Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
Qualche esperienza all’estero ce la siamo fatta. Sempre molto avventurosa ma infruttuosa per quanto riguarda far crescere le situazioni. Le case discografiche che pure i contatti li avevano non sono state capaci di guardare oltre il proprio naso. Sicuramente all’estero certe cose funzionano meglio e la musica italiana inizia a girare un pò di più. Soprattutto nell’underground. Il lavoro che bisogna fare è di ricominciare a dialogare con qualche paese e piano piano creare delle collaborazioni. Il mondo da un certo punto di vista è molto più piccolo di alcuni anni fa. Ci vuole costanza. E pazienza.
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Elenca i 5 groove fondamentali per te
E i 5 fills più belli della storia
E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria |
3 domande solo per Ferdi
1 Manifesto CR 02/03, puoi descrivere di cosa si tratta e fare un breve bilancio dell’esperienza dalla sua inaugurazione ad oggi?
La nuova avventura di Casinoroyale è una testata su internet. Attraverso il sito produciamo cose nuove: musica, immagini, testi. Ci siamo allargati da band a collettivo ‘multimediale’. Il Manifesto ne detta le regole. In un anno e mezzo di attività le nostre prospettive sono in continuo movimento. Il rapporto tra le persone che ci lavorano hanno modificato naturalmente il lavoro. A tratti discontinuo ma sempre molto interessante. La gente/gli utenti partecipano molto alla message-board e ci mandano una quantità di remix notevoli. Vengono snidati dalla voglia di far sentire le loro cose. In questo modo la rete da enormi possibilità. C’è molto lavoro e troppo poco tempo a disposizione. Ma il progetto è una scommessa che siamo decisi a vincere.
Con i Bluebeaters il tuo suono è molto vintage mentre con i Casino Royale molto più “trattato”, esiste un fattore comune nel modo di concepire il tuo drumming nei due diversi progetti o li affronti in modi totalmente diversi?
Sono molto diversi. Ma in fondo le basi sono comuni. Reggae e Hip Hop. La cultura è la stessa. Il drumming dipende inizialmente dai suoni. L’attitudine è la stessa. Ormai mi sono abbastanza specializzato in alcune cose che mi porto dietro sempre e che penso che caratterizzino un pezzo, sia che lo suoni one drop sia che lo suoni hip hop. Il drumming di un Lloyd Knibbs degli Skatalites è reggae/ska ma l’uso della cassa si avvicina molto alla cassa hip hop. Non ci sono grossissime distanze.
Che rapporto hai con le macchine? Nei Casino Royale ti occupi tu della creazione/manipolazione dei groove? Se si come procedi nella composizione / registrazione / editing delle drums tracks?
Io il computer lo uso per la mail, word ed excel. Mi sono fatto prestare un campionatore e per un anno ha fatto la muffa nel case. C’è bisogno di tempo e occupandomi di mille altre cose non riesco a trovare il tempo da dedicarci. Prima o poi... In realtà è Pardo l’uomo dei Beats. Io ascolto e al limite do dei pareri occasionali. Intervengo molto più decisamente dal vivo, reinterpretando con il mio drumming le linee fissate su computer. Utilizziamo molti campioni, triggerando cassa e rullanti con aggiunta di pads ma li “suono” io quindi li adeguo al mio modo di suonare. In ogni caso in Casino Royale peschiamo nello stesso pozzo senza fine. Ricreando.
Per concludere…
Hai uno o più endorsment?
Mi hanno dato dei piatti Ufip che uso ormai dal 1997 (ma non mi faccio vedere a Lucca? Da un bel pò di anni!).
Ci descrivi il tuo set attuale?
Batteria Pearl (supereconomica degli anni 80 & Dw madreperla) Cassa da 20”, Toms da 10” e 12”. Timpano da 14”. Due crash-Ride da 20”. Hi-Hat da 14” Zildjan QuickBeat. Rullante di metallo Ludwig dell’80. Pedale DW. Con Casino Royale anche Trigger Ddrum e Pads.
Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Se tutto va come deve andare dovremmo andare in Tour come Casino Royale (anche d’estate) e poi a fine primavera con Bluebeaters. Inoltre farò qualche data sempre dal vivo con T-Bone & All Stars Band un progetto del trombonista di Africa Unite e Bluebeaters a cui ho partecipato andando a registrare lo scorso Novembre al Coyote Studio di New York con quasi tutti musicisti americani e giamaicani.
Per contattare Ferdinando Masi scrivete al seguente indirizzo:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
oppure visitate i seguenti siti ufficiali:
www.casinoroyale.it
www.bluebeaters.com
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