Saverio Malaspina (Meganoidi) - Batterista Rock di Marzo 2004
a cura di Diego Galeri

Scheda anagrafica
Nome: Saverio
Cognome: Malaspina
Nato a: Genova
Il: 30.03.1968
Abitante a: Genova
Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho cominciato i miei studi nel 1989 presso la Scuola Jazz Quarto a Genova sotto la guida di Massimo Sarpero dove ho avuto modo anche di frequentare seminari con diversi artisti (Jimmy Cobb, Albert Heat, Giulio Capitozzo, ecc…) per circa 3 anni, dopodiché ho smesso di frequentare la scuola per qualche anno continuando a studiare ed approfondire le nozioni acquisite. Da qualche anno prendo lezioni private da Walter Calloni anche se non regolarmente a causa degli impegni lavorativi. Purtroppo non è semplice raggiungere una regolarità di studio quando si è parallelamente impegnati con tour e registrazioni, quindi bisogna conciliare le due cose sfruttando i periodi nel modo più opportuno.
Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Ritengo che il mio livello di lettura sia abbastanza buono considerando che l’uso che ne faccio sia per lo studio che per le situazioni lavorative. Ho avuto tra le altre cose esperienze in Big Band dove non ho potuto provare molto e quindi la lettura è stata fondamentale. Per quanto riguarda la mia preparazione musicale e partendo dal presupposto che non sono mai soddisfatto ritengo di aver raggiunto una consapevolezza del mio ruolo nei vari stili che mi permette di essere a mio agio nei vari contesti. Trovo assolutamente interessante analizzare e studiare il linguaggio che caratterizza un genere per trovare la giusta ispirazione, solo dopo aver capito il codice comunicativo di uno stile e di un genere riesci a dare la tua interpretazione.
Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
In realtà è iniziato a 6 anni il mio approccio con la musica suonando il Flicorno Contralto nella banda del quartiere, e lo facevo per semplice divertimento e con nessuna ambizione, anche perché era uno strumento a fiato tipicamente “bandaiolo” utilizzato per l’accompagnamento. Anni dopo, durante il servizio di leva nella fanfara militare, ho avuto modo di stare a contatto diretto con musicisti molto bravi che hanno fatto nascere in me questa passione per lo studio. Insomma, io ho sempre amato la batteria come strumento, ma da adolescente pensavo che studiare fosse solo una perdita di tempo invece che crescita ed appagamento personale (che deficiente!!!).
Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Ho una tromba che ogni 4 anni mi riprometto di riprendere a studiare. Attualmente sotto la guida dell’esimio maestro Luca Guercio (trombettista con cui suono) ho imparato a eseguire Meganoidi, il mio prossimo obiettivo è eseguire alla perfezione il Carnevale di Venezia con tutte le relative variazioni di Arban e contemporaneamente suonare Spain di Corea con la batteria…. ;-)
Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Io sono entrato nel gruppo nella fase in cui i brani erano praticamente già pronti visto che all’interno della band prevale un nucleo compositivo che è formato dal chitarrista e dal trombettista, quindi ho partecipato nella fase di stesura cercando di dare il mio contributo per quanto riguarda lo sviluppo degli arrangiamenti. Attualmente stiamo incominciando ad imbastire qualcosa per il prossimo album da 0, quindi qui il mio contributo sarà sicuramente maggiore, non è escluso che un’idea nasca proprio da un groove di batteria.
Esegui assoli durante i concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
La scaletta ed i brani che andiamo ad eseguire non richiedono la presenza di assoli, soprattutto per il fatto che lo show è molto compresso ed è stato concepito per dare la classica “botta” dei concerti punk-rock.
Si può vivere di musica rock in Italia?
Si può vivere con qualsiasi cosa tu faccia nella vita, il problema è a che livello la fai, infatti se lo chiedi a Vasco Rossi ti dice SI e se lo chiedi alla cover band che prova sotto casa tua ti dice di NO! E’ un discorso molto più ampio, probabilmente ti riferisci al problema degli spazi che ha la musica in generale in Italia, purtroppo non ci sono molte opportunità per i musicisti e per le band che offrono un loro prodotto. Sicuramente è indispensabile l’impegno costante su tutto ciò che concerne il mestiere del musicista, quindi non solo quello strumentistico, ma anche organizzativo e propositivo.
Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Per quanto mi riguarda il mio punto di forza è stato proprio quello di essere determinato e di non mollare anche nei periodi più difficili. Il consiglio che posso dare è quello di “fare” sempre e comunque e mettersi nella condizione di essere sempre pronti ed all’altezza delle situazioni che si potrebbero proporre. E’ vero che il fatidico treno ogni tanto passa, ma sempre alla stazione e non sotto casa… e comunque devi avere il biglietto. E’ un mondo difficile!
Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Jazz, Pop, Funky, Soul, R&B, Night, Liscio, Big Band… mi fermo qui? Credo di essere un batterista piuttosto versatile e non solo per esigenza, ma proprio per il fatto che mi piace mettermi in discussione e per me è uno stimolo importante per il mio modo di vivere la musica. Inoltre ammetto che questa mia indole mi ha aiutato parecchio a trovare diverse situazioni lavorative.
Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Quello che penso di tutti i musicisti che si specializzano in genere. Se lo fanno è perché trovano in quel genere il loro massimo modo di esprimersi musicalmente, personalmente non ho mai preso una decisione del genere perché non ho ancora capito cosa voglio fare “da grande”.
E di quelli che suonano liscio?
Vale la risposta di prima, se ti piace, fallo!
In realtà uno dei problemi del mondo del liscio è che in molte orchestre il sopravvento delle macchine ha reso il ruolo del batterista solo d’immagine e in alcuni casi ha direttamente sostituito il musicista. Penso comunque che nel background di un musicista non farebbero male 6 mesi di liscio, per un motivo basilare: è un genere che come altri è molto semplice da eseguire, e proprio per questo spesso si commette l’errore tipico che è quello di sottovalutare le cose.
Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Più che un episodio, direi un concerto con Mr. Puma, oltre che un grande artista, una carica esplosiva… durante un suo show può succedere di tutto!!! In realtà ogni suo spettacolo, è stato caratterizzato da momenti di grande divertimento.
E quello più imbarazzante?
Quello più imbarazzante è stato quando con una band genovese, tra l’altro la mia prima band (Mellow Yellow) abbiamo suonato in un locale davanti a 0 persone! VERAMENTE ZERO PERSONE! Più del concerto, è stato imbarazzante chiedere il cachet!
Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Un giorno ti inviterò nella mia saletta e troverai un pedale fatto dai resti di altri 3 (tra l’altro è il migliore che ho!), una asta a giraffa che è diventata telescopica ed altre diavolerie. Direi che il fatto di essere “genovese” mi ha portato ad essere bravo nel riparare, costruire, adattare ecc…. Attualmente sto facendo un corso di cucito che mi aiuterà a salvare le pelli rotte ;-)
Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Ho comprato il mio primo Califfone a 24 anni ed attualmente ho uno scooter 100 cc, più che altro ho una passione spiccata per l’asfalto, sono già caduto 3 volte, è meglio che me ne stia a studiare!!
Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli) con la tua professione?
All’inizio hanno avuto perplessità visto la precarietà che questo lavoro comporta, ma adesso che sto incominciando a raccogliere i frutti sono contenti per quello che faccio...
Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Tanto per iniziare cerco di studiare il più possibile e questo ti garantisce una maggiore resistenza nel live, inoltre quando riesco cerco di fare attività fisica in palestra senza esagerare anche perché non ne sarei capace.
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Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più. |
BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Saverio
Premetto che più che come batterista sono famoso per come faccio la panna cotta, l’ho preparata pure in Giappone riscuotendo un enorme successo… Ops… non è che me la copiano??? Consiglio a tutti la mia panna cotta, ma non posso assolutamente svelare il segreto della mia ricetta…
Suonare rock in studio
Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Dal pomeriggio in poi, l’importante è essersi riscaldati adeguatamente.
Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Nessuno in particolare, non sono scaramantico, però cerco di trovare un po’ di relax.
Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
E’ molto importante sapere cosa stai suonando e non davanti a chi, l’esperienza ti aiuta in questo.
In studio: click o non click?
Per le nuove tecniche di registrazione è consigliabile l’utilizzo del click soprattutto in vista della fase di editing e quando si registra a strumenti separati. In altri contesti dove si registra tutti insieme o dove c’è la necessità di avere diverse tensioni ritmiche è più indicato non usarlo.
Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
Mi affido a professionisti, ma cerco sempre di capire per poter esprimere le mie opinioni e le mie esigenze.
Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
No, cerco di avere sempre il più chiare possibile le parti da eseguire, questo in linea di massima, a volte però può capitare proprio durante la registrazione che ti venga spontaneo fare una cosa diversa da quelle che ti eri prefissato.
La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
E’ esattamente la stessa.
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Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente |
Music Business
Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
All’interno della band ci sono persone addette a occuparsi di questi aspetti, ma in generale cerchiamo sempre di fare tutti qualcosa in più per ottimizzare il risultato.
E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Sono molti i motivi per cui il mercato musicale sia decisamente in crisi, uno di questi è proprio per cui la musica in molti casi è diventata semplicemente business e non più una forma d’arte e d’espressione che successivamente viene proposta al pubblico. Ormai si pensa troppo al “fatturato” e poco al prodotto, basta pensare alle migliaia di canzonette “usa e getta” che ci vengono continuamente proposte dai NetWork televisivi e radiofonici. E’ un circolo vizioso nel quale sono entrati sia alcuni produttori che artisti che pensano al prodotto che più facilmente si riesce a collocare in una fascia di vendita. Insomma, se pensassimo tutti un po’ più alla musica e meno al successo, soldi ecc… forse comincerebbe a prevalere in tutti i settori musicali (live, dischi ecc…) la qualità.
Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
Per una realtà italiana è sempre difficile uscire, quindi lo spazio te lo devi creare incominciando a seminare qualcosa e sperare di raccoglierne i frutti. Ultimamente con i Meganoidi siamo stati chiamati da Radio2 per partecipare all’Eurosonic in Olanda che si è svolto l’8 gennaio ed i primi di febbraio abbiamo fatto 4 date in Giappone dove abbiamo ricevuto un ottimo riscontro da parte della critica e del pubblico. E’ difficile uscire, ma in Italia c’è dell’ottimo rock e per quanto mi riguarda possiamo portare tanto fuori dai nostri confini, sarà dura, ma da quello che vedo il rock italiano sta incominciando a farsi sentire anche se ancora in maniera lieve, per il futuro dei nostri artisti sono comunque fiducioso.
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Elenca i 5 groove fondamentali per te
E i 5 fills più belli della storia
E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria |
3 domande solo per Saverio
Sei entrato a far parte dei Meganoidi nel 2002 dopo che la band aveva già pubblicato un EP e un album, come ti sei avvicinato ai vecchi brani? Interpretandoli e suonandoli a tuo modo o cercando di rispettare quello che era stato suonato da chi ti ha preceduto?
Ad alcuni dei pezzi è stato rifatto il “vestitino” quindi in questi casi ho cercato di mettere anche una mia interpretazione, mentre invece per le vecchie hit, abbiamo mantenuto lo stile originale.
Nella precedente formazione era presente un percussionista, come è cambiato l’approccio alla vostra musica rispetto a prima?
Non c’è più il percussionista proprio perché la direzione del gruppo ha preso una matrice più rock. La cosa che ha contraddistinto il nuovo lavoro di noi Meganoidi è stato proprio quello compositivo che ha avuto una evoluzione in una direzione più istintiva. Le vecchie hit dei Meganoidi pur essendo esplose tra il 2001 ed il 2002 erano brani già del lontano 1997/8 quindi di tempo ne è passato e sono maturate musicalmente e creativamente, quindi alle orecchie del pubblico risulta un taglio abbastanza netto con lo scorso album ma in realtà è stato frutto di una maturazione di 6 anni in cui si erano accumulati stimoli ed idee più mature.
La tua storia musicale è ricca di collaborazioni con musicisti e bands dagli stili molto diversi, quali di queste esperienze hanno maggiormente influenzato il tuo modo attuale di suonare e quali invece avresti potuto tranquillamente evitare?
Sicuramente suonare con i Meganoidi mi ha fatto tirare fuori quella grinta ed energia che prima stentavo a liberare, è un’esperienza molto importante per me. Altrettanto importante è stata l’esperienza con il progetto di Mr. Puma, spettacolo che poi si è evoluto in uno show musico-teatrale molto coinvolgente, e con i Sensasciou, gruppo capitanato da Bob Quadrelli, in cui c’era molto spazio per la sperimentazione e con cui, tra l’altro, abbiamo vinto il Premio Tenco nel 97. Suonare nei night non è il massimo ma, se l’alternativa è starsene a casa, vale la pena fare anche questi tipi di esperienze. Da non sottovalutare l’aspetto economico, se non avessi accettato questi compromessi non avrei potuto continuare ad esempio a prendere lezioni e quindi ad evolvermi (questa risposta non è rivolta ai miliardari!).
Per concludere…
Hai uno o più endorsment?
Si, uso piatti Ufip e bacchette Lantec, due aziende italiane che oltre all’indiscutibile qualità offrono veramente una grande disponibilità umana e pratica alle esigenze dell’artista, spero che queste collaborazioni durino nel tempo.
Ci descrivi il tuo set attuale?
Cassa 22”, Tom 12”, 14”, 16”, Rullante Yamaha Maple Custom 14”x 4”, Secondo rullante Janua 13”x 3” (costruito dal mio amico Igor), Hi-hat 14” Ufip Rough Series, Ride 21” Ufip Rough Series, Crash 18” Ufip Bionic Series, Crash 19” Ufip Bionic Series, China 20” Ufip Bionic Series, Splash 10” Ufip Experience Series.
Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
C'è da dire che prima dei Meganoidi suonavo in un sacco di gruppi, rock, funky, jazz, a cui ho dovuto dare molto meno spazio per mancanza di tempo ma che non mi dispiacerebbe riprendere un domani. Intanto l'esperienza con i Meganoidi sta andando avanti molto bene con un ottimo riscontro del nuovo album e del video di Zeta Reticoli attualmente in alta rotazione, inoltre spero molto nei nostri prossimi lavori insieme, perchè in questo ambito mi trovo appagato sia musicalmente che umanamente.
E poi nel futuro potrebbero esserci anche progetti paralleli... ecc...ma questo te lo dirò nella prossima intervista, adesso devo andare a preparare la panna cotta…
E naturalmente sei invitato!
Per contattare Saverio Malaspina scrivete al seguente indirizzo:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
oppure visitate il sito ufficiale:
www.meganoidi.com
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