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ARCANGELO Kaba CAVAZZUTI - MODENA CITY RAMBLERS - Apr 2004

Arcangelo "Kaba" Cavazzuti (Modena City Ramblers) - Batterista Rock di Aprile 2004
a cura di Diego Galeri

cavazzuti95
Scheda anagrafica
Nome: Arcangelo ''Kaba''
Cognome: Cavazzuti
Nato a: Carpi (MO)
Il: 28.06.1954
Abitante a: Reggio Emilia

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Sono autodidatta, nel senso che non ho fatto corsi accademici, sebbene abbia frequentato per un anno il liceo musicale di Reggio Emilia, sezione contrabbasso, scelta obbligata perchè il corso dedicato alle percussioni, che erano il mio interesse, avrebbe dovuto iniziare solo l’anno successivo. Poi però il corso non iniziò ed io proseguii da solo avvalendomi di qualche lezione presso l’istituto jazz di Parma nel corso tenuto dal grande maestro Enrico LUCCHINI.

Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
So leggere la notazione musicale, pur non essendo un lettore a prima vista. Nella mia esperienza musicale ho prevalentemente sviluppato la memoria e quindi difficilmente utilizzo partiture.

Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
La mia storia musicale non inizia con una batteria, ma con un’armonica a bocca ed un sax tenore, che furono gli strumenti che mi permisero di entrare in un complesso, all’età di 17 anni. Ma dal momento in cui ebbi le chiavi della sala prove del gruppo, le mie mattinate le trascorsi suonando la batteria, perchè il ritmo era ciò che mi affascinava maggiormente.

Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Pur essendo prioritariamente un batterista, anche grazie al fatto di far parte di un gruppo come i Modena City Ramblers, ho avuto l’opportunità di suonare altri strumenti come le percussioni (nel senso più ampio del termine) la chitarra, ed altri strumenti a corda quali il banjo ed il mandolino, e le tastiere.

Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
I brani della band hanno origini molto variegate: alcuni, come me, raccolgono idee lavorando al computer, altri propongono strutture utilizzando chitarra e voce. Tutti questi spunti vengono, poi elaborati sia a livello di revisione compositiva sia di arrangiamento dalla band stessa.

Esegui assoli durante i concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
Trovo che oggi, l’assolo in un concerto rock, sia un concetto piuttosto datato, rispetto ad un periodo musicale come quello degli anni ’70, in cui il virtuosismo individuale era molto più seguito ed apprezzato. Attualmente penso si lavori maggiormente su concetti di sintesi, che coinvolgano maggiormente il pubblico. Tuttavia, ricordo ancora con molto piacere la grande emozione di un assolo in pubblico.

Si può vivere di musica rock in Italia?
Per la mia grande passione ritengo sia un grande successo il fatto di poter vivere di musica. E io ho avuto ed ho questa fortuna.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Non ho consigli da dare in materia, posso dire quali sono state le cose che ritengo abbiano contribuito a fare di me il musicista che sono oggi: ascoltare molta musica, senza pregiudizi e sperimentarsi, mantenendo aperto ogni tipo di orizzonte.
Ritengo che nell’ambiente musicale si incontrino tanti ostacoli e quindi per realizzarsi occorre essere molto motivati e avere tanta, tanta perseveranza.

Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Ho cominciato suonando musica rock, tuttavia, da quando ho fatto di questa passione una professione, ho suonato vari generi musicali, alcuni anche molto lontani dal rock, come la musica da balera.

Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Per suonare la batteria jazz occorrono una buona preparazione e una altrettanto grande dedizione. Il jazz è un modo di suonare ben preciso ed in questo genere si possono annoverare grandi maestri, veri “mostri sacri” che hanno sviluppato enormemente la tecnica batteristica.

E di quelli che suonano liscio?
C’è una dignità e una enorme disciplina anche in questo genere. Ricordo, nel periodo in cui ho suonato nelle balere, il grande rigore ritmico che era richiesto al batterista, per permettere a chi ballava di seguire in maniera precisa il tempo. Anche in questo ambiente ho conosciuto grandi professionisti. Ritengo che sia, comunque, una buona palestra per ciò che riguarda la precisione del timing.

Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Fortunatamente la mia carriera musicale è piuttosto lunga e costellata di molteplici ricordi divertenti. Ne scelgo uno tra i tanti legato anche alla domanda precedente sugli assoli. Sul finire degli anni ’70, durante un’esibizione, proprio mentre stavo eseguendo un assolo nel brano “Soul sacrifice” di Carlos Santana, il seggiolino su cui ero seduto, improvvisamente si ruppe facendomi finire letteralmente col culo per terra… Dopo un momento (…o due) piuttosto imbarazzanti, ma anche divertenti, mi sono rialzato e ho finito il brano in piedi!

E quello più imbarazzante?
Erano i primi anni della mia carriera e suonavo in una formazione che si esibiva anche nelle feste di piazza. Il gruppo si esibiva alternando musica rock di ottimo livello, a canzoni nelle quali accompagnava cantantucole più o meno sculettanti.. (che s’à da fà pè campà!!!) Quella sera suonavamo nella piazza di Cagliari. Il pubblico, composto in gran parte da giovani, si era “scaldato” molto con i brani rockeggianti, e ne avrebbe voluto ancora a pacchi. Quando cambiammo genere e una delle cantanti si esibì in una melensa canzone sanremese, cominciarono fischi a profusione, che fecero da introduzione al lancio di pomodori che da lì a breve seguì.. uno mi si infilò dritto, dritto nella pelle anteriore della grancassa!! Ah..ah!! Sospendemmo per qualche minuto, fino a quando gli animi si calmarono!

Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Anche la manutenzione dello strumento è un aspetto molto importante nella carriera di un batterista: si crea un rapporto quasi simbiotico con lo strumento. Ovviamente agli inizi anche un piccolo problema tecnico poteva rappresentare un ostacolo importante anche per la penuria di mezzi economici a disposizione. Perciò ho dovuto, forzatamente, imparare l’arte di arrangiarmi nelle piccole riparazioni. Figuratevi che conservo ancora una scatola piena di rondelle, viti, tiranti, snodi, feltri, ancora dagli anni ’70!

Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Ovviamente, sì. Già all’età di 14 anni ero uno scatenato centauro e questa passione si è sviluppata nel corso degli anni. Attualmente ho rimesso su strada una “vecchia” Gilera del ’64, della quale sono molto orgoglioso!

Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli) con la tua professione?
I miei familiari credo mi abbiano sempre visto un po’ come un UFO, dato che non hanno mai capito fino in fondo o condiviso pienamente questa mia scelta, pur avendola accettata in quanto mia.

Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Cerco di seguire il profitterol fino alla cucina…ma spesso mi sfugge!!! Ah, ah… Scherzi a parte, prima di un concerto cerco di non esagerare con il cibo.

Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
1) Qualche rudimento con le bacchette per sciogliere i polsi
2) Un po’ di cotone nelle orecchie
3) Un paio di liquirizie in bocca.

Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
1) Esagerare a tavola
2) Portare sul palco preoccupazioni e/o tensioni
3) Non fare la pipì.

Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
1) Ubriacarmi
2) Discutere con la band
3) Trattenere la pipì per tutto il concerto.

BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Kaba
Spaghetti alla carbonara.


Suonare rock in studio

Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?

Prevalentemente durante le ore pomeridiane e possibilmente evitando le nottate in studio.

Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
No, nessuno.

Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Credo sia difficile e comunque sono ambienti diversi; l’unico modo per avvicinare questi due mondi è suonare in presa diretta con gli altri musicisti.

In studio: click o non click?
Assolutamente click. A volte, però, mi è capitato di dover sovraincidere su basi imprecise e quindi, in quel caso, non è stato possibile utilizzarlo.

Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
Grazie al fatto di aver esercitato per anni le professioni di tecnico del suono e produttore, succede, a volte, di provvedere direttamente alla microfonatura del mio strumento.

Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Preferisco se possibile provare le parti direttamente in studio, poichè solo così si ha l’esatta sensazione della funzionalità delle stesse.

La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Attualmente in studio uso la batteria di Roberto (Zeno, l’altro batterista della band, ndr), che è quella che usiamo anche in tour. Nell’ultimo cd comunque abbiamo sperimentato diverse soluzioni e abbiamo suonato svariati strumenti, facendo un lavoro di ricerca su diversi rullanti.

Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
I batteristi che ho amato sono ben più di tre, ma per rispondere alla domanda, il mio primo “grande amore” è stato John Bonham, dei Led Zeppelin per la potenza del suono e per la fantasia. Aggiungerei, sempre per rimanere in ambito rock, colui che ritengo fosse il suo alter ego e cioè Ian Paice, dei Deep Purple, per finire con l’immenso Steve Gadd, che influenzò il mio modo di interpretare la batteria.

Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
Personalmente credo ci sia sempre da imparare qualcosa, vuoi per un fill, per un groove o per qualche altra caratteristica.

Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
Jimi Hendrix, Mark Knopfler, Peter Gabriel.

Music Business

Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc.,  ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
Di volta in volta ci dividiamo le responsabilità dei progetti, pur continuando comunque a collaborare su tutto quello che riguarda il gruppo. Ovviamente, ci sono ruoli più specifici, come le interviste o le occasioni in cui non è necessario sia presente tutta la band, delegati maggiormente a Cisco.

E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
I fattori sono molteplici: uno di questi è sicuramente l’elevato costo al pubblico dei CD. La musica oggi viene consumata in modo più superficiale e certamente più veloce che in passato e quindi, forse, il pubblico investe meno. Il discorso sarebbe lunghissimo da affrontare, ma in sintesi, credo sia indispensabile l’abbassamento del prezzo dei CD e lo sviluppo della fruizione musicale via internet, salvaguardando la qualità, il diritto d’autore e comunque non sostituendo in toto la musica comprata.

Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
Nel nostro caso, solo per fare un esempio, per esportare la nostra musica ci siamo dovuti arrangiare non poco, perchè il rock italiano all’estero viene promosso molto raramente. Pur avendo un contratto con una major non siamo distribuiti nel resto d’Europa. I concerti e le occasioni di “espansione”, le dobbiamo principalmente all’impegno di promoter amici.

Elenca i 5 groove fondamentali per te
Don’t change horses (in the middle of a stream) - David Garibaldi dei Tower of Power; un qualsiasi brano suonato da Porcaro; Black dog - Led zeppelin; sicuramente qualcosa di Copeland (che so… Bring on the night); Diggin’ in the dirt - Manu Katchè (Us - P. Gabriel).

E i 5 fills più belli della storia
Beh!…sono infiniti..comunque posso ricordare: In the court of the Krimson King - Michael Giles - King Krimson; l’intro di Fireball - Ian Paice - Deep purple; Fire - Mitch Mitchell con Hendrix; All in the family - Narada Michael Walden; per finire uno dei tanti fills di Steve Gadd.

E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
Le ballads di Nick Dracke; The ghost of Tom Joad di Springsteen; Bless the weather - John Martin; sicuramente qualche brano di Leonard Cohen, tipo Susanne..; 3 gimnopèdies di Erik Satie per citare qualche brano di musica classica.

3 domande solo per Kaba

Nella vostra band i ruoli del batterista e del percussionista sono intercambiali, in che modo decidete chi suona la batteria e chi le percussioni nei singoli brani?
A volte tiriamo a sorte…ah ah!

La musica della vostra band ha forti radici nella musica popolare, utilizzate strumenti vintage per ricreare determinate sonorità?
Se si quali?
Credo che strumenti folk e strumenti vintage siano due cose diverse, comunque a volte utilizziamo anche strumenti degli anni ’70. Il mescolare sonorità assai diverse ed in modi piuttosto singolari è una delle caratteristiche principali della nostra musica.

Il seguito che avete, soprattutto dal vivo, credo sia la riprova che anche senza una massiccia esposizione Radio/TV, come è il vostro caso, sia possibile raggiungere un grande numero di persone... come impostate la promozione dei vostri album e quali sono le priorità nelle scelte di gestione artistico/promozionale della band?
Il rapporto diretto col pubblico, attraverso i concerti, e non solo, ci accompagna fin dagli inizi. Attraverso questo continuo contatto, abbiamo allargato sempre più, fortunatamente, il numero di persone che ci seguono. Oltre a ciò esistono, seppure in maniera esigua, i canali tradizionali come la stampa e le interviste.


Per concludere…

Hai uno o più endorsment?
Attualmente no, ma in passato sono stato sponsorizzato da UFIP.

Ci descrivi il tuo set attuale?
Come già detto prima, io suono sulla batteria di Roberto, che è una Premier Signa con set standard ad esclusione della grancassa (20”) e del rullante (Ludwig Supersensitive).
Per quanto riguarda il set delle percussioni, usiamo due bongos, due timbales, un tom da 10”, uno snare da 10”, un darbouk, un pad elettronico che pilota un sampler Yamaha A5000, una tastiera Roland XP10 e un Controller MIDI Roland per Samples e Grooves, una chitarra acustica Martin e un banjo.

Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Attualmente siamo in tour in Italia, mentre nel mese di maggio ci trasferiremo in Europa. Il tour proseguirà poi nell’estate, mentre a ottobre parteciperemo ad un viaggio in Burkina Faso, a conclusione di un progetto condiviso con la Coop per la creazione di pozzi in questo ed altri paesi e volto alla sensibilizzazione sul problema dell’acqua e del suo utilizzo nel mondo.


Per contattare Arcangelo ''Kaba'' Cavazzuti visitate il sito ufficiale:
www.ramblers.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:19  

Batterista Rock del Mese | Latest

Dario Ciccioni - EmpYrios - Aprile 2009

12 Mag 2008 Hits:3100

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso? Ho mosso i primi passi nel mondo della batteria da autodidatta, suonando sui tanti dischi che fortunatamente avevo in casa....

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