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MATTEO Teo MASTROIANNI - MARSH MALLOWS/EMPYRIOS - Mag 2005

Matteo ''Teo'' Mastroianni (Marsh Mallows/empYrios) - Batterista Rock di Maggio 2005
a cura di Diego Galeri

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Scheda anagrafica
Nome: Matteo
Cognome: Mastroianni
Nato a: Rimini
Il: 31.10.1981
Abitante a: Rimini

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho iniziato a studiare batteria all’età di 16 anni al liceo musicale “Lettimi” di Rimini con un percussionista italo-francese; il suo unico problema era proprio quello di essere principalmente un percussionista e di vivere facendo il percussionista… non era ciò che cercavo, così dopo il primo esame decisi di iniziare un iter di studi personale saltellando da un’insegnante all’altro per non farmi influenzare troppo dai loro stili. Franco Caforio è stato quello che ha lasciato maggiormente il segno a livello tecnico grazie ai suoi consigli pratici, mentre Andrea Ge (attuale batterista degli Exilia) è stato l’unico in grado di insegnarmi cos’è la grinta. Ora sono qui in cerca di qualche altra preda da spolpare… In linea di massima rimango comunque un autodidatta.

Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Saper leggere la musica è basilare, sia come bagaglio culturale personale sia come strumento di lavoro. Devo essere sincero: leggo tranquillamente gli spartiti di batteria (anche se non a colpo d’occhio) e sufficientemente quelli di altri strumenti, ma li uso poco a meno che non si tratti di situazioni che lo impongono (esercizi, brani particolari, passaggi complicati). Mi rendo conto di quanto possa penalizzare, ma ho buona memoria e posso permettermi di salvare i dati nel cervello. Tecnicamente parlando non classifico il mio stile tra i virtuosi (non nego che mi piacerebbe…) e amo più ascoltare brani che filano via lisci con un drumming semplice e d’impatto. Come dico sempre: “Quattro quarti e pedalare!!!”.

Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Un mio compagno di classe e grande amico (Simone Mularoni, attuale chitarrista degli empYrios) mi invito a seguire le prove del suo primo gruppetto. Rimasi stupefatto dal batterista non tanto per la sua tecnica ma proprio per il ruolo che ricopriva: era la colonna portante dei pezzi che eseguivano ed aveva uno strumento che come mobile d’arredamento mi attirava. Quel giorno presi le bacchette e provai ad eseguire un semplice ritmo; mi sembrava impossibile coordinare il cervello con i quattro arti tra loro!! Non riuscivo neanche a cominciare che inciampavo immediatamente! Arrabbiatissimo, ho iniziato a prendere lezioni di batteria per dimostrarmi che avrei potuto riuscirci.

Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Strimpello la chitarra e il basso a livello amatorialissimo. Hai presente quelli che cercano di rimorchiare le ragazze in spiaggia davanti al fuoco con una chitarra sottobraccio e qualche pezzo pop italiano strappamutande?? Ecco, non ci sono mai riuscito, ma prima o poi vincerò!! Amo anche l’armonica e provo spesso ad imitare lo stile di Steven Tyler (Aerosmith).

Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Se non mi permettessero di partecipare alla composizione (a meno che non si tratti di lavoro) sicuramente non suonerei ne con i Marsh ne con gli empYrios. Ma fortunatamente non è così. Nei Marsh, addirittura, mi chiamano “Arrangia Meccanica” e credo fermamente sia fondamentale che anche un batterista, sprovvisto di nozioni armoniche come me, possa dare il suo contributo non meno di un altro componente della band. Certamente le sfaccettature dei brani non di mia competenza è meglio lasciarle elaborare a chi di dovere, ma amo dare e accettare consigli anche in base al mio e al loro gusto che spesso non dipende prettamente dalle conoscenze tecniche ma si fonda solo sul feeling e l’esperienza.

Esegui assoli durante i concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
Ancora non eseguo assoli durante i concerti perché non mi prendo la responsabilità di mandare in fumo una buona prestazione della band per i miei 5 minuti di gloria. Comunque sia da qualche tempo ho in cantiere un’ideuzza tutta mia basata sull’uso spropositato dei sequencer; nulla di particolarmente virtuoso, ma di sicuro effetto scenico ed atmosferico…

Si può vivere di musica rock in Italia?
Ti rispondo dicendoti che, attraverso amici, ho saputo che al tempo il batterista dei Negrita (Roberto) è stato costretto a mollare. E sai perché? Sempre il solito motivo: ha una famiglia e non riusciva a gestirsi nonostante fosse il periodo di “Magnolia”, in cui i Negrita vendevano e suonavano un bel po’. Comunque si, si può vivere di sola musica, ma sicuramente non di sola musica “rock”. Chi vuol vivere di musica deve essere un professionista e come tale in grado di spaziare in ogni genere e situazione. Non credo sia un lavoro semplice e l’impegno è sicuramente il triplo del guadagno, ecco perché è un lavoro adatto ai veri appassionati. Io, per ora, tratto la batteria come un hobby a volte redditizio e spesso dispendioso di tempo e denaro, ma non smetterei mai di suonare e di impegnarmi… ormai fa parte della mia vita ed è troppo divertente!!!

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Indirizzo il consiglio più importante a chi sta iniziando: è assolutamente vietato commettere l’errore di voler subito strafare! E’ fondamentale crescere gradualmente senza saltare le scale due a due. Questo è un consiglio che paga nel lungo periodo, quindi ci vuole pazienza che, senza dubbio, verrà ripagata da una preparazione stabile e sicura. Al contrario ci si troverebbe nella situazione di dover affrontare delle lacune che neanche ci si immaginerebbe di avere… (parlo per esperienza personale L). A tutti gli altri: siate sempre voi stessi, e se l’ambiente della musica fa per voi il resto viene da se.

Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Mi piace cimentarmi nelle situazioni più disperate e vedere cosa succede. Credo che la capacità di adattamento a qualsiasi situazione sia uno dei requisiti fondamentali per chi ama suonare. Ho suonato power metal, hard rock, blues e suono tutt’ora trash-prog metal, punk-rock e per tirar su qualche soldino mi cimento anche nel pop-rock. Sono tutti generi molto differenti l’uno dall’altro che richiedono assolutamente di comprendere al meglio quale sia il proprio ruolo. In ogni stile musicale c’è qualcosa da imparare… a volte mi capita di andare in discoteca e di sentire dei pattern veramente fighi, torno a casa e la prima cosa che faccio è di riportarli subito sul mio strumento.

Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Non amo il jazz, ma ammiro chi ha tempo e passione necessari per poterlo studiare. Andai ad un seminario di Steve Smith. Beh, mentre raccontava il suo iter di studi mostrava (suonando) come dal jazz nascevano tutti gli altri generi, ed è proprio così, sono d’accordo con lui! Chi suona jazz credo abbia una marcia in più per quanto riguarda la creatività.

E di quelli che suonano liscio?
Proprio non mi piace. Ma come farebbero i nostri nonni senza nessuno che suoni il liscio??? Per loro, ogni tanto lo faccio e mi diverto anche…

Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Serata di festeggiamenti Al Simbol club di San Marino per il primo decennio del fan club ufficiale italiano dei Dream Theater. Ospite della serata Jordan Rudess, il tastierista, che dopo una mini clinic si è seduto sui divanetti leopardati in piscina e lì è rimasto per tutta la sera. Dovevamo aprire la serata con gli EmpYrios. Andò tutto alla grande, ma al momento di doversi ritrovare perché il locale chiudeva, il bassista era scomparso e tutta la sua strumentazione era rimasta sul palco completamente vuoto. Dopo mezzora di ricerche decidemmo di andarcene… Stavo per accendere il furgone e sentii un urlo. Guardai fuori… incredibile avevo rischiato di arrotare il mio bassista addormentato sotto il mio furgone nel parcheggio!! La sua giustificazione? Era l’unico posto dove farsi passare la sbornia perché non tirava vento…

E quello più imbarazzante?
Ero ad un concerto dalle parti di Bergamo con i Marsh, carico come non mai, era tutto perfetto e c’era un discreto numero di fan. Arrivano i cinque minuti, ci raggruppiamo al lato del palco, le ultime raccomandazioni, l’ultimo shortino seguito dall’ultima sigaretta e si sale sul palco. Quella sera iniziammo con “Big Knife and problems”, un pezzo di stampo rock’n’roll moderno. Quattro colpi di charly e si parte fino alla fine del pezzo… non fù così… Al primo salto del bassista si staccò il jack, e, in contemporanea, mi caddero i crash addosso facendo letteralmente spiattellare anche ride e timpani sulla mia gamba destra… non è piacevole! Ci siamo dovuti fermare che non avevamo neanche iniziato. Ci vollero 2-3 minuti per rimettere a posto tutto e ti assicuro che sul palco sono lunghissimi…

Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Innanzi tutto, prevenire è meglio che curare, e questo l’ho appreso con l’esperienza. Quindi, invece di dovermi dare al “no limits” bricolage, ogni volta che torno a casa o prima di partire per un concerto do un’occhiata a tutta la strumentazione e per sicurezza mi porto dietro gli attrezzi che serviranno per le parti più deboli del mio set. Comunque sia, quando incappo in una rottura più impegnativa del solito, preferisco rifornirmi direttamente di materiale nuovo o usato. Mi sento più sicuro.

Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Eh si! Amo spudoratamente i custom. Le vedo come un modo per esprimere la propria personalità pur essendo a cavallo di una moto. L’unico problema è che ancora non ho la possibilità di potermi permettere le spese di una moto. Dopo la laurea, ho deciso di specializzarmi nei miei studi statistici, e di conseguenza di continuare con la vita dello studente squattrinato…sob!

Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
La mia famiglia, pur non amando la musica in generale, non mi ha mai contrastato vistosamente, a parte i richiami per gli orari in cui potermi esercitare o fare le prove. Addirittura ho da poco avuto il consenso per fare le prove nella saletta sotterranea che ho iniziato ad insonorizzare per l’occasione. Oltretutto siamo tre fratelli di cui due aspiranti musicisti (mio fratello è un bassista). La mia ragazza è una santa! Non ho idea di come riesca a sopportare i miei continui cambi di programma a causa di prove o di improvvise serate di lavoro… La amo anche per questo!!!

Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
A tempo perso mi dedico alla palestra per mantenere il metabolismo ad un certo livello e non permettere al mio fisico di adagiarsi sugli allori (la pancia rimane comunque dov’è). E comunque ormai per me suonare rock è diventata routine e così anche per il mio corpo. Gli unici che ogni tanto mi lasciano a piedi sono i tendini dell’avambraccio; quando li tratto male e non li scaldo prima di una sessione decidono spesso di farmela pagare!!!

Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
- prendo le bacchette in mano ed inizio a scaldarmi
- mi bevo un’energetico
- sto in silenzio cercando di concentrarmi

Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
- Bere fino al punto di perdere la concentrazione
- Mangiare fino a scoppiare (la digestione indebolisce!)
- Provarci con la cassiera, perché se la serata va male poi risulti uno sfigato!!

Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
- Bere fino al punto di perdere la concentrazione
- Mangiare fino a scoppiare (la digestione indebolisce!)
- Provarci con la cassiera, perché se la serata va male poi risulti uno sfigato!!

BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Teo
Non sono un asso in cucina ma mi piace cimentarmi in qualche ricettina semplice...
Pasta e Jagermaister
Ingredienti: maccheroni, radicchio rosso, rucola, speck, pancetta, jagermaister, cipolla, sedano, aglio, olio.
Come procedere: intanto che l’acqua bolle si inizia a preparare un bel soffritto con aglio, olio, cipolla e sedani tagliati fini fini; a metà cottura del soffritto aggiungere speck e pancetta con un pò d’olio e continuare a rosolare. Poco prima di scolare la pasta aggiungere al soffritto rucola e radicchio. A questo punto scolare la pasta, metterla in padella con il soffritto, aggiungere uno due cucchiai di Jagermaister e scottare ancora un pò la pasta dentro il soffrittino.
Et voilà! Pasta e Jager pronta ad essere divorata.

Suonare rock in studio

Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Assolutamente la mattina.

Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Scribacchio scongiuri e date sulle pelli.

Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Ore ed ore di prove con l’obiettivo di registrare in presa diretta tutti assieme almeno le parti ritmiche. Ma non sono d’accordo sul registrare live un’album di musica rock. Penso che lo studio e il live siano due situazioni da interpretare diversamente. Dico sempre: “un’album lo devi ascoltare, un concerto lo devi pogare!”

In studio: click o non click?
Click, click e click. La stabilità del tempo e la base del groove e del tiro dei brani (almeno nel nostro genere).

Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
Ancora non mi sono mai dedicato a questa parte del lavoro… crescendo arriverà anche quel momento. Per ora mi limito a spiegare per filo e per segno quello che deve uscire da una sessione di registrazione mostrando le idee sviluppate a casa con l’uso di software dedicati.

Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Amo arrivare in studio rigorosamente pronto. A volte, ho pronti perfino i passaggi di ricambio, nel caso uno non dovesse rendere a dovere!

La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
E’ sempre lei, non mi ha mai deluso e finchè non morirà sarà sempre lei. Non so cosa dirti… più il tempo passa e più suona meglio!

Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
- Tommy Lee (Motley Crue): semplice, grintoso e preciso.
- Pat Torpey (Mr Big): fantasia, gusto e tecnica da vendere.
- Chad Smith (RHCP): amo il suo funky-rock pulito e mi piacciono i suoni nei suoi dischi
Tutti e tre sono piacevoli da guardare mentre suonano (non fraintendermi!), e credo che questa sia una caratteristica live che fà la differenza!

Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
In generale i batteristi death, brutal, e black metal perché credo che non riuscirei mai a tener vivo un concerto a quelle velocità!! Incredibili!!!

Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
- Sua maestà ''David Coverdale'': uno dei migliori cantanti hard rock di tutti i tempi.
- Slash: ne sono innamorato incondizionatamente. Per me lui è come Vasco per la maggior parte degli italiani: anche se incidesse una pernacchia la comprerei ugualmente…
- David Lee Roth: per lui il palcoscenico è più confortevole della sua stessa casa.

Music Business

Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perchè?
Diciamo che, per nostra fortuna, in questo periodo sono quello che ho meno da fare. Avendo scelto di continuare gli studi, ho la possibilità di organizzare il mio tempo più facilmente degli altri che lavorano, quindi ogni volta che c’è da sbrigare qualche formalità ce ne occupiamo principalmente io e Fabio (il bassista) che lavora solo il mattino. Spesso si tratta di interviste e merchandise.

E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
L’unica maniera credo sia quella di puntare sulla sensibilità di chi ascolta la musica, come dire... dei nostri “clienti”. Come farlo? Beh di questo devono occuparsi coloro che hanno la possibilità di spandere il verbo musicale (locali, etichette, manager, organizzatori) cercando di investire maggior parte del loro budget a favore di musica nuova e di band emergenti. Abbiamo la dimostrazione palese che chiunque può sfondare se alle spalle ha chi lavora bene e ti pompa fino all’ossessione. Basta decidere di farlo con chi veramente lo merita e fidati... sono in tanti. Ci sono troppe band che dopo i primi successi scompaiono nel nulla, ci sarà un motivo, no? Tempo e soldi sprecati!

Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
Credo che fuori dall’Italia ci sia spazio per la musica e basta, indipendentemente da che musica sia! Non ho avuto molte esperienze all’estero a parte nel centro-Europa e sono rimasto sbalordito dalla passione delle persone che ti ascoltano e dalla disponibilità che c’è nei confronti della musica e dei musicisti stessi. E’ proprio l’approccio nei confronti della musica che è totalmente differente; all’estero un musicista è rispettato, in Italia a volte non viene neanche considerato come tale a meno che non lo si faccia ad alti livelli.

Elenca i 5 groove fondamentali per te
Te li cito attraverso I brani corrispondenti:
- Rock’ n’ roll - Led Zeppelin
- Kickstart my heart - Motley Crue
- Suck my kiss - RHCP
- Killing in the name - RATM
- Jailhouse rock - Elvis

E i 5 fills più belli della storia
Anche questi te li cito attraverso i brani (più che fills sono introduzioni):
- Rock’ n’ roll - Led Zeppelin
- Painkiller - Judas Priest

-
Addicted to that rush - Mr Big
- Take the time - Dream Theater
- Lost in Holliwood - Rainbow

E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
- Your song - Elthon John
- More than words - Extreme
- To be with you - Mr Big
- Dancing - Elisa
- Sailing ships - Whitesnake (versione acustica)

3 domande solo per Teo

Ascoltando la tua musica ho notato che le partiture di batteria sono particolarmente ricche di doppia cassa, che tipo di esercizi hai fatto e fai per migliorare l’abilità dei tuoi piedi e soprattutto il tuo arto inferiore più debole (se hai la fortuna di essere ambidestro non considerare l’ultima parte della domanda…)?
L’esercizio che faccio più spesso per mantenere entrambe le gambe allenate allo stesso livello è quello di accendere il metronomo ai quarti e di alternare piede dx e sx (quattro battute ognuno se no si offendono...) battendo tutti i sedicesimi o alternando diversi pattern con l’obiettivo di avere lo stesso risultato sia da uno che dall’altro piede. Ma di certo l’esercizio migliore è di mantenere lo stesso ritmo con il doppio in sedicesimi fino allo stufo variando dal tempo più lento al più veloce che si riesce ad eseguire e ricordandosi di non cambiare mai esercizio fin quando non si è raggiunto l’obiettivo: la precisione! Per quanto riguarda il piede più debole e meno preciso (sono mancino, quindi il destro), di solito mi cimento nell’eseguire i diversi pattern prima con la sola cassa sinistra poi con la sola cassa destra.

Il suono della batteria nei tuoi dischi è sempre molto “spinto”, a tratti digitale….è una scelta dovuta alla necessità di avere maggior definizione oppure è si tratta di tuo gusto personale?
Credo che rock, metal e quant’altro abbiano dei paletti attorno ai quali sviluppare poi le proprie idee. Dal mio punto di vista uno di questi è la potenza della batteria sia nel suono che nello stile. Digitale o acustico che sia... il fine giustifica i mezzi, eehehehehehh...

La scena rock in Italia oggi è particolarmente fertile, quali sono a tuo avviso pregi e difetti delle nuove bands….compreso le tue?...un po’ di autoanalisi non fa mai male…eheh…
Cacchio di nuove bands ce ne sono a migliaia... aiuto! Posso risponderti come la vedo io rispetto al capitolo “pregi e difetti”. Ogni band ne possiede sicuramente tanti, sia dell’uno che dell’altro tipo, a partire dalla capacità di esibirsi fino ad arrivare al lato più tecnico e musicale. Ma è proprio l’insieme dei pregi e “soprattutto dei difetti” che distingue ogni band dall’altra. Personalmente, vedere e sentire band che sono obiettivamente fenomenali in ogni cosa che fanno, a lungo andare mi stufa. Al contrario, notare i difetti di un gruppo e accorgersi di come questi li mettano in mostra senza paura, trattandoli come una delle loro tante caratteristiche, penso che dia un tocco di originalità in più alla musica che propongono. Ozzy ti sembra uno che canta perché un pò ha studiato? Eppure il suo stile acido è il suo marchio di fabbrica, il marchio di fabbrica del più cattivone del rock’n’roll... Dici che sto cercando di difendere anche le mie bands?.....

Per concludere…..

Hai uno o più endorsment?
Ufip all my life! Anzi vorrei cogliere l’occasione per mandare un grazie di cuore a Luigi Tronci e soci per la loro immensa disponibilità, simpatia e cortesia... Smack! Al momento sono in cerca di qualche collaborazione per le bacchette... uso sempre le Ideas For Drummer e sono felice che sia una marca italiana!! Spero colgano il mio messaggio.

Descrivi il tuo set attuale?
Dipende dai contesti. Ti descrivo il mio set più grande. Cassa 22”x18”, Tom 10”, 12”, 14” (in sospensione), Timpano 16” (in sospensione), rullante Pearl Maple Shell (profondità media), crash 18”, 19” Ufip Bionic, Ride 22” Ufip Bionic, charleston 14” Ufip Class, splash 9” Ufip Class, china 18” Ufip Bionic, CowBell Toca, doppio pedale DW 5000 (doppia catena), Stix 5b Ideas For Drummer... due braccia e due gambe, eheheheheh!

Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Continuare a credere in quello che faccio e non perdere mai le occasioni che mi si presentano. Attualmente ci sono quattro gruppi con i quali collaboro: tre ufficiali e uno in via di definizione... empYrios, Marsh Mallows, No fashion band (cover pop rock), Sir pjnt (cover hard rock 80’s, 90’s). Mi bastano e avanzano!!!!

Siti Ufficiali: www.marshmallows.it - www.empyrios.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:19  

Batterista Rock del Mese | Latest

Dario Ciccioni - EmpYrios - Aprile 2009

12 Mag 2008 Hits:3100

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso? Ho mosso i primi passi nel mondo della batteria da autodidatta, suonando sui tanti dischi che fortunatamente avevo in casa....

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