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MICHELANGELO NALDINI - CONVERGENCE - Ott/Nov 2005

Michelangelo Naldini (Convergence) - Batterista Rock di Ottobre/Novembre 2005
a cura di Diego Galeri

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Scheda anagrafica
Nome: Michelangelo
Cognome: Naldini
Nato a: Faenza (RA)
Il: 17.04.1982
Abitante a: Faenza (RA)

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho cominciato a suonare la batteria con la prima lezione che ho preso in un piccola scuola nella mia città, e da allora ho sempre studiato. Oggi frequento un corso professionale di musica moderna presso la Music Academy 2000 di Bologna.

Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Si so leggere la musica, ed ultimamente mi sto cimentando nella lettura a prima vista di canzoni anche fuori dal Rock. Forse questa è una delle cose più difficili per un musicista, infatti quando si esce dal proprio genere, è proprio come andare in un altro Stato si cambia lingua ed approccio!!! Sinceramente non riesco a dare un giudizio sul mio livello di preparazione, direi che sono molte le cose che devo ancora imparare, ma fondamentalmente sono un musicista che preferisce suonare poche cose, anche semplici, ma fatte alla perfezione!!!

Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Diciamo che è stata una scelta casuale, volevo mettere su un gruppo assieme a degli amici, e mancava un batterista, così ho preso io quel posto!

Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Si, suono anche la chitarra, diciamo che ho imparato da autodidatta, guardando Beautiful! A casa mia sono costretto a vederlo per via di mia mamma e delle mie sorelle, quindi ho dovuto trovare un passatempo per trascorrere quei venticinque minuti in maniera utile!!!!

Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
I brani dei Convergence sono tutti composti dal nostro chitarrista, Giacomo, io però partecipo attivamente all’arrangiamento cercando di dare il mio taglio ritmico alle composizioni.

Esegui assoli durante i concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
No, direi che non eseguo mai assoli! Sia perché come ho detto prima, preferisco le cose semplici ma fatte bene, e sia perché le mie capacità tecniche non me lo permettono ancora! Seguo un pò la filosofia del grande Jeff Porcaro…

Si può vivere di musica rock in Italia?
Per quanto mi riguarda al momento ne sono molto lontano! Direi che in generale in Italia è molto difficile, forse perché il Rock è un genere che nel Bel Paese non tira molto! E comunque non penso che sia una situazione propria solo del genere, è un qualcosa che riguarda la categoria del musicista, che in Italia non è per niente tutelata.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Partendo dal presupposto che per arrivare al mio livello non ci vuole molto, direi che soprattutto è necessario un grande impegno ed una grande umiltà. Prendere tutte le situazioni e saperne apprezzare gli aspetti positivi. Nel mondo della musica vince o chi ha le conoscenze, o chi ha la costanza di essere sempre lì, presente, e prima o poi l’occasione giusta si presenta.

Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Si, sono un rockettaro convinto! Ho sempre suonato in band pesanti o comunque dedite alla musica dura, anche se all’interno del Rock sono riuscito a spaziare abbastanza, passando dal Punk, all’Hard Rock, al Thrash Metal, al Death Metal, al Crossover arrivando fino al Metalcore. Negli ultimi anni però, soprattutto grazie alla scuola che sto frequentando, sono riuscito ad avvicinarmi a molti altri generi, pop, jazz, funky ed anche qualcosa di blues.

Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Per me il jazz, è un genere un pò oscuro, e quindi sono molto affascinato da chi riesce a suonarlo. Soprattutto mi è molto difficile capirne la logica, e l’intenzione che c’è dietro; anche perché jazz e rock sono due modi quasi opposti d’intendere la ritmica.

E di quelli che suonano liscio?
Io rispetto tutti i generi musicali, e quindi per me i batteristi che suonano liscio hanno un approccio musicale da non sottovalutare, anche a livello tecnico. Per quanto riguarda invece il gusto musicale è un genere che penso non suonerei mai!

Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
E’ successo circa tre anni fa, quando non suonavo ancora con il mio attuale gruppo i Convergence. Ero in uno dei palchi secondari dell’Heineken jammin’ festival e stavo suonando con lo sgabello ad un centimetro dalla fine del palco e sotto c’era un buco di un metro! Alla fine dell’ultimo pezzo nel momento in cui stavo suonando un beat veloce lo sgabello è caduto giù dal palco, e non so come sono riuscito a rimanere in piedi ed a finire la canzone! Alla fine del concerto mi sono venuti a chiedere se il “numero” dello sgabello era programmato, e che era una bella trovata scenica! Ovviamente non l’ho più rifatto!!!

E quello più imbarazzante?
Invece quello più imbarazzante mi è capitato con i Convergence; eravamo a Marina di Camerata, in un festival abbastanza grande con un palco molto grande e soprattutto un sacco di gente. Bè, noi suoniamo con il metronomo e le sequenze, e sulla prima song (dove ci sono delle batterie elettroniche in base) il click è completamente scomparso, per colpa del cavo delle mie cuffie che si era rotto. Risultato: la canzone è venuta come un collage ti parti senza senso, un vero schifo! Il cavo è stato poi gettato in mare a fine concerto come rito antisfiga!

Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Le mie capacità di bricoleur sono molto ridotte, e quindi non sono mai riuscito ad aggiustarmi niente! In compenso ho un amico che si diverte a fare questi piccoli lavoretti, e quindi riesco sempre a farmi sistemare aste e supporti senza spendere niente!

Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Bè, ci sono sempre le eccezioni! Le moto non mi hanno mai affascinato, e preferisco di gran lunga salire sulle quattro ruote! Tra l’altro nel mio caso sono un’eccezione doppia, perché sono nato in Romagna la patria nazionale dei motori, dove la domenica pomeriggio sembra di essere in autodromo e vieni costantemente superato in tutti i modi possibile da orde di centauri!

Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
Anche se purtroppo è una professione a metà (spero che un giorno lo diventi per davvero!), i mie famigliari mi hanno sempre supportato e continuano a farlo tutt’ora. Elisa la mia ragazza, viene sempre ai nostri concerti e ci aiuta con il Merchandising, e mia madre, che insegna Yoga, quando può mi fa dei massaggi preparatori e mi aiuta con la meditazione! Mio padre, invece non è molto amante della mia musica, però è un affidabile supporto economico!!!!

Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Innanzi tutto cerco di studiare tutti i giorni sullo strumento almeno per 4 ore. In questo modo riesco ad affrontare i concerti rimanendo sempre a massimo regime; e poi mantengo in allenamento il fisico facendo jogging tre volte a settimana per un ora circa.

Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
1 - Controllo che il cavo degli auricolari funzioni ed che il click si senta!
2 - Faccio qualche esercizio leggero per le articolazioni.
3 - Ricordo la scaletta al mio chitarrista che sembra soffrire di vuoti di memoria improvvisi!

Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
1 - Non bere mai più di una birra. L’alcol modifica la tua sensazione del beat e l’adrenalina ti porta fuori tempo.
2 - Non mettersi mai pantaloni con l’orlo troppo largo perché si rischia di suonare un intero pezzo con il battente bloccato e la batteria senza la cassa è un po’ come la ciambella senza il buco!
3 - Non sforzare i tendini cercando di riscaldasi alla meno peggio, tipo suonando le bacchette contro un muro o per terra!

Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
1 - Mi sono scaldato ardentemente contro il tavolino di un pub in cui stavo per suonare, e sono salito sul palco con le dita completamente bloccate…Non ho suonato molto bene quella sera.
2 - Dovevo suonare al mare e quello stesso pomeriggio ho giocato a racchettoni sulla spiaggia, facendomi molto male ad una spalla. La serata è saltata e quelli del mio gruppo mi hanno poi finito distruggendomi anche l’altra spalla…
3 - Senza accorgermene ho pestato una merda prima di salire sul palco, alla fine del concerto il pedale emanava uno strano odore…

BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Michelangelo
Da bravo Romagnolo, non posso che consigliarvi un bel piatto di Tortelloni al ragù di carne. Dunque i tortelloni romagnoli hanno la forma tortellini solo che sono molto più grandi ed invece della carne hanno il ripieno il formaggio, ovviamente vi conviene comprarli già fatti perché farseli da soli è molto difficile. Per quanto riguarda il ragù di carne, gli ingredienti sono carni miste di manzo e vitello tritate assieme, passata di pomodoro, cipolle sedano e carote. Personalmente io preferisco omettere gli ultimi tre ingredienti, o comunque inserirli in dose molto ridotte; diciamo che è una scelta che compete al vostro gusto personale. I tortelloni vanno cotti come la pasta in acqua a temperatura di ebollizione, ma hanno un tempo di cottura molto breve, circa 4-5 minuti. Il tutto ovviamente servito con un velo di parmigiano sopra, per dare il tocco finale alla ricetta!

Suonare rock in studio

Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Non c'è un orario preferito, l’importante è che io sia riuscito a trovare della caffeina per partire col piede giusto!

Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Di solito chiedo sempre di scaldarmi qualche minuto sul tempo metronomico della canzone che devo registrare. Questo mi aiuta a creare un buon feeling con il tempo della canzone, ed inoltre mi permette di settare al meglio i volumi di ascolto.

Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Direi che il modo migliore è sicuramente registrare tutti gli strumenti contemporaneamente, poi aggiungere in un secondo momento la voce. Inoltre bisogna lavorare accuratamente sui suoni, cercando di renderli più ruvidi e più crudi, come si addice ad un live.

In studio: click o non click?
Ovviamente click! Io sono molto legato all’utilizzo di questo strumento, e lo considero soprattutto un aiuto e per nulla un freno della creatività. Solo studiando a click sono riuscito a raggiungere il grado di precisione che ho ora, e solo a click le tue idee ritmiche possono essere espresse nel pieno del loro potenziale.

Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
In questo campo non ho una grande esperienza quindi di solito mi affido alla scelta di orecchie più competenti. Anche se sto cominciando a studiare anche questo aspetto della batteria, per non rimanere al di fuori di scelte importanti come quella del suono.

Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Diciamo che quando entro in studio tutto quello che dovrò suonare è già deciso al millimetro. Poi se per caso il produttore opta per soluzioni nuove, sono sempre aperto alle improvvisazioni.

La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Di solito si, cioè quando decido di cambiare la composizione del mio set, questo si riflette sia in studio che dal vivo. Secondo me è importante mantenere una continuità nel posizionamento dei tamburi, perché il nostro cervello lavora molto a memoria. Una volta mi è successo di suonare su un set di un altro batterista, e mi sono trovato a dare delle bacchettate nel vuoto!

Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
1 - Lars Ulrich: perché il primo amore non si scorda mai, perché nonostante sia un batterista tecnicamente limitato è sempre riuscito ad esprimersi con una musicalità incredibile e perché ha un suono che è difficile confondere.
2 - Thomas Haake: mitico batterista dei Meshuggah, tecnicamente spaventoso, ma soprattutto portavoce di uno stile personalissimo e poco imitabile; se cercate un batterista abile con le scomposizioni ritmiche lui fa per voi!
3 - Jeff Porcaro: i marziani esistono veramente, e lui ne è la prova. Il metronomo a lui non serviva.

Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
1 - Mike Portnoy: premetto che sicuramente è un batterista preparato, al di là di questo è sicuramente il musicista più sopravvalutato dell’intera scena rock-metal. Le sue idee non sono per nulla nuove, (ascoltando i Rush lo si capisce), ed inoltre il suo suono è parecchio costruito e troppo standard.
2 - Chad Smith: il funky è un’altra cosa, e forse è meglio che la gente non sappia che è completamente costruito in studio.
3 - David Silveria: batterista dei Korn, e purtroppo rovina del suddetto gruppo. Io adoro i Korn, la loro musica è incredibile, ma sia dal vivo che in studio con un altro avrebbero avuto una marcia in più. Scelta dei suoni pessima, poca pacca, e un concetto di tempo abbastanza relativo!

Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
1 - James Hetfield: perché ha scritto le mie canzoni preferite, e perché ha creato idee e spunti per due generazioni di musicisti.
2 - John Lennon: per aver rivoluzionato la musica, e per aver aperto nuove strade alla creatività.
3 - Angus Young: perché lui è l’essenza del rock ‘n’ roll!!!

Music Business

Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perchè?
Di solito io ed il cantante ci occupiamo più degli aspetti manageriali della band, cioè gestiamo i rapporti con etichette, management, locali e Media (interviste, recensioni, sito Internet). Mentre per quanto riguarda il Merchandise ed i rapporti con la gente ci prodighiamo tutti e quattro affinché il virus Convergence infetti ogni persona che entra in contatto con noi!!!

E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Le cause sono molte, ma penso che non riguardino solo il contesto Italiano. L’aumento del costo dei cd, il download selvaggio e la musica piratata, la saturazione del mercato e le scelte di produzione e di mercato da parte delle Major, che si sono rivelate inadeguate e alla lunga hanno reso sterile la creatività degli artisti; problemi che affliggono il mercato internazionale. Per fare un discorso legato all’ambiente Italiano, si può aggiungere che per giunta in Italia manca completamente una cultura musicale generalizzata. La gente è in balia dei Media che dicono loro cosa comprare, e sono pochi quelli che vanno a ricercarsi un disco ed hanno ancora la pazienza di “Ascoltare”. Tutto questo a danno anche della musica dal vivo, che penso stia toccando i minimi storici in tutto il Paese. Secondo me bisognerebbe agire su due fronti: da un lato controllare meglio il mercato e soprattutto internet, che è una risorsa fondamentale per la musica, ma non deve diventarne la sua tomba; dall’altro agirei tentando di educare di più l’ascoltatore, tramite anche la scuola (in Italia è scandaloso come il sistema scolastico statale metta in secondo piano la musica!), e cercando di dare più rilevanza ai canali alternativi di trasmissione.

Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
Non saprei dirti… io non suono rock cantato in Italiano, e purtroppo non ho ancora avuto esperienze musicali all’estero. Però so che nei paesi soprattutto di lingua spagnola o portoghese, l’italiano va forte e quindi penso che ci sia spazio per il rock cantato in Italiano.

Elenca i 5 groove fondamentali per te
Visto che secondo me non sono i groove ad essere belli ma sono i batteristi a renderli tali, ti elencherò le canzoni, dove sono e l’esecutore!
1 - Metallica - Sad but true: qui Lars Ulrich secondo me esemplifica al meglio cosa deve fare un batterista Rock!
2 - Meshuggah - The mouth liking what you’ve bled: Thomas Haake nel groove iniziale unisce perfettamente difficoltà tecnica, velocità e potenza.
3 - Toto - Rosanna: penso che su Jeff Porcaro non ci sia niente da dire, che tutti non sappiano già!
4 - Mudvayne - Internal Primates Forever: nella parte iniziale della song Matt McDonough suona alla perfezione. Fa vedere cosa significa saper suonare Nu metal, senza andare fuori tempo come altri suoi illustri colleghi (vedi David Silveria e Joey Jordison).
5 - Police - Message in a bottle: nel groove iniziale Copeland suona con un’intenzione ed una fluidità fantastiche!

E i 5 fills più belli della storia
Domanda difficile! Ti citerò sempre canzone ed esecutore!
1 - Metallica - Sad but true: penso abbiate capito che sono il mio gruppo preferito, e che sono anche un pò fissato! Comunque vi invito a notare la perfezione e la potenza con cui Lars Ulrich suona quei cinque colpi subito dopo lo stop. Tecnicamente elementare, ma difficilmente ripetibile.
2 - Meshuggah - Stengah: nella parte dell’assolo, Thomas Haake porta in fills su un 11/8 con una naturalezza e una dinamica incredibili.
3 - Tower of power - What is hip?: nell’intro prima della seconda strofa, David Garibaldi porta un fill tra rullante e charleston di gran gusto e dinamica.
4 - Led zepellin - Starway to heaven: bellissimo il fill durante l’assolo, nel quale John Bonham suona dei sedicesimi divisi fra rullo tom timpano e cassa.
5 - Dillenger Escape Plan - 43% burnt: non so se conoscete questa band, ma vi invito aldilà del genere ad ascoltarne le prodezze del batterista Chris Pennie. Questo pezzo si potrebbe definire un fill continuo… Ascoltatelo…

E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
Sto pensando e riflettendo ma non me ne vengono in mente… Di solito ascolto sempre pezzi con la batteria… direi Redemption song di Bob Marley, e poi non me ne vengono in mente altre!

3 domande solo per Michelangelo

In Italia la musica estrema (metal, hardcore e quant’altro), pur avendo partorito nel corso degli anni numerose bands di assoluto valore, non è riuscita a sfondare le barriere dell’underground rimanendo prerogativa di pochi. Per questo motivo musicisti di sicuro valore non hanno lasciato memoria di sè e difficilmente sono rimasti nel cuore delle “nuove leve” (tu stesso hai citato solo musicisti stranieri..) …a cosa è dovuta secondo te questa cosa e cosa manca alla musica estrema in Italia per imporsi ad un pubblico più vasto?
Io penso che sia un problema legato all’ottusità degli addetti ai lavori, ed alla poca cultura musicale dell’ascoltatore. In Italia i circuiti che contano snobbano questi generi, cosa invece che non succede in altri paesi Europei (Germania, Scandinavia), ristringendo così il bacino di pubblico; di conseguenza anche la gente fa fatica a conoscere l’esistenza degli artisti che portano avanti queste scene musicali. L’underground Italiano è pieno di gruppi validissimi, ma è lo stesso sistema che li stritola e gl’impedisce di uscire. Inoltre l’ascoltatore Italiano medio è soprattutto esterofilo, quindi tende a snobbare artisti Italiani pensando che solo gli stranieri siano in grado di comporre musica originale. In questa difficile situazione, una persona che vuole ascoltare musica diversa deve andarsela a cercare sfruttando la rete e in pochi casi qualche negoziante informato!

Quali ritieni siano gli aspetti del tuo stile batteristico che rendono unico il tuo modo di suonare ed interpretare la musica?
Non penso che il mio stile si possa definire unico, tutti noi prendiamo qualcosa di già esistente e cerchiamo di rielaborarlo. Io nel mio piccolo cerco di unire la solidità di un approccio molto rock sulla batteria, all’introduzione di tempi dance o discodance. E se vuoi sapere quello che dicono gli altri di me, apprezzano tutti molto la mia “pacca” sul rullante! Magari se capito vicino alle tua parti, spero che tu possa venire a sentirmi così mi darai un tuo parere!

Dal vivo usate campioni o sequenze? Se si come e con quale tipo di strumentazione li gestite e chi si occupa dello start and stop?
Dal vivo noi utilizziamo un multitraccia a 4 tracce della Yamaha, chiamato MD4, nel quale ci sono due tracce per le sequenze elettroniche (synth o batterie elettroniche), una traccia di click per me ed una per il chitarrista, quando io non suono; in questo modo si evita di tenere il charleston di accompagnamento e non si stempera l’atmosfera. Ovviamente il click è presente anche nelle canzoni dove non ci sono basi, così da ottenere una resa di tempo perfetta. Lo start/stop lo gestisco io direttamente, così se ci sono problemi posso fermarlo agilmente.

Per concludere…..

Hai uno o più endorsment?
No purtroppo no, vista la quantità di bacchette che rompo ne avrei proprio bisogno!!!! Al mio livello non posso ancora permettermi di chiedere lo sponsor, ma se dovessi dirti da che marche preferirei essere sponsorizzato direi: Pro-mark per le bacchette, fantastiche; batterie sicuramente Pearl,  invece come meccaniche per i pedali direi Tama! L’Iron cobra è veramente un gran bel oggetto. Come piatti io sono innamorato dei Sabian, ma mi piacciono anche gli Zildijan!

Descrivi il tuo set attuale?
Dunque io ora utilizzo, una Pearl Export con cassa da 22”, tom da 12” e timpano da 16”. Per quanto riguarda il rullante uso uno Yamaha v-power (non come la benzina!) vecchissimo e scassato che però non si sa come suona ...in modo particolare ed originale! Come pedale uso l’Iron Cobra doppio della Tama, mentre di cymbals ho due crash della Sabian un 17” ed un 20”, charlie della Sabian un Dave Weckl signature 14”, un china 14” della Sabian e poi siccome non uso il Ride utilizzo un leggio piegato con sopra un campanaccio della Ufip per dare gli accenti forti.

Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
In questo momento stiamo per girare il Video del nostro singolo “Six feet under” tratto dal nostro Primo disco “Points of view”, e ricominceremo presto con le date invernali, inoltre stiamo già lavorando al successore del suddetto album. Questo per quanto riguarda i Convergence, e anzi vi invito a visitare il nostro sito
www.convergence.it se volete sentire le nostre song ed avere informazioni sulla band. Per quanto mi riguarda, quest’anno finirò i miei studi al Music Academy 2000 di Bologna dove sto frequentando il corso Professional. Sicuramente una delle migliori scuole in Italia, sia per il livello di difficoltà dei corsi sia per la qualità degli insegnanti. Per concludere colgo l’occasione per salutare proprio questi ultimi, che in questi anni mi stanno dando tanto come musicisti e persone, in particolare Roberto Ponzio, Paolo Valli, Filippo Mignatti, Andrea Ge, Bruno Farinelli, Pepe Bonanno, Max Magagni, Emanuele Boselli e Alessandro Altarocca. Un grazie anche a Drumsportal per l’intervista, ed un saluto a tutti i suoi lettori!!!! A presto! Rock on!

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:19  

Batterista Rock del Mese | Latest

Dario Ciccioni - EmpYrios - Aprile 2009

12 Mag 2008 Hits:3100

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso? Ho mosso i primi passi nel mondo della batteria da autodidatta, suonando sui tanti dischi che fortunatamente avevo in casa....

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