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CHRISTIAN PARISI - ZORN - Gen 2006

Christian Parisi (Zorn) - Batterista Rock di Gennaio 2006
a cura di Diego Galeri

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Scheda anagrafica
Nome: Christian
Cognome: Parisi
Nato a: Messina
Il: 19.02.1977
Abitante a:
Genova

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho iniziato a suonare la batteria circa 10 anni fa, nel 95, per un paio d’anni da autodidatta e successivamente ho deciso di iscrivermi ad una scuola di musica. Il mio obiettivo era quello di riuscire solamente a sviluppare quello che avevo in testa e che ovviamente non riuscivo a fare sullo strumento, quello che ignoravo completamente è che più imparavo e studiavo più i miei orizzonti si allargavano. Così ho studiato un paio di anni in una succursale della Accademia di Musica Moderna di Franco Rossi (avevano cercato proprio in quel periodo di aprire a Genova ma non funzionò), ho studiato ancora qualche anno poi con Eugenio Carico e dopo mi sono stabilizzato con Giuseppe de Paola con cui ho studiato per circa 4/5 anni, contemporaneamente seguivo tutti i seminari possibili che capitavano in zona e nelle vicinanze, ho fatto alcune lezioni private con Ellade Bandini e qualche anno fa in vacanza in Brasile ho studiato con Vera Figueiredo (soprannominata a livello mondiale “The Queen of Samba”). Ultimamente ho cercato di ampliare ancora studiando con Tony Meneses un percussionista cubano veramente bravo, grazie al quale ho partecipato, ovviamente al suo fianco, al Percfest di Laigueglia in veste di collaboratore in quattro seminari di percussioni cubane legate alla batteria.

Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Se stiamo parlando di lettura ritmica me la cavo un pochino, ovviamente la lettura a prima vista non è proprio il mio forte (per ora!!) comunque riesco sempre a mettere nero su bianco le idee che mi passano per la testa. Per quanto riguarda la mia preparazione musicale, cerco di cavarmela nelle situazioni che si presentano sia in ambito rock/metal e cerco di ampliare le mie conoscenze per quanto riguarda altri generi.

Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Veramente a circa 8 anni avevo iniziato a suonare la chitarra, che raramente suono tuttora. Per quanto riguarda la scelta della batteria, non saprei rispondere ho iniziato e basta.

Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Un pochino la chitarra, conosco gli accordi ed a volte cerco di comporre qualche riff, ma lascio perdere l’armonia e magari mi concentro sulla divisione ritmica delle pennate, anche qui la visione e molto più da batterista che non da chitarrista.

Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Negli ZORN i pezzi vengono composti e arrangiati, nella maggior parte dei casi, dal gruppo. Solitamente nascono da un’idea, da un riff, da un groove o semplicemente jammando in sala prove, solitamente registriamo tutto e cerchiamo di stilare quello che più ci piace arrangiandolo secondo il nostro gusto.

Esegui assoli durante i concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
Sono sempre stato affascinato dagli assoli di batteria dei grandi, primo su tutti John Bonzo Bonham e devo dire che mi sarebbe piaciuto vivere in quegli anni dove potevi fare quello che volevi. Attualmente sento sempre dire dai batteristi che gli assoli di batteria sono delle rotture di cogl…, sai cosa ti dico?? Se fatti bene io adoro gli assoli di batteria!!

Si può vivere di musica rock in Italia?
Qualcuno ci riesce, sicuramente non è il mio caso e penso che nella mia stessa situazione ci siano migliaia di batteristi e musicisti. Non mi va di dare la colpa a questo o a quello, posso dirti però che emergere in questo momento è pressoché impossibile soprattutto per chi come noi compone i testi in Italiano.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
A livello strumentale di raggiungere un bagaglio musicale che ti permetta di sviluppare le tue idee, mentre a livello umano, bisogna essere molto determinati, visto che o hai gli agganci giusti o devi essere disposto a prendere veramente tante porte in faccia, con gli anni riesci a prenderti un sacco di soddisfazioni, quest’anno per esempio abbiamo suonato all’AREZZO WAVE, dovevamo aprire ai Motorhead ma Lemmy è stato male ed ha cancellato il tour italiano, al loro posto c’erano i Linea 77, e’ stata un’esperienza fantastica!! Gran bella soddisfazione!!! Comunque le porte in faccia sono all’ordine del giorno.

Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Ho iniziato con l’HardRock, con mio fratello Fabio (Lopez) chitarrista adesso con i Raza de Odio (Peso e John dei Necrodeath e Zanna ex-Sadist) suonavamo pezzi di Hendrix, Led Zeppelin, Black Sabath, Deep Purple, Doors fino ad entrare negli Zorn dove la musica è molto più dura. Da qui ho collaborato in diversi progetti sia cover band che materiale originale…,ho registrato due dischi Power metal con Athlantis (underground symphony), e Odyssea (Scarlet Records), ho suonato Rock’n’Roll in un tributo ad Elvis, Pop, Reggae, qualcosa di latino, cerco di adattarmi sempre alle situazioni più differenti.

Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Tanto di cappello per tutti i musicisti, qualsiasi genere suonino!!! Non sopporto alcuni musicisti che credono di essere superiori agli altri solo perché suonano Jazz e credono che quello che fanno loro è arte e tutto il resto non vale niente.

E di quelli che suonano liscio?
Stesso discorso di prima, tanto di cappello a quelli che suonano!! Tutto il mio disprezzo per quelli che suonano in play-back e vi assicuro che ce ne sono!!!

Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Alcuni anni fa siamo andati a fare un piccolo tour in Olanda, prima volta che facevamo qualcosa di musicale fuori dall’Italia. Ovviamente siamo andati in macchina e non conoscevamo la strada così arrivati al confine tra Germania e Olanda (che non esiste, è una strada, ora sei in Germania, ora sei in Olanda) nella confusione siamo tornati in Germania. Il fatto è che dovevamo raggiungere Eindhoven e così credendo di essere in Olanda ci siamo fermati a chiedere informazioni in una strada pressoché deserta, nessuno riusciva a capire dove dovevamo andare. Ad un tratto una Fiat Uno nera inchioda vicino a noi ed esce un personaggio fantastico, sembrava uscito da un film di “Er Monnezza” dicendo: ‘Ue guagliò agg vist’ a macchina targat’ Italia vi dò una mano io…
E’ stata una scena davvero incredibile…

E quello più imbarazzante?
Me ne viene in mente uno solo, ma è troppo imbarazzante…

Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Non sono un mago del fai da te… cerco di recuperare tutto quello che mi si rompe quando è possibile e magari tiro fuori un’asta da due aste rotte, ma per il resto sono abbastanza un disastro.

Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Io ho una grandissima passione che è quella per la batteria e per la musica in generale quindi, tutti i soldi che avevo a disposizione se ne andavano per la strumentazione, materiale didattico, cd, dvd, concerti e seminari. Devo dire che ho sempre usato ogni risorsa per seguire la mia vera passione.

Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
Ottimo!! Mio padre da giovane era bassista/cantante, con mio fratello ho suonato per diversi anni e spero di poter suonare di nuovo con lui. Mia moglie mi segue in quasi tutti concerti… meglio di così…

Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Assolutamente niente!! Anche se però a volte dopo ore di prove la stanchezza si sente…credo che per suonare, l’allenamento migliore sia suonare…se devi fare un concerto di un’ora devi essere in grado di sostenere almeno il doppio con la stessa intensità.

Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
- Un pò di riscaldamento tra mani e piedi, solitamente dei rulli singoli facendo dei movimenti molto ampi in modo da riscaldare tutta la muscolatura e spezzare un pò il fiato.
- Quando posso cerco di stare un pò da solo per concentrarmi e calmarmi (prima dei concerti sono sempre agitato…credo che faccia parte anche questo del concerto, ogni volta che sei troppo sicuro di te stesso succede qualche imprevisto).
- Mi prendo il bacio della buona fortuna da parte di mia moglie!!

Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
Ce ne potrebbero essere mille, ma per quanto mi riguarda prima di ogni concerto non faccio mai niente che possa compromettere l’esibizione…sarebbe una mancanza di rispetto verso la gente che è venuta a vederti e verso quelli che suonano con te!

Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
Forse qualche bicchiere di troppo in passato, ma ripeto, non faccio mai niente che possa compromettere la mia prestazione e quella del gruppo. Cerchiamo sempre di suonare al meglio e diamo il 101% in ogni concerto!

BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Christian
Adoro l’improvvisazione culinaria ed i primi quindi:
1. apri il frigo guarda cosa ti piace e mettilo da parte
2. fai un pò di soffritto e aggiungi tutto in padella con un po’ di vino bianco o rosso (a seconda di quello che hai messo in padella)
3. fai cuocere la pasta
4. scola e versa nella padella, fai saltare quanto basta
A volte vengono fuori delle schifezze immangiabili ma anche delle prelibatezze, provate e poi fatemi sapere.

Suonare rock in studio

Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Dal mio punto di vista qualsiasi orario puo’ andare bene, d’altra parte ci sono altre cose da non trascurare secondo me prima di una registrazione:
-primo su tutto la sicurezza durante la registrazione, siccome non possiamo permetterci mesi di registrazione, bisogna avere le idee molto chiare quando entri in studio.
-non abbuffarsi a tavola prima di registrare, l’organismo è impegnato nella digestione e oltre ad una mancanza di attenzione e precisione ti viene un sonno incredibile.
-aver dormito una quantità di ore sufficiente (e questo dipende da persona a persona) in modo da non trovarsi “scoppiati” dopo qualche ora.

Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Controllo la batteria da cima in fondo prima e dopo la microfonatura in modo da non avere sorprese durante l’esecuzione, mi fumo una sigaretta e via…

Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Non esiste!!! Ed è giusto che sia così. Adoro i cosiddetti dischi live questo sempre ricollegandomi al discorso degli anni ’70…non esistono due versioni identiche di qualsiasi canzone dei Led Zeppelin o dei Deep Purple ogni interpretazione ha un qualcosa di nuovo sempre!! Questo modo di concepire la musica nel Rock non esiste quasi più!!

In studio: click o non click?
Click!! Ormai mi viene naturale suonare con il click in cuffia sia in studio che in sede live.

Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
Ultimamente cerco di imparare e rubare il più possibile da chi c’è dietro il mixer. Diciamo che il risultato finale deve piacere a tutti, band e fonico…quindi è meglio sapere un minimo di quello che si vuole come risultato finale e cosa chiedere al fonico senza dire un mare di ca…ate!!

Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Solitamente è tutto pronto salvo alcune parti che lascio volutamente semi-arrangiate cercando l’ispirazione dello studio il che a volte è molto produttivo altre volte un po’ meno e devi picchiarti un po’ di tempo per trovare la cosa giusta da mettere nel modo giusto.

La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Anche qui la strumentazione e’ pressoché la stessa, a volte cambio rullante in base al tipo di suono che voglio ottenere alla fine di ogni situazione sia live sia in studio.

Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
Sinceramente mi viene difficile trovare il perché un batterista mi abbia influenzato piu’ di un altro, ci sono dei batteristi che adoro eppure non hanno influenzato il mio drumming, comunque per quanto riguarda il rock/metal le influenze derivano soprattutto da:
1 - John Bonham: potenza, groove, suono, tutto quello che si vuole da un batterista
2 - Vinnie Paul: 100 kg di “morbidezza” dietro a dei “piccoli” tamburi

3 - Igor Cavaliera: del periodo Chao A.D. e Roots, aggressivo ed originale allo stesso tempo.

Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
- Non saprei… potrei magari citarti dei batteristi che non mi piacciono, ma che addirittura mi sono guardato bene dall’imparare qualcosa…veramente non saprei.

Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
1 - Jimi Hendrix: ha rivoluzionato il modo di suonare la chitarra.

2 - Carlos Santana: si adatta senza alcuna difficoltà a suonare con chiunque a prescindere dal genere suonato.
3 - Marcus Miller: bassista grandioso che usa in modo incredibile la tecnica dello Slap.

Music Business

Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perchè?
Beh… bisogna dire che il grosso del lavoro lo svolge il nostro bassista, ha un’attitudine particolare per tutto quello che ha a che fare con questo tipo di attività, io, se devo essere sincero sono quello che si occupa meno di tutti di questi compiti, ma comunque lavoriamo sempre molto sodo per tutto quello che riguarda la band.

E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Sicuramente e’ un insieme di fattori, dal prezzo dei cd, lo scambio dei file via internet, e tutto quello che puo’ conseguirne. Per risollevare le sorti… si dice che se non puoi sconfiggere il nemico ti devi alleare a lui… bisogna cercare un metodo di promozione che vada di pari passo con tutto quello che sta succedendo adesso… facile a dirsi…ma bisogna darsi da fare.

Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
All’estero abbiamo fatto una mini tournee in Olanda, quindi posso parlare solo di quest’esperienza. Da quello che ho potuto notare posso dire che c’e’ posto per la “musica”!! Abbiamo avuto sempre riscontri positivi sia dal pubblico che dai musicisti locali, in Olanda sono molto open-mind ed hanno apprezzato molto il nostro cantato in Italiano. Per quanto riguarda altri posti non saprei che dire… Qualche cantante italiano fa fortuna all’estero, ma i nomi sono sempre gli stessi!!

Elenca i 5 groove fondamentali per te
Facciamo 3...
1 - Imigrant Song (Led Zeppelin).

2 - Qualsiasi groove degli AC/DC: semplicità, potenza e groove senza sosta.
3 - The Trooper (Iron Maiden).

E i 5 fills più belli della storia
1 - Rock’n’Roll (Led Zeppelin) anche se l’intro è stato “rubato” il suo modo di suonarlo e’ insostituibile.
2 - Burn (Deep Purple) la strofa è un fill continuo.
3 - Fire (Jimi Hendrix) anche qui buona parte della strofa è composta da fills
.

4 - Where Eagles Dare (Iron Maiden) un fill di batteria grandioso che introduce una canzone altrettanto grandiosa.
5 - Painkiller (Judas Priest) un altro fill devastante.

E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
- Difficile…me ne viene in mente uno, può piacere o non piacere ma è diventato famosissimo…More Than Words degli Extreme.

3 domande solo per Christian

L'estate scorsa avete suonato sul main stage di Arezzo Wave assieme a bands di rilievo del panorama italiano ed internazionale, ci racconti come è andata facendo un bilancio dell'esperienza?
Molto volentieri!! Abbiamo partecipato alle selezioni regionali insieme ad una sessantina di bands e ci siamo ritrovati in finale pensando che ci avrebbero scartati visto che ad Arezzo Wave il metal non e’ uno dei generi che và proprio per la maggiore, però abbiamo vinto quindi ci siamo aggiudicati la possibilità di suonare in uno dei più grandi festival italiani.
Successivamente siamo stati contattati e ci hanno comunicato che eravamo stati scelti per aprire la serata sul main-stage allo stadio di Arezzo. Oltre a questo abbiamo saputo che gli Headliner della serata sarebbero stati i Motorhead, quindi eravamo veramente al settimo cielo… poi Lemmy e’ stato ricoverato e i Motorhead hanno cancellato la tournee italiana, cmq sono stati sostituiti dai grandi Linea 77. Contemporaneamente sono usciti molti articoli ed interviste sui quotidiani liguri sulla nostra partecipazione ad Arezzo.
Il palco, l’organizzazione, la strumentazione e tutto quello che riguarda lo show erano perfetti, unica pecca e’ stato il fatto di dover aprire la serata alle 19.30 mentre i cancelli sono stati aperti alle 19.10 quindi non abbiamo suonato proprio davanti alla marea che c’era a mezzanotte con i Linea, ma tutto sommato e’ stata davvero un’esperienza indimenticabile, sono seguite alcune interviste ma soprattutto abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere sia da pubblico che da addetti al settore.

Il suono della batteria sul vostro album è molto definito e aggressivo ma mi ha colpito particolarmente la precisione chirurgica dell'esecuzione, parlaci del processo di lavorazione dell'album e in particolare di come avete registrato le tracce di batteria.
Innanzitutto ti ringrazio per il complimento, devo dire che l’album e’ stato realizzato in 3 fasi diverse e 3 studi diversi. Il disco è stato registrato al Loud Studio di Paolo Valenti, siamo entrati in studio molto preparati, e grazie a questo abbiamo avuto un pò più di tempo per curare e seguire ogni singola fase della produzione. La batteria e’ stata registrata a tracce separate e senza nessuna traccia guida eravamo solo io e il click, sono stati utilizzati microfoni Akg e Shure oltre a cassa e rullante che avevano due microfoni, per meglio bilanciare nel rullante il suono tra pelle battente e cordiera, e nella cassa, il suono tra l’attacco del battente e il corpo della cassa. La fase successiva e’ stata quella del mixaggio, che e’ stato interamente svolto al Dyna studio di John (bassista dei Necrodeath). Bisogna dire che ha svolto un ottimo lavoro anche perché profondo conoscitore del genere e della band. L’ultima fase, quella di mastering è stata fatta al Tsunami studio di Pier Gonella (chitarrista dei Labyritnh) che è riuscito ad enfatizzare in maniera ottimale il sound finale che hai sentito nel disco. Colgo l’occasione per ringraziare John e Pier per l’ottimo lavoro che hanno svolto sul nostro cd.

Il vostro sound è particolarmente "voluminoso", dal vivo che tipo di pelli usi e quale accordatura per sostenere il muro di chitarra e basso?
Ti ringrazio ancora per il complimento… rispondendo alla domanda, non uso particolari accortezze… come pelli uso le Powerstroke su cassa e toms che hanno di per se’ un suono molto controllato sia per quanto riguarda la fase di accordatura sia per quanto riguarda il suono vero e proprio dello strumento. Per quanto riguarda il muro di suono, abbiamo sempre cercato di creare un muro a tre (chitarra, basso, batteria) e l’idea finale dovrebbe essere (come dice un mio caro amico) una ringhiera nei denti. Nei live secondo me il segreto e’ pestare duro anche perché e’ il genere che lo richiede, non avrebbe senso suonare metal con le dinamiche di altri generi musicali, e’ proprio una questione di pressione sonora; un rullante (sia amplificato che non amplificato) se suonato con una dinamica molto forte avrà un certo tipo di suono e se suonato con una dinamica piano avrà completamente un altro suono. Quindi se si vuole un certo tipo di suono non e’ solo compito della strumentazione e/o del fonico, ma soprattutto del batterista che sta suonando.

Per concludere…..

Hai uno o più endorsment?
Uso i piatti brasiliani della Harpy Cymbals serie Krest (un ringraziamento particolare va a Tamas Ivan Fodor) ed ho una collaborazione con la Drumart per quanto riguarda le bacchette, davvero ottime per quanto riguarda materiali, fattura, peso e durevolezza soprattutto per il genere musicale che suono (altro ringraziamento di cuore per Silvano!!).

Descrivi il tuo set attuale?
Amo il classico set a 5 pezzi cassa da 22, rullante14x5, tom 10 e 12, floor tom 14. Per le varie esigenze ho altri due rullanti, un 14x4 e un 10x4. I piatti serie Krest sono: hihat 13, crash 15 16 17, ride 20, china 18 & 12 e qualche altro piatto quando suono altri generi, hi hat 12, splash 9 10 11 12, ed un altro china 15.

Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Tanti, primo su tutti l’uscita imminente del disco degli Zorn che avra’ distribuzione italiana e un po’ di concerti promozionali. Il secondo disco degli Odyssea, progetto solista di Pier Gonella chitarrista dei Labyrinth, il mio sito che e’ quasi pronto (www.chrisparisi.com) e tanti altri ma mi sembra un po’ prematuro parlarne adesso visto che non sono ancora cose sicure.


Siti Ufficiali:
www.zornband.com - www.odyssea.cjb.net - www.athlantis.net

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:19  

Batterista Rock del Mese | Latest

Dario Ciccioni - EmpYrios - Aprile 2009

12 Mag 2008 Hits:3100

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso? Ho mosso i primi passi nel mondo della batteria da autodidatta, suonando sui tanti dischi che fortunatamente avevo in casa....

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