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ELEONORA CLAPS - LE VERTIGINI - Ott/Nov 2006

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Scheda anagrafica
Nome: Eleonora
Cognome: Claps
Nato a: Milano
Il: 10.06.1977
Abitante a: Milano

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Studio da quando avevo 16 anni - con qualche mese intermedio di pausa - sempre privatamente. Ho cambiato diversi maestri. Attualmente, da circa 3 anni, studio con Enrico Ferraresi.

Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Leggo le partiture per batteria, anche se mi piacerebbe essere più “elastica” ed immediata nella lettura. Ho affrontato, nel corso degli anni, anche la lettura di spartiti, senza mai “eccellere”, come dire… In generale diciamo che la strada non è ancora finita…

Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Tutto è iniziato al liceo, in particolare a causa del mio amore viscerale per i Pearl Jam di TEN. Dopo aver sentito quel disco, ho deciso che dovevo assolutamente imparare a suonare uno strumento. Ho iniziato con la chitarra, ma con risultati dubbi. A quel punto ho preso lezioni di batteria per provare, e questo strumento mi ha subito catturata. Probabilmente è l’unico mezzo che mi permette di essere immediata e istintiva cosa che di norma nella vita non sono affatto.

Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Conosco qualche rudimento di chitarra, ma il mio approccio a quest’altro strumento è piuttosto elementare e mi stupisce che nonostante gli sforzi nello studio io trovi comunque delle resistenze ad impararne “il funzionamento”…

Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Non partecipo alla composizione vera e propria dei brani (la maggior parte delle canzoni delle Vertigini nascono da un’idea della bassista o della cantante), ma è successo a volte che da un groove sia venuta fuori una bella melodia che poi è stata utilizzata in un pezzo. Per quel che riguarda gli arrangiamenti, tento di partecipare più attivamente che posso, dato che le canzoni vengono arrangiate dalla band al completo, tra le mura della nostra piccola sala prove.

Esegui assoli durante i concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
Non eseguo assoli durante i concerti. Un po’ perché ancora non mi sento al livello tecnico di farne, un po’ perché come band viviamo il live in maniera molto diretta e continuativa, per lo meno in questo momento, e quindi dovremmo forzatamente dedicare parte del concerto ad un mio assolo. Comunque, fondamentalmente, non ne faccio per questioni di scarsa sicurezza nelle mie capacità batteristiche!!!

Si può vivere di musica rock in Italia?
Purtroppo sono arrivata alla conclusione che in Italia non si può vivere di musica rock, soprattutto in questo momento storico. Essere musicista rock vuol dire autogestirsi, a meno che non si abbia molta fortuna. Ne vale comunque la pena, per carità…

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Consiglierei di armarsi di santa pazienza - come si dice dalle mie parti - e di insistere senza mai perdersi d’animo. Ovviamente, poi, consiglierei di ascoltare tantissima musica (come dice sempre il mio maestro!!) e di perfezionarsi il più possibile in situazioni sempre diverse. Da una jam con musicisti con cui si ha poca dimestichezza, a volte, si impara più che da mesi in sala con il proprio gruppo. Sono due esperienze formative molto diverse…

Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Mi è capitato di suonare in una band che eseguiva standard jazz. Ho imparato tantissimo e ancora oggi ringrazio quelle persone per avermi insegnato così tanto in così poco tempo!

Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Che un giorno spero di essere come loro, di poter spaziare sullo strumento senza dubbi e limiti - penso a Peter Erskine, per esempio - che invidia!… Nessuna etichetta lo racchiude…

E di quelli che suonano liscio?
Che in qualche modo qualcuno dovrà pur portare a casa la pagnotta!!!

Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Probabilmente un concerto a Zingonia, con i Guilty Method, gli Estra ed altre bands. In particolare, mi ricordo ancora col sorriso la battaglia che si è innescata nei camerini a fine serata, con tanto di lancio di bucce d'arancia da un lato all'altro della stanza… E' davvero divertente osservare musicisti che stimi e che sono così carismatici sul palco fare cose che non ti immagineresti mai…

E quello più imbarazzante?
Ricordo ancora con i brividi uno shooting fotografico fatto per un settimanale femminile. A parte i vestiti griffatissimi, ma scomodissimi, con tanto di sandalo zeppa 12 cm (e vogliamo parlare del poncho glitterato a forma di farfalla + gonna in tulle fantasia militare??? Meglio di no…), senza batteria dovevo far finta di suonare, in piedi, agitando le bacchette in maniera scomposta, mentre venivano scattate delle fotografie al gruppo. In quel momento ho davvero provato invidia per le mie colleghe di band, e per i loro strumenti facili da trasportare e montare.

Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Ottimo. E devo dire che sta migliorando con il tempo.

Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Devo ammettere che non mi interesso ai motori, né alle 2 né alle 4 ruote.

Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
I miei genitori hanno un rapporto conflittuale, con questa storia della musica. Anche se ormai si sono quasi arresi all’evidenza della mia passione, tentano sempre di farmi vedere anche le altre possibilità della vita. Il mio fidanzato, suonando anche lui, la prende con più filosofia e accetta la cosa.

Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Fondamentalmente, un paio di volte alla settimana, in occasione delle nostre date, porto su da una rampa di scale una cassa Ampeg 8 x 10 e un Peavey Classic 50, nonchè una cassa Marshall. Vi assicuro che basta e avanza… infatti il trasporto lo facciamo in 4.

Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
Mangio abbastanza da sentirmi pienamente in forze; bevo il caffè; scaldo le gambe, le dita ed i polsi.

Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.

Mangiare troppo; bere troppo; iniziare il concerto senza essersi scaldati almeno un po' - è indispensabile soprattutto quest'ultima cosa; mi ricordo ancora una data a Bolzano in cui ho finito il concerto con i polsi così doloranti da dovermi alzare in piedi per colpire i crash!!!

Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
Farsi venire i dubbi dell'ultim'ora sulla struttura dei pezzi: va a finire che poi sbagli anche l'ovvio; mettersi vestiti scomodi: poi paghi le conseguenze non sentendoti a tuo agio; guardare tra il pubblico per scorgere il maestro o gli amici esperti… poi vai in panico perché pensi che ti studieranno tutto il tempo!!!

BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Ele
La focaccia di patate - per 2 persone
Ingredienti - 4 patate di media grandezza; 1 salamino piccante; 1 caciocavallo; sale.
Lessare le patate; pelarle; passarle nello schiacciapatate. Imburrare una teglia preferibilmente tonda. Stendere un primo strato di patate schiacciate. Su tale strato, porre alcune fette di salamino e alcuni pezzetti di caciocavallo. Ricoprire con la parte restante di patate schiacciate. Spolverare la superficie della focaccia con pane grattugiato e infornare per circa 30 minuti.
Mi permetto di aggiungere che in cucina sono abbastanza una novellina!!!

Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Preferisco di mattina - so che non è molto rock 'n' roll, ma… meglio se a metà mattina (verso le 11:00 circa).

Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Nessun rito particolare. Bevo il caffè e mi carico un po'.

Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Bisogna sentirsi addosso l'adrenalina, senza farsi intimidire dalla situazione "riparata". L'ideale è un' "esaltazione controllata".

In studio: click o non click?
Decisamente click. Ti permette di essere più preciso. Dalla mia c'è che non ho mai avuto grossi problemi di timing, ma avere sotto un beat mi aiuta comunque a "stare su".

Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
In generale mi affido molto, anche se ultimamente ho imparato qualcosa in più e riesco a dire la mia in modo più competente.

Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Solitamente preparo tutte le parti, ma poi lascio spazio all'improvvisazione soprattutto sui fills.

La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Mi è capitato di mixare la mia strumentazione a set diversi e il risultato è stato ottimo!

Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè
-
Dave Grohl: è il primo che ho ascoltato e tentato di copiare, dato che faccio parte della generazione che ha gioito e sofferto con i Nirvana.
- John Bonham: ad un certo punto, soprattutto confrontandomi con altri batteristi, ho iniziato a carpire nuove influenze e a tentare di migliorarmi partendo dai fondamenti. E' stato naturale iniziare da "Bonzo".
- Chad Smith: perchè ho iniziato a pensare un po' di più al groove e poi ho scoperto che lui riesce ad unire perfettamente la potenza alla "ballabilità".

Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perchè
Mah... non saprei... sono ancora nella fase in cui considero tutti… forse potrei azzardarmi a dire Larry Mullen, degli U2 (dopo un po’ diventa noioso)...

Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
- Eddie Vedder: che dire…quando l’ho visto dal vivo la prima volta non ci potevo credere…
- Courtney Love: tutte le ragazze della mia età, che hanno scelto di suonare, lo hanno fatto un po’ grazie a lei.
- Josh Homme: è una scoperta recente per me, ma un giorno mi piacerebbe essere così estrosa.

Music Business

Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste, videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc.,  ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
Mi occupo di tutto ciò che non ha a che fare con grafica-foto-sito: promozione in genere, rapporti con managers e casa discografica.

E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Penso che il music business italiano sia un po’ miope. Non si investe abbastanza in nuovi talenti (anzi, non li si cerca nemmeno!), e si rimane impiantati sulla solita vecchia guardia. Questo per quel che riguarda i poteri forti della discografia. Poi, per fortuna ci sono piccole realtà che diventano importanti dopo anni di fatiche e attese. Sono artisti che hanno il mio rispetto al 100%. Forse, chi detiene maggiori possibilità economiche dovrebbe trarre ispirazione dalle piccole realtà, guardare lì in mezzo e promuovere la musica nuova, più attinente alla realtà. Senza avere tutta questa paura di rischiare, che letteralmente impedisce a chiunque lavori nel music business italiano di essere ricettivo.

Credi che ci sia spazio per la musica rock italiana al di fuori dell’Italia? Hai o hai avuto esperienze musicali all’estero?
Sono convinta che con tanta buona volontà ci si può creare un proprio spazio - anche se piccolo - all’estero. E’ quello che stiamo tentando di fare con le Vertigini. Siamo coscienti del fatto che fuori da qui c’è una concorrenza pazzesca, ma alla fine sembra che all’estero ci sia una maggiore cultura musicale e maggior rispetto per chi suona. Quindi, perchè non provarci? Guarda i Lacuna Coil: che energia, che costanza…ripagata. Mi sento orgogliosa per loro!
Noi abbiamo già avuto esperienze fuori dall’Italia: uno showcase a Londra, date in Germania ed in Olanda. Abbiamo ed abbiamo avuto anche stretti contatti con realtà discografiche tedesche, scandinave e inglesi. Poi i casi della vita ci hanno costrette a far ritorno a casa, ma questo non ci ha demoralizzate, anzi. Tutte le occasioni che vengono da altri paesi ci galvanizzano. Siamo decisamente esterofile.

Elenca i 5 groove fondamentali per te
Faccio così: scrivo 5 brani che ho studiato e ristudiato:
- “Immigrant Song” dei Led Zeppelin
- “Suck My Kiss” dei Red Hot Chilli Peppers
- “Englishman in New York” di Sting

- “Fire” di Jimi Hendrix
- “Smells Like Teen Spirit”dei Nirvana

E i 5 fills più belli della storia
- “Good Times Bad Times” - Led Zeppelin: John Bonham ed i fill così rock…
- “So Lonley” - Police: fill finali di Stewart Copeland
- “Warped” - Red Hot Chili Peppers: i fills asciutti ed efficaci di Chad Smith
- “Santa Rosa” - Gino Vannelli: i fill pazzeschi di Vinnie Colaiuta
- “Today” - Smashing Pumpkins: Jimmi Chamberlin e le rullate jazzy.

E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
- “That’s the Way” dei Led Zeppelin
- “She’s Leaving Home” dei Beatles
- “Visions” di Stevie Wonder
- “Condition of the heart” di Prince
- “I Shall Not Walk Alone” di Ben Harper

3 domande solo per Eleonora

Le batteriste stanno conquistando sempre più spazio nel mondo della musica, credi ci siano differenze nell’approccio allo strumento tra un uomo e una donna? Se si quali? Se no perché?
Indubbiamente ci sono delle differenze. Soprattutto per le batteriste, che si ritrovano in un ruolo prettamente  maschile. E' più complesso riuscire, trovare la propria dimensione batteristica, lasciarsi andare e liberarsi di certi stereotipi che ti vorrebbero sempre piuttosto controllata. Invece la soluzione sta proprio nel suonare lasciando perdere tutto il resto, tirando fuori solo la propria vera  natura. Allo scopo è utilissimo studiare cosa fanno le altre batteriste (Cindy Blackman, per esempio, per me è stata una rivelazione). Ho così capito che anche per noi ragazze potevano esserci dei punti di riferimento al femminile.

Avete debuttato con il vostro primo album nel 2006, come è stata l’esperienza in studio di registrazione e in quanti giorni avete ultimato il lavoro?
Registrare è stata un'esperienza dalla quale ho imparato moltissimo. Le batterie sono state completate nel giro di 10 giorni, dedicati principalmente alle mie parti e a quelle di basso. Al termine di questo periodo, mi sono sentita più duttile ed esperta, nonchè sempre più innamorata dello strumento. L'album è stato registrato a più riprese, per questioni di budget, e ci abbiamo messo circa 3 mesi per completarlo.

Quali sono le difficoltà e quali i vantaggi per una band femminile che si muove in un ambiente come quello musicale in cui la gran parte degli addetti è ancora di sesso maschile (tecnici, fonici, managers, discografici, ecc)?
Se non sfrutti il fatto di appartenere ad una categoria che subisce l'influenza degli stereotipi maschili, direi che non c'è nessun vantaggio. Anzi: si fa più fatica a farsi ascoltare e ad imporsi.

Per concludere…..

Hai uno o più endorsement?
Purtroppo nemmeno uno... anzi, gente,sono qui...

Descrivi il tuo set attuale?
Una Pearl MLX - cassa 22", tom 10", tom 12", timpano 16"; 2 crash 18" (un Paiste 2000 e uno Zildjian Z Custom) - ride 20" (Ufip Class) - classico per andare sul sicuro!!!

Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Progetti immediati: studiare, studiare, studiare…lavorare ai brani del secondo disco delle Vertigini.
Progetti futuri: suonare live moltissimo con le Vertigini; cercare altre bands con cui collaborare.

Sito Ufficiale Mesas: www.vertiginiband.com

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:19  

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Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso? Ho mosso i primi passi nel mondo della batteria da autodidatta, suonando sui tanti dischi che fortunatamente avevo in casa....

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