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Marco Bazzi - Suburban Base - Apr 2007

Scheda anagrafica
Nome: Marco
Cognome: Bazzi
Nato a: Milano
Il: 12.08.1982
Abitante a: Milano

:: Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Innanzi tutto ti ringrazio per questa intervista e saluto i lettori…
Tornando alla domanda… a parte qualche pausa nei primi anni, ho sempre preso lezioni private con diversi maestri e da ormai più di 4 anni sto studiando con l’amico e maestro Francesco Corvino che, oltre ad avermi trasmesso le conoscenze tecniche è stato una guida fondamentale per la strada che ho deciso di intraprendere e per gli aspetti umani ad essa connessi.

:: Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Si, ho sempre studiato su metodi e questo aiuta sicuramente a migliorare la lettura. Adesso credo di avere una buona preparazione per quanto riguarda la lettura.

:: Perché hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
In realtà da piccolo ho studiato per 3 anni il pianoforte, poi ho provato a prendere in mano le chitarre ma mi sono sentito impedito… un giorno ho visto un ragazzo che suonava la batteria e sono stato folgorato… ho pensato che quello era sicuramente il mio strumento e dovevo assolutamente imparare a suonarlo!!

:: Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
So giusto dove mettere le mani sul pianoforte… ogni tanto lo strimpello ancora ma non si può proprio dire che lo sappia suonare.

:: Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Nei Suburban Base esiste un vero e proprio lavoro di gruppo: tutti i brani vengono arrangiati nella nostra sala prove e ognuno di noi contribuisce al risultato finale. Non pensiamo solo al nostro strumento ma anche a chi sta suonando con noi… Quindi tutti partecipiamo agli arrangiamenti mischiando le nostre differenti influenze; non siamo una band chiusa che prende una direzione e scarta tutto ciò che sta al di fuori… non potremmo mai farlo dato che all’interno della stessa band ci sono 5 gusti musicali differenti e 5 background che non hanno niente a che fare l’uno con l’altro!!

:: Esegui assoli durante I concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
Con i Suburban Base non mi è mai successo… non mi piacciono gli assoli di batteria all’interno di un concerto dove il nucleo fondamentale è la band! Concepisco gli assoli solo quando l’attenzione non è concentrata sulla band ma sui singoli musicisti… e in questo caso mi è capitato di farli. Quello che voglio dire è che c’è una bella differenza tra una band che ha un nome ben preciso ed è composta da quelle persone ben precise e non da sostituti e turnisti; e una band assemblata invece per quell’evento o quel tour in particolare. La prima ha il vero spirito della band… cambiare un elemento vorrebbe dire cambiare la band, il suo sound e la sua immagine. La cosa più importante durante un concerto è l’energia che si crea tra le persone che stanno suonando e quello che possono trasmettere al pubblico è la somma del loro cuore e del loro sound, non di quello di un solo elemento… quindi suonare da soli non trasmetterebbe niente, sarebbe solo una dimostrazione. Nel secondo caso invece esiste un prodotto finale che può variare a seconda delle caratteristiche dei musicisti in questione e la determinante non è più solo l’energia, ma soprattutto la tecnica… quindi ha senso che qualcuno abbia un suo spazio.
Con questo non voglio dire che la seconda situazione è uno schifo, altrimenti non vorrei fare il musicista. Dico solo che sono 2 cose diverse dal punto di vista musicale, ma soprattutto emotivo.

:: Si può vivere di musica rock in Italia?
Domanda veramente difficile...... In questi anni credo che sia davvero difficile vivere di musica rock in Italia senza raggiungere compromessi. Sono davvero poche le rock band che vivono di musica e sono quelle che ci vivevano già qualche anno fa quando sono uscite… Non riesco a ricordarmi band nuove che abbiamo fatto successo in questi anni e che rimangano in piedi… Credo che l’Italia ormai abbia la cultura del singolo artista contornato da musicisti e poco quello della band che crea tutto dal nulla contando solo sui propri mezzi e le proprie emozioni. Le band “rock” che escono adesso mi sembrano tutte costruite e quindi le vere rock band rischiano di rimanere sempre nell’underground. Inoltre abbiamo la bruttissima tendenza a considerare ciò che è fatto in casa come qualcosa di “piccolo” perché è troppo vicino… ci sono tantissime band italiane davvero brave e sono convinto che se di fianco al loro nome ci fosse scritto (UK) o (USA) sarebbero apprezzate molto di più… Probabilmente è per tutte queste ragioni che molte band che vogliono davvero riuscire a vivere di musica tendono a spostarsi all’estero: cosa che sto facendo anche io con i Suburban Base.

:: Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Solo di crederci sempre e fino in fondo. Prendiamo tante porte in faccia? Cerchiamo di abituare il nostro naso ai colpi che prendiamo! Dobbiamo avere dentro di noi qualcosa che ci spinge a combattere contro tutto e tutti perché qui in Italia non esiste la cultura della musica e del musicista come un vero professionista, tutti pensano che stiamo giocando con le bacchette… allora noi dobbiamo fregarcene, ma è solo credendoci veramente prima di tutto in noi stessi che possiamo andare avanti… ce la faremo? Boh… questo non ce lo può dire nessuno, ma dobbiamo continuare a provarci se davvero ci crediamo… e dobbiamo cercare di prenderci da soli quello che vogliamo perché nessuno ce lo regala!!

:: Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Bhè io mi sento un rockettaro ma non suono solo rock. Gli studi mi portano su altri generi e mi capita di suonare in diversi contesti e spesso musica pop. Una delle situazioni più interessanti in cui mi trovo a suonare è la dust and scratches, la casa cinematografica di Beat Kuert. Sia in studio che live non so mai cosa dovrò suonare e questo è davvero stimolante… ci troviamo in situazioni a metà tra la musica e il teatro, il suono e l’arte visiva...... Adesso stiamo preparando uno spettacolo per la biennale di Venezia e ci capita di suonare rivisitazioni di marce, pezzi country, jungle, swing, valzer degli anni 20… oppure fare vere e proprie sperimentazioni con dialoghi tra i vari strumenti… davvero bello!

:: Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Apprezzo tantissimo i batteristi che suonano jazz… sono davvero spettacolari ed hanno un linguaggio tutto loro! Io ho studiato un po’ sul jazz e continuo a farlo, ma non posso proprio dire di suonarlo… è un linguaggio che sento distante, soprattutto perché non l’ho mai ascoltato e credo che una delle cose fondamentali nel jazz sia l’ascolto!

:: E di quelli che suonano liscio?
Penso… che palle!! Credo che mi annoierei un casino a suonare liscio però non escludo che possa capitarmi. Io non giudico alcun musicista che suoni qualcosa di diverso da me… perchè io amo la musica e sono affascinato da ogni cosa, sono curioso… quindi se mi capita di suonare qualcosa di diverso dal solito io sono contento!! Ovviamente credo che ognuno abbia una sua strada e un suo suono… passare da un linguaggio musicale all’altro credo sia la cosa più difficile… io per esempio posso eseguire un brano jazz ma non potrò mai suonarlo come un jazzista!!

:: Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Guarda con i Suburban Base ci sono una marea di episodi divertenti… ci divertiamo sempre tantissimo quando siamo in tour. Ti posso fare l’esempio di 2 giorni fa dopo una data a Canterbury. Per passare la notte ci avevano dato un appartamento dove, dopo il concerto abbiamo fatto una sorta di festone con gente del posto e i Lost Found Broken, la band inglese con la quale siamo in tour. Ci siamo divertiti un sacco ed è successo di tutto… pensa che ad un certo punto Gigamesh (il chitarrista) ha staccato un estintore ed ha iniziato a spruzzarlo in giro… da quel momento è nata una guerra con l’estintore e non ci siamo resi conto del casino che avevamo combinato fino a quando tutto il fumo era scomparso: non c’era nemmeno un angolo della casa che non fosse bianco!! Immaginatevi il giorno dopo a spiegare cosa era successo!

:: E quello più imbarazzante?
In questo momento mi viene in mente una scommessa che abbiamo fatto dopo una data… io avrei preso tutto il cache della serata se mi fossi messo a correre nudo per le strade chiedendo informazioni e facendo finta di niente! Bhè… ho vinto la scommessa e gli altri sono stati male dalle risate!!

:: Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Guarda… per me è una tragedia questo argomento. Sono il re dei problemi meccanici… mi si svita tutto, perdo le viti, mi si muovono le cose… un casino!! Questa purtroppo è una cosa che non sopporto perché spesso mentre suoni non puoi immedesimarti nel brano dovendo pensare a come riavvitare quello che si è svitato… però c’è una cosa ancora peggiore… farsi aiutare dai cantanti!!

:: Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Ehm… in realtà io non so proprio niente di motori… Non ho mai avuto moto e delle macchine so distinguere giusto i colori... Io ho solo avuto macchine scalcinate perché le ho sempre trattate malissimo…

:: Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
Ho dovuto faticare un po’ per far digerire ai miei genitori quello che faccio anche perché ho lasciato l’università a sei esami dalla fine per poter proseguire serenamente in quello che stavo facendo… ero arrivato ad un momento in cui dovevo per forza decidere e i miei inizialmente non lo hanno accettato. Adesso però va tutto bene, sono contenti di quello che faccio anche se sono preoccupati per l’instabilità economica di questa professione.

:: Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Praticamente niente… tempo fa andavo in palestra per cercare di compensare tutto il tempo che passo gobbo ma poi non ho più avuto tempo… e soprattutto… che palle!! Mangio e bevo… non so se questo può aiutarmi… ma non credo;)

:: Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
1. faccio una x (se volete sapere cosa significa chiedetelo a me o ad un altro componente dei suburban! :) 2. mi metto in un angolo per concentrarmi e faccio un po’ di riscaldamento… ma non il classico warm up… faccio stratching, salto prendo a pugni qualcosa e urlo
3. se sono con i Suburban Base li abbraccio e dico cosa significa per me quel concerto con loro.

:: Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
1. non fare una x
2. bere troppo… se bevo troppo il metronomo biologico si inzuppa di alcool
3. mangiare un sugo baz.

:: Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
L’unica cosa che mi è capitato di fare fra le tre precedenti è bere troppo: una volta dovevamo suonare tardissimo e senza rendercene conto io e il chitarrista abbiamo bevuto un po’ troppo… ci siamo divertiti ma è stato il concerto peggiore che abbiamo fatto dal punto di vista esecutivo!!

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BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Marco:
Ahhhh… qui entra in gioco il sugo Baz!! I miei compari sono tutti entusiasti quando sanno di poter mangiare il sugo Baz… è una ricetta moooolto nutriente che varia a seconda di quello che c’è nella dispensa. Apro l’armadietto e sbatto in pentola tutto quello che trovo… faccio l’esempio di ieri:
Base di pomodoro e cipolle, origano e peperoncino. Faccio una frittata e la spezzetto nel pomodoro.
Poi aggiungo wuster, dadini di prosciutto e olive. Alla fine ci butto dentro la pasta e la ricopro con una mozzarella tagliata a pezzetti… una bomba calorica, basta un piatto con il sugo baz e sei sfamato per 3 giorni!!

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Suonare rock in studio

:: Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Mmm… direi il mattino o la sera… al pomeriggio ho il sugo baz sullo stomaco!!

:: Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Faccio il riscaldamento che faccio prima dei concerti… escludendo le urla!

:: Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Credo che il tipo di ascolto che abbiamo in cuffia sia determinante nell’esecuzione. Per quanto riguarda il feeling e l’energia forse è impossibile ricreare una stessa situazione live… anche se registriamo con una traccia guida ben fatta o addirittura insieme ad altri musicisti mancherà sempre il suono dell’ambiente, in studio è tutto sempre pulito e non ci sono rumori esterni; per questo credo che l’energia in studio dipende per la maggiore da quanto ci si riesce ad immedesimare nel pezzo, indipendentemente da cosa sentiamo nelle orecchie.

:: In studio: click o non click?
Assolutamente click… in studio lo considero fondamentale. Spesso mi capita di farmi togliere le tracce guida e suonare solamente con il click per sentire bene quello che faccio senza influenze esterne vivendomi in testa il brano e tenendo il metronomo come un riferimento, non come qualcosa di fastidioso che mi pulsa nell’orecchio.

:: Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
No preferisco affidare questo compito a chi lo sa fare meglio di me… chiedo, mi interesso, cerco di capire e imparare… ma quando occorre fare qualcosa bene a ognuno il suo!!

:: Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Qui devo fare una distinzione… quando ho registrato i brani dei Suburban Base avevo tutto in mente e ci tenevo a mantenere tutti i passaggi invariati; quindi a parte qualche piccolo cambiamento non ho improvvisato molto. In tutte le altre situazioni, a parte il fatto che spesso so al momento cosa devo fare e quindi non posso prepararmi niente, mi piace improvvisare e avere più versioni differenti dello stesso brano o di quello che sto registrando…

:: La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Fino a poco tempo fa si perché quella avevo e quella usavo... adesso ne giro due oppure faccio qualche minestrone a seconda di quello che devo registrare.

:: Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perché
Il primo batterista che mi ha influenzato è stato Dominic Howard dei Muse...... nel 2000 ascoltavo tantissimo i Muse e la loro genialità nella sezione ritmica mi ha sicuramente influenzato in modo determinante nella musica rock. Poi Rick Latham e David Garibaldi hanno scritto dei metodi che sono stati molto importanti per me e adoro il loro stile e il loro suono. Ovviamente sono molto influenzato anche dal mio maestro.

:: Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perché
Ci sono batteristi che proprio non mi piacciono ma comunque sono diversi da me e dagli altri, per cui c’è sempre qualcosa da osservare… magari non la prenderemo mai in considerazione, ma ognuno ha le sue caratteristiche e tramite i suoi mezzi (che siano tecnici o no) può dire qualcosa.

:: Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
Qui ritorno ai Muse con il cantante Matthew Bellamy,  John Five dei Marilyn Manson e Sandra Nasic dei Guano Apes (più per il fisico che per la musica!).

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Music Business

:: Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste, videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
Ehhh… lo so bene… guarda praticamente io mi occupo della maggior parte delle questioni organizzative dei Suburban Base. Sono il referente nei rapporti con tutti i nostri contatti, con le agenzie/etichette che ci organizzano i concerti all’estero, con l’agenzia che ci fa promozione, con chi ci organizza le interviste radio e la maggior parte dei concerti in Italia li organizzo io personalmente. Adesso che le cose stanno crescendo mi sta aiutando anche il chitarrista per quanto riguarda la promozione perché ti assicuro che è veramente difficile gestire tutto… qui torno ad una delle domande precedenti quando dicevo che bisogna crederci veramente fino in fondo! Comunque non mi lamento, non è che sono stato costretto a gestire le cose, l’ho scelto… l’ho scelto perchè ho visto che in questo mondo ci sono tante persone che parlano e non concludono niente o quello che fanno lo fanno male… Numerose volte ci sono saltate date di un tour, cose organizzate male… di tutto di più… allora se le cose le faccio io ho tutto sotto controllo e so come sono state fatte… nella musica non bisogna aspettare nessuno perché niente cade dal cielo, bisogna procurarselo e andare avanti come se non ci fosse nessuno che ti aiuta… poi se arriva ben venga.

:: E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Si… davvero una gran crisi! Come si dice da tanto tempo internet è stato sicuramente positivo per la divulgazione delle informazioni ma altrettanto nocivo per la vendita dei dischi. Non guadagnando più sui dischi si può guadagnare solo dai diritti siae e i concerti. Anche nei live però esiste una grande crisi...... quindi? Quindi non si guadagna niente!!:) No, credo che le principali cause che ci portano a questo sono, come ho detto prima, la mancanza di cultura musicale e la chiusura di fronte a ciò che è nuovo. I locali che fanno musica live fanno suonare sempre meno band emergenti perché la gente non ha voglia di sentirle… la gente vuole sentire chi conosce, chi ha un nome o chi suona cover conosciute. Mi è capitato raramente e solo all’estero di vedere locali dove la gente è interessata a cogliere ciò che può trasmettere una band sconosciuta...... I rimedi? La responsabilità maggiore è del pubblico… non è vero che sono solo i locali che fanno l’errore di mettere una coverband piuttosto che una band originale… è il pubblico che le vuole… perchè ho visto locali che sono falliti per aver fatto suonare sempre solo band originali, quindi un locale giustamente per andare avanti deve far suonare chi fa funzionare il posto. Per il resto sono un po’ pessimista sul fatto che possano cambiare le cose, anche se continuo a crederci…

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:: Elenca i 5 groove fondamentali per te
Questa è una domanda troppo difficile, non riesco a pensare a 5 groove in particolare… non ci sono mai stati groove sui quali mi sono fissato ma piuttosto stili differenti e, quando entravo in una fase in cui apprezzavo un certo tipo di stile cercavo di assorbirne tutti i groove fondamentali.

:: E i 5 fills più belli della storia
A questa domanda mi è ancora più impossibile rispondere… comunque in generale considero i fills molto importanti e quello che apprezzo maggiormente è la loro pertinenza al pezzo. Il fill stupendo non è quello impossibile da fare… ma quello che non può essere rimpiazzato con nessun altro perché riesce a dare la giusta spinta a quel punto del brano.

:: E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
1. Sommer overture di Clint Massel e i kronos quartet
2. Le valse d’amelie di yann tiersen
3. This song brought to you by a falling bomb dei Thursday
4. Mad world di gary jules (cover dei tears for fears)
5. Alleluia di Jeff Buckley.

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3 domande solo per Marco…

:: La tua attività di musicista non si limita solamente al lavoro con i Suburban Base ma contempla collaborazioni anche con altre realtà, come cambia il tuo approccio allo strumento nei confronti di generi musicali diversi da quello suonato dai Suburban Base?
Si sicuramente cambia a seconda di quello che devo suonare e delle situazioni in cui mi trovo… Come dicevo prima una delle cose più difficili, ma anche tra le più stimolanti, è il passare da un linguaggio all’altro e sapersi esprimere con il proprio stile in realtà differenti. Il mio stile personale rimane… ogni batterista ha le sue qualità e le può e deve portare sempre con sè… ma poi il bello è adattare queste qualità alla situazione in cui ci si trova. Con i Suburban Base ho la massima espressione di me stesso poiché non sono limitato né sugli arrangiamenti, né sull’interpretazione. In altre realtà possono esserci dei limiti su questi due aspetti, ma ciò che conta è che l’energia e il suono rimangano sempre miei...... questa è la cosa più importante per me…poiché, a mio parere, senza una propria identità si possono fare tanti lavori ma nessuno di questi verrà apprezzato a tal punto da essere considerato unico… Così invece ci sarà qualcuno che non apprezza il mio stile, ma chi lo apprezza lo fa veramente e considera il mio lavoro come unico…

:: Fate spesso concerti all’estero, quali sono le differenze con la scena italiana anche dal punto di vista tecnico/organizzativo?

Le differenze sono tante… e variano a seconda del paese, ci sono posti in cui ci aspettavamo situazioni migliori rispetto all’Italia e ne siamo rimasti delusi. Credo che quello che fa la differenza è chi organizza la data: quando un’agenzia lavora bene hai la possibilità di suonare in ottime condizioni indipendentemente dal paese in cui ti trovi. Certamente abbiamo visto che all’estero la tendenza ad organizzare bene è molto più forte… in Italia per esempio non ci è mai successo di fare il check in pochissimo tempo perché ci sono 4 persone che lavorano per te sul palco e di mangiare alle 7 di sera perché tutto è già pronto!!!

:: Per una band agli esordi le difficoltà nel gestire tutte le attività (prove, registrazione, promozione, concerti ecc…) sono innumerevoli, quali sono i problemi che più vi hanno messo a dura prova dopo l’uscita del primo album?

I problemi maggiori sono stati quelli di cui abbiamo parlato in precedenza: organizzazione della promozione, collaborazione degli addetti ai lavori spesso molto scarsa e situazione negativa del mercato italiano e del circuito live. Però devo dire che fino a questo punto non ci è andata così male perché abbiamo stretto i denti e superato ogni difficoltà!

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Per concludere…

:: Hai uno o più endorsement?
Ho 2 marche di vestiti, Urban Warrior e Bitter Dollz, poi ricevo una grandissima mano da Notak che ringrazio e mi ha permesso anche di avere dei set Ufip.

:: Descrivi il tuo set attuale?
Utilizzo set Taye differenti a seconda della situazione… per i Suburban Base uso cassa 22”, tom 12”, floor tom 14” e 16”, rullante 14” e rullantino 10”. Serie Bionic della Ufip: HH 14”, crash 17”, 18”, 19”, ride 21” china 18” e splash 10”.

:: Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Il mio progetto principale è sempre quello di continuare a studiare e nel frattempo portare avanti tutto quello che sto facendo con la stessa determinazione e forza di sempre sperando che le cose diventino più grandi anche grazie al mio impegno…
Grazie davvero Diego per questo spazio… è stato un vero piacere e in futuro spero di collaborare ancora con Drumsportal.

Contatti
340.2920712
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www.marcobazzi.com

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2007 12:20  

Batterista Rock del Mese | Latest

Dario Ciccioni - EmpYrios - Aprile 2009

12 Mag 2008 Hits:3100

Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso? Ho mosso i primi passi nel mondo della batteria da autodidatta, suonando sui tanti dischi che fortunatamente avevo in casa....

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