Scheda anagrafica
Nome: Alecs
Cognome: Mansi
Nato a: Milano
Il: 16.08.1978
Abitante a: Milano
:: Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Sono autodidatta. Ho imparato a suonare la batteria sull'allenatore di gomma che avevo in casa, cercando di capire e replicare le parti di batteria dei gruppi che ascoltavo. Mio padre suona la batteria ed è stato lui a trasmettermi questa passione; lui è andato diversi anni a scuola dal grande Enrico Lucchini e ha provato a farmi seguire la scuola con lui; avevo 7 anni e purtroppo non avevo per niente voglia di mettermi a studiare sugli spartiti e sul muto. Io volevo suonare la batteria!! Volevo sentire casino, ero un piccolo rockettaro!!! Così dopo qualche lezione ho abbandonato la scuola... ero troppo piccolo per capire l'importanza dello studio dello strumento.
:: Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
No, non sono in grado di leggere la musica proprio perchè non ho mai studiato. Mi rendo conto che questo è un limite, ci sono state delle situazioni in cui mi sarebbe piaciuto poter metter nero su bianco le parti che dovevo suonare o registrare. Quando ad esempio provo col gruppo e trovo dei tempi validi o dei fill particolari, sarebbe il massimo per me poterli scrivere mentre l'unica soluzione è registrarmi e riascoltarmi al momento giusto!
:: Perché hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Come dicevo prima ho iniziato a suonare la batteria perchè mio padre suona la batteria, anche se abbiamo 2 impostazioni completamente diverse. C'erano alcuni miei amici che suonavano la chitarra il basso o la tastiera, alla batteria non pensava nessuno e allora... TAC! Mi sono messo dietro i tamburi e abbiamo iniziato a fare un pò di casino in una saletta privata vicino a casa. Praticamente dopo quasi vent'anni che suono non è cambiato niente!
:: Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Ho provato a suonare il basso, nel 1992. Ho comprato un basso e ho seguito ben 3 lezioni di basso alla Free Sound di Milano; ero lanciatissimo ma completamente negato per tutto quello che riguardava le note, le scale, gli accordi e tutte quelle cose che riguardano gli strumenti a corda. Sono tornato sui miei passi, ho venduto tutto e non ho più abbandonato i miei tamburi!
:: Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Non partecipo direttamente alla composizione dei brani, mi dedico all’arrangiamento delle ritmiche, lasciando la composizione delle linee melodiche ai cantanti del gruppo. I chitarristi che si occupano della composizione delle canzoni conoscono le mie caratteristiche quindi quando portano i pezzi in studio sanno la direzione che posso dare ai pezzi. Cerco sempre, in ogni canzone, di rendere il più personale possibile la linea di batteria, provando diversi tempi e fill fino a trovare quello che suona meglio nel pezzo.
:: Esegui assoli durante I concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
Durante i concerti, a seconda della scaletta, mi capita di far fronte ai momenti in cui i chitarristi devono cambiare chitarra. Non eseguo un vero e proprio assolo ma cerco di coinvolgere il più possibile il pubblico con rullate e ritmi un po’ danzerecci che mi escono spontaneamente, senza averli preparati precedentemente. Quando funzionano è davvero esaltante!
:: Si può vivere di musica rock in Italia?
E’ molto difficile. Il mondo musicale italiano sta andando sempre più rotoli per diversi motivi e le band che riescono a vivere di musica sono davvero poche e in alcuni casi anche immeritatamente. Non si vendono più dischi e i ragazzi sono sempre meno interessati ai concerti, i musicisti sempre più spesso sono quindi costretti a trovare un secondo lavoro.
:: Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Di credere sempre in quello che fai, non arrenderti mai nonostante le delusioni che troverai nel tuo cammino artistico. Io consiglio sempre ai ragazzi che trovo ai concerti di suonare tanto, ma suonare con il cuore. La tecnica da un certo punto in avanti non ti serve più, è tutto dettato da quello che provi e da quello che riesci a trasmettere suonando la batteria. Vedo un sacco di batteristi ma anche musicisti in generale che salgono sul palco e, pur bravi che siano, non riescono ad “arrivare” alle persone davanti alle quali si esibiscono. I miei batteristi preferiti non sono solo i maestri dello strumento ma anche batteristi che con poche cose al posto giusto riescono a dare un’interpretazione personale alla canzone.
:: Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Ho suonato sempre musica rock anche se con diverse influenze. Ora suono rock con i The Fire, con influenze che rimandano all’heavy metal anni ’80 ma anche con alcuni giri di chitarra che possono ricordare i Police. Ho suonato anche in un gruppo crossover con un mix di rock e funky ma anche in un gruppo di musica italiana, cantata in italiano.
:: Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Beh, massimo rispetto! Il jazz non è un genere che seguo molto, però è cosa ovvia se dico che i batteristi jazz, quelli che hanno studiato tanto, possono suonare qualsiasi genere con un gusto che solo l’impronta jazz riesce a darti.
:: E di quelli che suonano liscio?
Non conosco batteristi che suonano liscio ma l’amico di un mio amico mi ha detto che il liscio lentamente ti uccide…
:: Ci racconti qual’è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Beh non è proprio divertente però ricordo con piacere e soddisfazione il concerto di supporto ai Deep Purple la scorsa estate in piazza a Brescia. Ho condiviso il palco con i mostri sacri del rock, avevo di fianco la batteria di Ian Paice capito?! Vi lascio immaginare l’agitazione! Finito il concerto, con grande umiltà, il tastierista Don Harey è venuto a farmi i complimenti, mentre a me tremavano le gambe per l’emozione! Gente che ha fatto la storia della musica e venduto milioni di dischi che era lì con noi a parlare tranquillamente. Incredibile!
:: E quello più imbarazzante?
L’episodio più imbarazzante è stato il giorno del mio compleanno durante un concerto in Austria. Suonavamo di spalla ai Beatsteaks, una band tedesca, e tra una canzone e l’altra Olly, il cantante dei The Fire, chiede al pubblico di cantarmi “Tanti auguri a te” in austriaco! Pazzesco! C’erano 5 mila persone che mi stavano facendo gli auguri e non sapevo assolutamente cosa fare!
:: Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Rapporto con il bricolage pessimo! Essendo un pestone nella maggior parte dei casi mi ritrovo con i crash crepati dopo qualche settimana dall’acquisto e quando si rompe un piatto c’è ben poco da fare. In generale però sono sempre previdente e mi tengo un rullante di scorta durante i live da tenere vicino a me e cambio periodicamente le pelli della batteria per evitare che mi si rompano nel mezzo del concerto!
:: Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
Devo ammettere che non ho una grande passione per i motori. Mi piace guidare, ho anche uno scooter per girare agevolmente in città ma la cosa finisce lì. Probabilmente non entrerò nella storia dei batteristi rock!
:: Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
La mia famiglia mi ha sempre sostenuto e appoggiato in tutte le scelte artistiche che ho fatto durante la mia carriera. Mi hanno sempre spinto perché hanno creduto e credono ancora in me. In questo sono aiutato anche dal fatto che sto facendo quello che avrebbe sempre voluto fare mio papà ma che non ha potuto fare perché da giovane ha fatto altre scelte di vita.
:: Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Assolutamente niente! Ah ah ah! Quando finisco di suonare generalmente mi ci vogliono dieci minuti per riprendermi perché consumo un sacco di energie sul palco, bevo un litro d’acqua e poi sono a posto. Credo però che un buon allenamento potrebbe aiutarmi a dosare le energie durante tutto il periodo del concerto… ma non ne ho assolutamente voglia!
:: Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
1) stretching
2) corsetta
3) bevo dell’acqua
:: Elenca le tre cose da non fare assolutamente prima di salire sul palco a suonare.
1) fumare perché ti taglia il fiato
2) bere alcol perché ti fa perdere la concentrazione
3) mangiare poco prima del concerto se vuoi evitare di vomitare davanti a tutti!
:: Elenca le tre cose peggiori che hai fatto prima di salire sul palco a suonare e che non rifaresti mai più.
Fumare, bere e mangiare un quarto d’ora prima di iniziare a suonare!
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BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Alecs:
Non so cucinare…umpf…
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Suonare rock in studio
:: Qual'è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Tarda mattinata o primo pomeriggio; la mattina ci metto un sacco di tempo a trovare la concentrazione giusta per registrare.
:: Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Non ho riti particolari, però in studio voglio una luce soft non troppo alta perchè mi distrae e mi stanca più velocemente.
:: Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Registrare in presa diretta insieme alla band. Anche se con i moderni sistemi di registrazione si possono ricreare gli ambienti, niente suona come una vecchia bobina registrata in analogico!
:: In studio: click o non click?
Non ho una grande esperienza di studio ma i 3 dischi che ho registrato li ho sempre suonati a click, facilitato da anni e anni di prove con le cuffie e il campanaccio che mi dava il tempo!
:: Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
No preferisco affidarmi a chi è più esperto di me, d’accordo con tutti noi, per far uscire il suono che mi piace e più si addice al suond del disco. Però mi informo, mi piace un sacco il mondo dello studio di registrazione.
:: Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Preferisco prepararmi le parti per bene con prove ben mirate. Se c’è tempo posso anche improvvisare dei fill particolari, come mi è successo per Loverdrive, ma dipende sempre dal tempo e dal budget della registrazione.
:: La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Dipende da tanti fattori. Per 3 dischi ho avuto 3 esperienze diverse. Quando ho registrato il disco dei Madbones ho registrato con la batteria che usavo in tour a quel tempo, una Pearl MHX. Per il disco dei Pay ho usato la batteria che c’era in studio, una Pearl Export. Per il disco dei The Fire ho registrato con una DW gentilmente prestatami da Mario Riso mentre durante i live uso una fantastica Yamaha 9000 che regala sempre delle grandi soddisfazioni!
:: Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perché
1) Tommy Lee. Ho imparato a suonare la batteria ascoltando Dr. Feelgood dei Motley Crue, Lui è stato un dei pochi batteristi della storia a essere più famoso del cantante della sua band. E’ diventato famoso oltre che per le sue qualità di musicista anche per l’impronta che ha saputo dare al mondo della batteria. Noi non siamo quelli che devono sempre stare in fondo al palco, nascosti e sfigati e tenere il tempo ai chitarristi! E allora lui ha cominciato a girare il mondo con la batteria volante!
2) Stewart Copeland. Un genio. Gli riconosco il fatto che ha saputo inventare un modo di accompagnare le canzoni in un frangente e in un momento musicale completamente diverso da quello che suonava. Copeland è un batterista che riconosci dopo 5 secondi che lo ascolti, con un gusto musicale unico ed inimitabile. Merce rara.
3) John Bonham. La potenza. Un batterista tutto cuore, poco cervello e tanta forza che ancora oggi riesce ad essere attuale. Mi emoziona ancora un sacco vederlo suonare dietro la sua Ludwig trasparente con le misure dei fusti enormi e con le aste sottilissime che reggevano dei piatti giganti! Sul palco dava sempre tutto quello che aveva. Un gigante buono.
:: Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perché
Massimo rispetto per tutti i musicisti più o meno bravi!!!
:: Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente
1) Nuno Bettencourt (chitarrista degli Extreme)
2) P-Nut (Bassista dei 311)
3) Chris Cornell (cantante dei Soundgarden)
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Music Business
:: Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste, videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
Tra noi 5 componenti dei The Fire ci siamo divisi i compiti. Personalmente mi occupo dello sviluppo e della gestione del sito che tra l’altro è stato messo on-line da poco www.thefiremusic.com. Mi sono anche occupato della sezione del Merchandise ma ora se ne occupa un’altra persona, il Maranza, che è anche il responsabile del banchetto durante i concerti.
:: E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Come dicevo in precedenza il mercato musicale in Italia è davvero in profonda crisi. Ci sono diversi motivi legati un all’altro. Non si vendono più dischi, soprattutto per il prezzo elevato: non si può più rischiare di comprare un disco perché ormai per i ragazzi l’acquisto di un cd è diventato un investimento. La gente non è più interessata a vedere i concerti, forse perché il livello dell’offerta si è abbassato notevolmente negli ultimi anni. I rimedi non li conosco, spero solo però che la situazione migliori. Girando l’Europa per suonare mi sono accorto che in Italia manca una vera e propria cultura musicale, siamo il paese che nei festival si lanciano i sassi sul palco agli artisti che magari propongono un genere un po’ diverso dai gruppi in scaletta. E il mondo si è accorto di questo, tant’è vero che sempre meno artisti vengono a suonare in Italia.
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:: Elenca i 5 groove fondamentali per te
- Seven Days – Sting (Vinnie Colaiuta)
- Immigrant Song – Led Zeppelin (John Bonham)
- Kickstart My Heart – Motley Crue (Tommy Lee)
- My Hero – Foo Fighters (Dave Grohl)
- The Day I Tried To Live – Soundgarden (Matt Cameron)
- Cant’ Stand Losing You – The Police (Stewart Copeland)
:: E i 5 fills più belli della storia
- Gli Angeli – Vasco (Vinnie Colaiuta)
- Burden In My Hand – Soundgarden (Matt Cameron)
- Power to the Music – Motley Crue (Tommy Lee)
- Bad Medicine – Bon Jovi (Tico Torres)
- Rock & Roll – Led Zeppelin (John Bonham)
:: E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
Non mi viene in mente niente…non ho mai ascoltato dischi senza batteria.
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3 domande solo per Alecs…
:: Il nucleo strumentale dei Fire è costituito da un ensamble di musicisti che suonavano assieme già in precedenza (Madbones), quali sono le differenze di approccio musicale/compositivo tra le due formazioni e in particolare il tuo approccio alla batteria nelle rispettive composizioni?
Nei Madbones mi ci sono ritrovato a gruppo già formato, avevano un sound e praticamente il disco pronto percui non ho dovuto fare altro che impararmi i pezzi e registrarli. E’ stato molto divertente però è un mondo che non mi è mai appartenuto perché non ho ascoltato punk e mi ci sono ritrovato quasi per caso, così ho cercato di dare una mia impronta un po’ heavy metal ai pezzi. Con i The Fire invece è stato molto più semplice per me, a differenza degli altri componenti della band, perché mi muovevo in un terreno musicale che ascoltavo da anni. Nel disco si possono infatti sentire le influenze di quello che ho sempre ascoltato, Motley Crue, Bon Jovi, The Police, Led Zeppelin… io ho imparato a suonare con questi, sono un ladro, lo so!
:: Una domanda che faccio spesso a chi trova il coraggio e la forza di esportare la propria musica all’estero è quella di raccontare quali sono le differenze tra il nostro paese e il “resto del mondo” in merito a organizzazione, music business, risposta del pubblico e cultura musicale in generale. Trovo che l’argomento sia particolarmente interessante oltre che utile a farci capire come e cosa si può cambiare qui da noi… sapendo che voi suonate spesso all’estero pongo la domanda anche a te.
Le differenze si riscontrano di più sul lato organizzativo e della risposta del pubblico. Quando suoni in giro per l’Italia spesso e volentieri ti tocca suonare per un panino e una birra, come se ti stessero facendo un piacere a farti suonare nel locale, non c’è una vera e propria cultura del “Live” in Italia. La gente che non ti conosce spesso ti si piazza davanti, magari insultandoti, come ci è già successo, e dopo due o tre canzoni se ne va a fumarsi una sigaretta, fuori dal locale. In giro per l’Europa invece abbiamo avuto un riscontro molto diverso. Se si tiene conto che il nostro disco non è ancora distribuito all’estero, la gente ci sentiva per la prima volta durante il concerto ma era lì davanti a noi, ad ascoltarci, magari senza neanche troppo trasporto e ci ha ascoltato fino alla fine del concerto. Nei locali ci sono concerti tutti le sere e la gente esce apposta per andare a vedere i concerti, anche di band sconosciute come la nostra. L’organizzazione poi è impressionante. Abbiamo quasi sempre trovato degli impianti ottimi e lì dove non c’era la strumentazione adeguata c’erano comunque fonici che ci aiutavano a tirare fuori il sound appropriato. In Europa c’è massimo rispetto per i musicisti e gli artisti in generale e il giorno del concerto non ti fanno mai mancare nulla. Bere e mangiare a volontà. In Italia raramente ci è successo. Non è un discorso esterofilo dove in Italia tutto fa schifo e fuori dall’Italia tutto è più bello la mia piccola esperienza mi ha mostrato questo, anche se vedo dei piccoli passi in avanti. Speriamo che la gente torni a vedere i concerti e vada un po’ meno in discoteca.
:: Ho letto che recentemente avete allestito un set acustico che portate in giro contemporaneamente al set elettrico… quali sono gli aspetti che più ti piacciono delle due situazioni e quelli che invece apprezzi di meno?
Si, la situazione in acustico è fantastica. E’ tutto molto caldo, senti magari la gente che parla, che canta e il feeling con il pubblico è diversissimo da un live elettrico. Non c’è una situazione che preferisco all’altra, sono due cose completamente diverse, anche se uso lo stesso set, con qualche pezzo in meno. L’unica differenza è che quando finisco di suonare l’acustico non mi devo cambiare perché non sudo!
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Per concludere…
:: Hai uno o più endorsement?
Si, ho un contratto di endorsement con UFIP per i piatti mentre sono in trattative per l’endorsement della batteria.
:: Descrivi il tuo set attuale?
Attualmente suono una Yamaha YD 9000 cassa 22x18, 2 tom (8”e 10”) e 2 floor tom (13” e 15”). Piatti UFIP Bionic Series (3 Crash 16”, 18” e 20”, Ride 22”, Splash 10” e un effetto, lo Ximbau medium).
:: Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Attualmente sono in tour con il gruppo. Prima della fine dell’anno uscirà il nuovo disco quindi prossimamente ci sarà lo studio di registrazione, la promozione e… ancora tour!
Grazie mille!
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