Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho iniziato a suonare piuttosto tardi.. A cominciare dai 16 anni ho
preso lezioni per circa un anno e mezzo da un insegnante che non era
propriamente un fenomeno, dopodichè la mia scarsa costanza ha preso il
sopravvento. Poi, trasferitomi a Firenze per l’università ho
praticamente smesso di suonare la batteria per anni. Ora mi piacerebbe
ricominciare a studiare, anche se tutto sommato credo di aver imparato
di più cercando di seguire le parti di John Bonham, Mitch Mitchell o
Chad Smith che facendo gli esercizi di bossa di Tullio de Piscopo. Se
non altro, mi divertivo di più.
Nome: Fabrizio “Faber”
Cognome: Bertani
Nato a: Reggio Emilia
Il: 13 dicembre 1974
Abitante a: Reggio Emilia
Sei autodidatta o hai seguito un iter di studi ben preciso?
Ho iniziato a suonare piuttosto tardi.. A cominciare dai 16 anni ho preso lezioni per circa un anno e mezzo da un insegnante che non era propriamente un fenomeno, dopodichè la mia scarsa costanza ha preso il sopravvento. Poi, trasferitomi a Firenze per l’università ho praticamente smesso di suonare la batteria per anni. Ora mi piacerebbe ricominciare a studiare, anche se tutto sommato credo di aver imparato di più cercando di seguire le parti di John Bonham, Mitch Mitchell o Chad Smith che facendo gli esercizi di bossa di Tullio de Piscopo. Se non altro, mi divertivo di più.
Sai leggere la musica e come giudichi il tuo livello di preparazione musicale?
Non so leggere la musica. Sono per necessità un musicista intuitivo. I miei genitori avevano imposto a mio fratello lo studio della chitarra, con scarsi risultati, e non hanno voluto ripetere l’errore con me, purtroppo. Detto questo, lascio ad uno psicologo freudiano la facile interpretazione di quest’ultima frase.
Perchè hai iniziato a suonare la batteria e non un altro strumento?
Già da bambino mi ero fatto regalare una mini batteria praticamente fatta di cartone.. non me n’ero fatto molto, ma evidentemente un certo richiamo c’era. Poi a 15 anni il mio migliore amico aveva iniziato con la chitarra elettrica, una Gibson Les Paul di suo zio, ed io allora avevo affittato una batteria, senza avere la minima idea di come si suonasse, o si montasse. Avevo invertito il rullante ed il timpano, e siccome si erano dimenticati di darmi il pedale della cassa (non che cambiasse molto, non me n’ero accorto), la suonavo tipo Moe Tucker dei Velvet Underground, timpano e rullante.
Sai suonare un altro strumento oltre alla batteria? Se si quale?
Suono un po’ il basso e la chitarra, con la quale in genere compongo i miei pezzi. Sono molto fiero di una traccia del nostro disco, “Chupacabras & Fries”, nella quale, oltre alla batteria e la voce, ho registrato le tracce di groovebox e quelle di chitarra, compreso l’assolo finale.
Partecipi alla composizione dei brani nella tua band? E agli arrangiamenti?
Sì, sono completamente coinvolto sia nel processo di arrangiamento che in quello di scrittura, sia musicale che dei testi. Mi piace molto vedere come una semplice bozza voce e chitarra si trasformi a volte in un brano complesso e ricco, mentre altre volte crolli in un’accozzaglia da dimenticare. Però è molto gratificante l’istante in cui ti rendi conto, anche dai sorrisi ebeti che si stampano sui visi che hai attorno, che stai creando qualcosa di cui andrai veramente fiero.
Esegui assoli durante I concerti? Se si come li concepisci? Se no perchè?
No, niente assoli. Non sono quel tipo di batterista, e la cosa non andrebbe proprio con la musica degli Stoop, che è molto serrata, non virtuosistica, fatta di incastri ed equilibri sottili fra i vari strumenti. Per me l’assolo di batteria rock è un concetto un po’ vecchio, che sa di epico e d’ingombrante.. L’ultimo che mi ricordi, comunque, e che mi ha lasciato veramente a bocca aperta, è stato quello di Jon Theodore, il primo batterista dei Mars Volta. Un mostro, sul serio.
Si può vivere di musica rock in Italia?
C’è chi ci vive, anche se sono in pochi credo.. dunque la risposta è sì. Per quanto mi riguarda, assolutamente no.
Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare quello che fai tu?
Di trovarsi un modello migliore.
Hai sempre suonato musica rock o ti è capitato di suonare anche in altri contesti?
Sì, sempre rock, in senso ampio. E’ la musica che ascolto di più, ed è quella che mi viene naturale suonare e creare.
Cosa pensi dei batteristi che suonano Jazz?
Non sono un grande amante del jazz.. mi brucia confessarlo, perché vorrei apparire un po’ più raffinato di quello che sono, ma nel profondo sono un tamarro. Però sono un grande fan di Buddy Rich e Gene Krupa, dei quali possiedo vari video incredibili, dunque forse un po’ mi salvo.
E di quelli che suonano liscio?
Non sono un grande amante del liscio.. Però sono un grande fan dell’Orchestra Castellina Pasi, della quale possiedo vari video. No, questo non è vero.
Ci racconti qual è stato l’episodio più divertente della tua carriera?
Qualche anno fa, avevamo appena passato la prima selezione per poter suonare all’Heineken Jammin Festival ad Imola, prima di Oasis, Velvet Revolver ed altri.. Dovevamo fare la seconda selezione live al Jungle Sound di Milano, e nei giorni precedenti eravamo tutti sovreccitati per la possibilità di suonare su un palco così. Mi fa sempre molto ridere ripensare alle facce degli altri quando mi hanno visto arrivare con un piede ingessato, rotto due giorni prima in una partita improvvisata di pallavolo (!). Alla fine, comunque, ho suonato col gesso (per fortuna era il piede sinistro, quello del charleston per me) e su quel palco ci siamo andati lo stesso.. Super-eroe!
E quello più imbarazzante?
Anche questo è legato ad un concorso. L’anno in cui abbiamo vinto il concorso internazionale Diesel U-Music, e siamo andati a Londra per la registrazione televisiva del premio. Dopo una giornata intera di sballottamenti e d’interviste in inglese, tutte sorbite da me, arriva finalmente il momento di salire sul palco per la premiazione (un baraccone in stile Grammys, per capirci) ripresa da Channel 4. Dopo i convenevoli con il premiatore Ian McCulloch (!) e la presentatrice Lauren Laverne, arriva la sua prima domanda. Sarà stata la pessima acustica del locale, o l’accento cockney quasi incomprensibile, le luci, l’emozione del momento, comunque quello che ho capito io è stato qualcosa tipo: ”Daaaaweoooor grrtaaasser am swartooooorp in ggaaaaaaain?”. Al quale non ho trovato di meglio che rispondere, dopo qualche secondo, con un imbarazzato (e piuttosto scortese, nello UK): “…what?”. Fine dell’intervista, e tutti giù dal palco. Per fortuna tutto tagliato nella trasmissione tv, per cui da allora nego che la cosa sia mai accaduta.
Il batterista generalmente si trova ad aver a che fare anche con problemi meccanici (aste rotte, pedali smontati, viti piegate, cordiere difettose), che rapporto hai con il bricolage?
Provo a risolvere tutto con la gaffa, o nastro americano, come volete chiamarlo.. Quando poi lo strato di gaffa diventa imbarazzante o troppo antiestetico, lo seziono con un cutter ed affronto il problema in modo serio.
Batteristi e motori, nel corso della storia il batterista rock ha sempre manifestato una passione spiccata per i motori ed in particolare per le moto, anche per te è così?
In realtà no.. mi sono fermato anni fa ad una Vespa 125, ma poi ho venduto anche quella. Come macchina poi ho una Hyundai Lantra del 97 così messa male che tutti i miei amici la chiamano “la Lontra”. Onore alla grandissima Lontra, comunque, che mi ha portato da Cagliari a Berlino in un solo viaggio, quasi senza batter ciglio.
Che rapporto hanno i tuoi familiari (moglie/fidanzata/figli, padre/madre, sorelle/fratelli ecc…) con la tua professione?
Eh, purtroppo non è la mia professione.. però è comunque un impegno che prende la maggior parte del mio tempo libero, il che può essere fonte di conflitti anche seri con chi mi sta accanto. L’atteggiamento dei miei familiari comunque è ondivago, si va dall’incoraggiamento, anche se mai troppo entusiasta, alla malsopportazione silenziosa. Nessuno è apertamente ostile, però, nel caso diventi seriamente famoso..
Suonare la batteria rock spesso implica un grande dispendio di energie e molta fatica, cosa fai per mantenere il tuo fisico in allenamento?
Vado in piscina una volta al mese.
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Elenca le tre cose che fai prima di salire sul palco a suonare.
1) bevo una birra, e ne prendo una da portarmi sul palco
2) mi guardo allo specchio
3) faccio finta di non essere teso.
Elenca le tre cose da non fare assolutamente o che hai fatto e non rifaresti più prima di salire sul palco a suonare.
1) Non dormire per niente
2) Usare il trapano per un giorno intero
3) 400Km in treno, arrivare poco prima del concerto e cominciare a bere troppo perché sono scoglionato.
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BATTERISTA ROCK IN CUCINA
La ricetta culinaria del mese consigliata da Fabrizio:
Mi considero una specie di McGyver della cucina, cioè do il mio meglio quando scarseggiano le materie prime, dunque eccovi la mia: PASTA AGLI AVANZI DI FRIGO: soffriggete con un po’ di olio di oliva, di arachidi o burro un po’ di cipolla, scalogno, aglio o simili. Aggiungete del maiale in qualsiasi forma: salsiccia, prosciutto cotto, crudo, pancetta, salame, triturando e lasciando rosolare il tutto. Aggiungete ora un tipo di verdura: zucchine, carote, melanzane, broccoli, radicchio rosso, basta che non sia insalata. Lasciate appassire con un po’ di acqua e sale. Una volta condita la pasta, grattugiateci sopra un po’ di Parmigiano Reggiano, anche la crosta va bene, e mescolate. Facoltativi, sempre che ci siano: basilico, prezzemolo, peperoncino, spezie inutilizzate da sperimentare.
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Suonare rock in studio
Qual è per te l'orario migliore per registrare le tracce di batteria?
Non so.. però direi al pomeriggio. C’è un sacco di tempo davanti, quindi nessuna pressione.
Ci sono riti particolari che compi prima di iniziare una session di registrazione?
Tipo sgozzare caproni e berne il sangue? No, bevo un po’ d’acqua, vado in bagno.. nessun rito.
Secondo te qual'è il modo per poter ricreare e registrare in studio il feeling e l'energia di un concerto live?
Sicuramente non suonare le tracce separatamente, ma in presa diretta tutti insieme. Anche così, però, non è la stessa cosa. Con gli Stoop non cerchiamo quel tipo di feeling, in realtà. Però nelle registrazioni de La Grande Orquestra de la Muerte, il gruppo dove suono le percussioni e groovebox, abbiamo fatto tutto in presa diretta ed il risultato è stato sicuramente molto “live”.
In studio: click o non click?
Click! Col tempo mi sono abituato, anche se devo tenerlo alto da sfondarmi i timpani per riuscire a seguirlo.
Ti occupi direttamente degli aspetti tecnici relativi alla registrazione (microfonaggio, setting degli effetti ecc…) o preferisci affidarti al produttore/fonico di turno?
Per tutti questi aspetti sono completamente nelle mani di Carloenrico Pinna. Non ho ancora nemmeno capito bene come funziona un mixer. Non tocco un cavo senza la sua approvazione. Da questo punto di vista sono un troglodita.
Durante le registrazioni ti piace improvvisare o preferisci preparare tutte le tue parti prima di entrare in studio?
Anche se ho già delle parti preparate, ci lavoro comunque con Carlo e gli altri in studio. In fase di arrangiamento, capita spesso di asciugare la parte al minimo, togliere alcuni colpi che andranno magari sostituiti, in registrazione, da percussioni o altro.. Poi dal vivo sono più libero, anche se non posso strafare stravolgendo il pezzo. Quello lo posso fare soltanto durante le prove.
La batteria che usi in studio è la stessa che usi in tour o preferisci utilizzare strumenti/set diversi?
Se lo studio ha una buona batteria, preferisco usare quella. Altrimenti vado con la mia. Non ho particolari fisime a riguardo.
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Elenca i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perché.
Matt Cameron - Mi sono formato musicalmente durante il boom del grunge, ed ora che tutto è finito il batterista dei Soundgarden è uno dei pochi punti di riferimento che ancora mi rimangono di quel periodo.
Dave Grohl - Potente, inventivo ed asciutto. Non sarà particolarmente raffinato, ma il modo in cui suona su Songs for the Deaf dei QOTSA rimane per me una vera goduria.
Russell Simins - Batterista di Jon Spencer Blues Explosion e Butter 08. E’ anche quello a cui credo di assomigliare di più, dei tre. Essenziale, sia nel set che nei ritmi, sempre incalzante, influenzato secondo me da hip hop ed elettronica fine anni 90.
Mi piaceva parecchio, peccato che si sia un po’ perso.
Elenca i tre batteristi dai quali ti sei guardato bene dall'imparare qualcosa e perché.
Spesso non mi ricordo i nomi di batteristi che mi piacciono, figuriamoci se spreco spazio cerebrale prezioso per ricordarmi quelli che non sopporto.
In generale, comunque, mi lasciano molto perplesso quelli che vedo attorniati da una specie di gabbia a 360° fatta di 15 tom, due casse, una fila di 4 timpani, piatti a non finire tipo invasione aliena..
Elenca tre musicisti non batteristi che ti hanno influenzato particolarmente.
PJ Harvey - i suoi primi 3 dischi mi sono entrati dentro. La sua pennata ossessiva tutta in giù torna fuori ogni volta che ho una chitarra in mano.
John McCrea - il cantante e autore dei Cake è per me un esempio in fase di composizione e soprattutto di arrangiamento. Mai sopra le righe, però mai banale. Stile da vendere.
Curtis Mayfield - perché, anche se negli Stoop non si sente, amo da pazzi la musica black anni 70. Mayfield è un grande. Anche Gil Scott-Heron, comunque, è un nome che poteva andare bene.
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Music Business
Far parte di una band significa spesso doversi occupare di questioni che hanno poco a che fare con il proprio strumento, rapporti con la casa discografica, interviste, videoclips e promozione in genere, gestione del sito internet della band, rapporti col Fans Club, Merchandise ecc., ti occupi di alcuni di questi aspetti nella tua band? Se si di quali, se no perché?
Per fortuna siamo un gruppo di gente sveglia, e per certi aspetti, come le questioni contrattuali, royalties, rapporti con l’etichetta, con portali web, riviste, le interviste ed altro mi affido quasi totalmente agli altri, specialmente Diego e Carlo, nei quali ho molta fiducia.
Sono un po’ un “control freak” invece per quanto riguarda le questioni grafiche.
Pur non essendo un grafico, infatti, me la cavo abbastanza con Photoshop, e sono molto fiero del lavoro che ho fatto sul nostro disco Stoopid Monkeys in the House, che è stato un parto lungo e quasi esasperante per i miei compagni Stoop, ma il cui risultato mi esalta ogni volta che lo vedo.
In questo momento sto inoltre buttando giù qualche bozza per il nostro sito, che è rimasto un po’ indietro, ma che sarà sempre opera mia e di Simone, il trombettista, anche lui grafico/web designer non professionista, ma molto in gamba.
E’ tutto un DIY, e la cosa mi piace assai (per fare la rima).
E’ ormai consolidato che il music business in Italia sia in crisi profonda, quali pensi siano le cause che ci hanno portato ad una situazione simile e quali sono dal tuo punto di vista i rimedi per risollevarne le sorti?
Questa è difficile, ho provato a scrivere una risposta varie volte, ma niente..
Comunque, le questioni chiave sono sotto gli occhi di tutti: lo scaricamento gratuito dai siti P2P sempre più diffuso, con la conseguente diseducazione ad un ascolto di qualità, i prezzi dei cd che aumentano anziché diventare più abbordabili, un mercato italiano che è piccolo, saturo e per molti versi provinciale, pochi spazi sui media più diffusi, pochi locali disposti a rischiare mettendo in scaletta gruppi sconosciuti…
Esiste una soluzione alla crisi? Io ho molti dubbi e poche risposte, e questa purtroppo è una di quelle che non ho.
Posso solo dire che, in questo bordello assoluto, in questo groviglio ai miei occhi inestricabile, ho davvero il massimo rispetto dei gruppi, delle piccole etichette, delle fanzine, i portali web, le riviste ed i locali che vanno avanti per la loro strada guidati solo dalla passione, nonostante le poche gratificazioni che questa situazione gli può offrire, non ultime quelle economiche.
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Per le prossime tre domande, non riesco a non fare una premessa: non ho molta memoria a lungo termine, dunque citerò sicuramente cose che ho ascoltato di recente dimenticandomene di fondamentali.. detto questo:
Elenca i 5 groove fondamentali per te
Gregg Errico - Your Mama Wants Ya Back (Betty Davis)
Jon Theodore - L'Via L'Viaquez (Mars Volta)
Andrè 3000 - Hey Ya! (Outkast)
Matt Cameron - Jesus Christ Pose (Soundgarden)
Mike Bordin - Digging the Grave (Faith No More)
E i 5 fills più belli della storia
Dave Grohl - No One Knows (Queens of the Stone Age)
Frank Davis - Kissing My Love (Cold Blood)
Stewart Copeland - So Lonely (Police)
Jon Theodore - Son et Lumiere (Mars Volta)
Sheila E. - Dance On (Prince)
E i 5 brani più belli nei quali non ci sia la batteria
4+20 (Crosby, Stills, Nash and Young)
Pink Bullets (The Shins)
Everything Reminds Me of Her (Elliott Smith)
Ramblin’ Man (Hank Williams)
Thirteen (Johnny Cash - Danzig cover)
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3 domande solo per Fabrizio
Sei il primo esempio di batterista/cantante ad essere ospitato nella rubrica, ci racconti quali sono le principali problematiche con cui devi fare i conti sul palco?
Sicuramente, nei live, la difficoltà più grande è quella di avere un buon ascolto in spia.
La batteria tende a rientrare nel microfono della voce, la voce in spia è sempre bassa, e se la faccio alzare per riuscire a sentirmi innesca.. è sempre un casino per il fonico!
Dovrei abituarmi a suonare con degli ear monitor, o come minimo con delle cuffie, perché ormai mi sono stancato di sgolarmi senza sentire cosa sto cantando, o di sentirmi dire alla fine di un concerto: “ti vedevo muovere la bocca, ma la voce fuori quasi non c’era..”.
Sicuramente una soluzione sarebbe l’auricolare-microfono alla Britney Spears, ma per quello non sono ancora pronto psicologicamente.
Gli esempi di batterista/cantante del passato non sono numerosi ma significativi, quali sono i tuoi riferimenti e, se ce ne sono, quali quelli attuali?
Quella di cantare mentre suono è partita come un’esigenza personale, legata al fatto di essere anche compositore di alcuni brani della band, ed ora è diventata parte integrante del mio essere uno Stoop, dato che una delle caratteristiche peculiari della nostra musica è quella di avere melodie cantate a due (ora anche tre o quattro) voci.
Non è nata quindi come imitazione di qualche cantante-batterista.
Un sacco di gente mi cita Phil Collins, ma sbaglia completamente strada.
L’unico esempio in tale senso che mi piace ricordare è quello di Levon Helm, il cantante della Band.. Guardatelo in The Last Waltz di Martin Scorsese, mentre canta The Weight.. batteria minimale, come piace a me, ritmo semplice ma di classe, e una voce calda ed ispirata. Il massimo.
L’album degli STOOP è caratterizzato da un suono molto caldo anche e soprattutto delle tracce di batteria, come avete registrato e con quali strumenti?
Il suono di Stoopid Monkeys in the House è merito di Carloenrico Pinna, che negli Stoop suona un po’ di tutto e che ha anche prodotto e mixato il disco (ma non dimentichiamoci del grande Davide Barbi, che si è occupato del master).
La batteria è una Drumsound dello studio Bunker di Rubiera, Reggio Emilia.
Il calore del suono però credo derivi da un attento lavoro sugli arrangiamenti, nei quali entrano a più riprese percussioni (guiro, cabasa, vibraslap, campanacci, shaker e cembali di ogni tipo), fiati (il trombone di Donald Castagnetti e la tromba di Simone Benassi, ora membro a tutti gli effetti della band), la steel guitar di Marco Parmiggiani, altro nuovo membro degli Stoop, e poi banjo, fisarmonica..
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Per concludere…..
Hai uno o più endorsment?
Sarò breve: no.
Siamo un gruppo poco noto, ed ancora nessuno si è fatto avanti.
Però, ora che mi ci fai pensare.. potrei bussare a qualche porta.
Descrivi il tuo set attuale.
Il minimo indispensabile. Cassa 22”, un solo tom 14” e timpano 18”. Rullante Ludwig Supersensitive. Pedale DW5000. Charleston ed un ride, tutto Istanbul Mehmet. Niente crash. Un campanaccio trovato 15 anni fa in un fienile. Un vibraslap che spunta fra il charleston ed il tom.
Quali sono i tuoi progetti immediati e futuri?
Comprarmi una chitarra elettrica e cominciare a comporre nuove canzoni.
Se non tutte, almeno alcune in italiano. Ricominciare a prendere lezioni di batteria. Trovare una sala prove che non sia ad un’ora di macchina da casa mia, o una casa che non sia ad un’ora di macchina dalla sala prove.
Cominciare fin da subito la grafica del prossimo cd degli Stoop, in modo che, a registrazioni ultimate, non debbano stare tutti con le mani in mano ad aspettare me e a fare pressioni!
Come ultima cosa, lasciate che ringrazi tutti voi di Drumsportal per il lavoro che fate e per aver invitato il batterista di un piccolo gruppo, ancora poco conosciuto, a dire la sua fra nomi ben più noti e meritevoli. Grazie!
www.stoop.it
www.myspace.com/stoopmusic
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