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RINGO STARR - Fortuna e talento

Ringo Starr - Fortuna e Talento
a cura di Fabio Rapizza
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http://www.webalice.it/le_duc80

Il seguente articolo è tratto da Psycodrummer, una rubrica che ho ideato per la rivista Drum Club, che analizza i tratti non solo musicali - ma anche umani e biografici - dei batteristi entrati nella leggenda e nel mito.

Molto si è discusso sul personaggio e sul talento di Ringo Starr, storico batterista dei Beatles, subentrato nel quartetto di Liverpool proprio alla vigilia dell’eclatante trionfo popolare. Alcuni batteristi hanno messo in dubbio le sue effettive capacità musicali ed hanno parlato del suo successo come di un incredibile colpo di fortuna. Nostra intenzione è quella di fare luce sulla storia di un uomo e musicista leggendario, che in realtà, nella vita, non è stato poi così agevolato dalla dea bendata.

“Se la fortuna non bussa, costruisciti una porta!” -
Milton Berle

Un’infanzia difficile
Ringo Starr, al secolo Richard Starkey jr., nasce a Liverpool, nel quartiere operaio conosciuto come Dingle, il 7 Luglio 1940, da Richard Starkey ed Elsie Gleave. Il padre abbandona la famiglia quando il piccolo Richard ha tre anni. Nel 1944 Ritchie e la madre vanno ad abitare al numero 10 di Admiral Grove, in un appartamento meno caro, poco distante dalla vecchia abitazione. La madre Elsie si guadagna da vivere lavorando in un bar, lasciando il figlio dai nonni.

Le disavventure hanno inizio quando Ringo compie cinque anni: egli comincia a frequentare il St.Silas Infant School, ma l’anno successivo viene ricoverato d'urgenza per un'operazione di appendicite, che poi si aggravata in peritonite. Sembra un dettaglio da nulla, invece il ragazzo resta in coma per dieci settimane. Uscito dall'ospedale dopo sei mesi, cui seguono altri sei mesi di riposo totale, Ringo torna a scuola ma, a causa della lunga assenza, è costretto a recuperare le lacune accumulatesi nel tempo e quindi ad essere aiutato da un insegnante di sostegno. Nel 1953 egli viene nuovamente ricoverato per pleurite, a cui segue ancora un lungo periodo di riposo.

Ormai adolescente, Ritchie è costretto ad abbandonare gli studi perchè troppo indietro rispetto ai programmi. Rientrato a casa, si propone per un lavoro presso la British Railways, ma viene scartato a causa delle sue precarie condizioni di salute. A diciassette anni, finalmente, egli riesce a trovare un lavoro come apprendista presso la Henry Hunt and Sons Engineering Firm. In questo periodo nasce la sua passione per la musica: comincia ad armeggiare con la batteria e si unisce ad un complessino country, gli Al Caldwell's Texans. Grazie ad un discreto successo locale, egli acquista una buona dose di fiducia in sé stesso. Nel 1959 entra a far parte dei Roy Storm and the Hurricanes, conosciuti per le loro esuberanti performances sul palco, a quei tempi, inoltre, la più famosa rock band di Liverpool. La riprova di questo successo è l'offerta per un tour di tredici settimane nel Galles. Sull'onda dell'entusiasmo, Richard Starkey jr. decide di farsi chiamare Ringo Starr. Lo prima parte dello pseudonimo è ricavata dalla sua mania di indossare anelli (anello si dice ring in inglese), mentre Starr è scelto solamente per una migliore assonanza col nome, rispetto al più duro Starkey.

L’incontro con i Beatles
La tournèe nel Galles, nel 1960, cambia la vita di Ringo. Il suo gruppo viene ingaggiato per un concerto al Kaiserkeller di Amburgo: è proprio qui che egli incontra un’altra band di Liverpool, gli allora semisconosciuti Beatles. Al momento, la loro conoscenza non produce nulla di fruttuoso per Ringo, che si limita ad apprezzare il sound della band.

Un anno dopo, però, il batterista si trova in rotta di collisione con Roy Storm e si guarda intorno alla ricerca di nuove situazioni musicali. Riceve due proposte di ingaggio: una da parte dei King Size Taylor e l'altra proprio dai Beatles. Egli si trova - forse inconsapevolmente - di fronte ad una scelta decisiva per il suo futuro: un infallibile fiuto lo porta a diventare il quarto ed ultimo “scarafaggio”.

Molte questioni sono sorte, a posteriori, sulle ragioni dell’entrata di Starr nei Beatles, proprio alla vigilia del loro successo. Un batterista loro l’avevano già, tale Pete Best, che forse per incompatibilità di carattere viene estromesso senza troppe spiegazioni. Da allora, l’espressione “essere un Pete Best” è per alcuni sinonimo di perdente, escluso, sfortunato. L’esempio è quello di un corridore che, in testa ad una competizione, inciampa durante gli ultimi metri.

Perché proprio Ringo Starr, allora? Le biografie parlano di una disposizione categorica di George Martin, produttore storico che i Beatles incontrano alla Parlophone, il quale intima ai ragazzi di cambiare batterista: Pete Best non è adatto. Secondo la leggenda, Ringo è scelto perché ha una buona immagine sul palco: sorride, dondola la testa, si muove a tempo di musica ed ha un’espressione felice. Di fatto, Starr suona per la prima volta con il nuovo gruppo il 18 agosto 1962, esattamente diciotto giorni prima del debutto nelle sale di registrazione della EMI ad Abbey Road, dove registrano il singolo Love Me Do. Superata una breve audizione, diventa dunque il batterista ufficiale di quello che a breve diverrà il gruppo più famoso del mondo, prendendo parte alla storica sessione in cui il quartetto comincia a sfornare i suoi primi e celebri capolavori.

Talento o fortuna?
Chi è dunque Ringo Starr? Il ragazzo fortunato che sale all’ultimo istante sul carro dei vincitori? Il Beatle meno importante perché non dotato di un talento particolare? La verità è incisa sui solchi dei dischi dei Fab Four. Basta ascoltare e giudicare: fatto sta che nessuno di noi potrebbe immaginare quelle canzoni senza il beat discreto e magari un po’ ingenuo di Ringo. Un drumming riconoscibile, immediato, non privo di intuizioni e spunti brillanti, che parla del carattere dolce ed infantile del simpatico batterista, il brutto anatroccolo del quartetto. Il temperamento mite e - di pari passo - la sensata semplicità di Ringo sono elementi stabilizzanti nel delicato rapporto di amore e odio che si instaura tra John Lennon e Paul McCartney.

La verità sta nella storia della vita di Ringo Starr. Dietro all’immagine scanzonata, spensierata ed ingenua del batterista si cela la forza d’animo di un uomo semplice e risoluto che, nonostante malattie, ostacoli e fallimenti ha continuato a guardare alla vita con un sorriso.

Nel 1964 si ripresenta lo spettro della sua salute malferma. Una tonsillite lo costringe ad operarsi e a saltare una buona parte della tournée estiva. Anche se negli Stati Uniti i Beatles sono “più famosi di Gesù” (come sostiene Lennon) ed in patria sono insigniti dalla regina Elisabetta del titolo di Baronetti, l'11 Febbraio del 1965 Ringo si sposa con Mary Cox, una parrucchiera di Liverpool, il suo primo amore sopravvissuto alle numerose tournée, ai fans e alla beatlemania allora dilagante. Il 13 Settembre 1965 nasce Zak Starkey, seguito da Jason nel 1967 e da Lee Parkin nel 1970. La famiglia Starr sembrerebbe solida e destinata ad un roseo futuro: invece, nel 1975, giunge il divorzio quasi inaspettato.

Nel 1970 anche la famiglia Beatles entra in profonda crisi, a causa di numerosi dissidi interni che portano allo scioglimento del gruppo. Ognuno intraprende una propria carriera solista, con più o meno successo: Ringo ha già due album da solista alle spalle. Inoltre, collabora e suona con molti altri musicisti, partecipando anche a due film girati da Frank Zappa (Blindman e 200 Motels), forte dell’esperienza cinematografica accumulata con i Beatles in Help! e Yellow Submarine.

Il suo album solista di maggior successo è intitolato semplicemente Ringo: con il singolo You're sixteen la critica lo acclama musicista dell'anno. Nell'aprile del 1975 egli fonda una casa discografica, la Ring O Records, destinata a fallire entro tre anni.

Nel 1979 fanno ancora capolino problemi relativi alla sua eterna salute instabile. Ricoverato d'urgenza in un ospedale di Montecarlo, gli viene asportata una buona parte dell'intestino. Ripresosi dalla debilitante operazione, trova la forza per tornare sul palco con gli ex colleghi (assente il solo Lennon), per un'esibizione live. Il 1979 si chiude con l’ennesimo evento infausto: la sua casa di Los Angeles va letteralmente in fumo a causa di un incendio.

Ringo non si demoralizza, anzi, si butta anima e corpo nell’impegno cinematografico, suo antico sogno. Sul set di Caveman, un film da lui diretto, si innamora della modella Barbara Bach, che diventa presto sua moglie. I due si salvano miracolosamente da uno spaventoso incidente stradale. É un periodo assai amaro: parallelamente a questi eventi terribili, un maniaco uccide John Lennon davanti alla sua abitazione a New York.

Negli anni successivi, Starr continua a collaborare con McCartney ed Harrison, e con i Beach Boys, anche se l'attività musicale, di fatto, sembra perdere sempre più peso in relazione ad altre attività. Negli anni Ottanta egli apre, insieme alla moglie, un ristorante ad Atlanta: un esperimento durato un paio di anni, che si rivela fallimentare.

Il batterista riparte con rinnovata energia nel 1989 con il suo primo tour da solista, supportato dalla All Starr Band, un ensemble variabile di musicisti sempre diversi, che lo accompagna ancora oggi. A sorpresa Paul, George e Ringo si riuniscono in studio nel 1995 per lavorare su due canzoni lasciate in sospeso da John Lennon, Free as a Bird e Real Love, due nuove Beatles song pubblicate dopo venticinque anni dallo scioglimento. I vecchi compagni lavorano ancora insieme per l'uscita della monumentale Beatles Antology, tre doppi album antologici comprendenti inediti e versioni alternative dei loro classici, più un film documentario sulla storia del gruppo.

Per concludere un percorso (non ancora terminato) di sfortune e disavventure, nel 2004 Ringo è ricoverato in ospedale in California ed operato ad un braccio. “La causa” - rivelano i dottori - “è un problema osseo, probabilmente dovuto ai tanti anni passati a pestare tamburi”.

DISCOGRAFIA
RINGO STARR
SENTIMENTAL JOURNEY - 1970
BEAUCOUPS OF BLUE - 1970
RINGO - 1970
GOODNIGHT VIENNA - 1974
BLAST FROM YOUR PAST - 1975
RINGO'S ROTOGRAVURE - 1976
RINGO THE 4TH - 1977
SCOUSE THE MOUSE - 1977
BAD BOY - 1978
STOP AND SMELL THE ROSES - 1981
OLD WAVE - 1983
STARRSTRUCK: RINGO'S BEST (1976-1983) - 1989

RINGO STARR & HIS ALL-STARR BAND
RINGO STARR & HIS ALL-STARR BAND (live) - 1990
RINGO STARR
TIMES TAKES TIME - 1992
RINGO STARR & HIS ALL-STARR BAND
RINGO STARR & HIS ALL-STARR BAND, VOL.2: LIVE FROM MONTREAUX (live) - 1993
RINGO STARR & HIS THIRD STARR BAND (live) - 1997
RINGO STARR
VERTICAL MAN - 1998
VH-1 STORYTELLERS - 1998
I WANNA BE SANTA CLAUS - 1999
THE ANTHOLOGY...SO FAR - 2000
RINGO-RAMA - 2003

Tratto da Drum Club, aprile 2005

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:20  

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