Due batteristi nati dal grunge: Dave Grohl e Matt Cameron
a cura di Fabio Rapizza
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.webalice.it/le_duc80
Il seguente articolo è tratto da Psycodrummer, una rubrica che ho ideato per la rivista Drum Club, che analizza i tratti non solo musicali - ma anche umani e biografici - dei batteristi entrati nella leggenda e nel mito.
Dave Grohl e Matt Cameron, classe 1969 il primo e 1962 il secondo, sono due tra i batteristi maggiormente citati ed imitati dagli anni novanta in poi: entrambi hanno militato nelle band più rappresentative del fenomeno grunge, rispettivamente Nirvana, Soundgarden e Pearl Jam. Sia Grohl che Cameron hanno dato il loro fondamentale contributo a quel “Seattle Sound” che tanto ha cambiato le sorti della musica alternativa, al punto che possono a pieno titolo essere eletti quali degni esempi del tipico “grunge drumming”. Tuttavia, tra i loro stili ed il loro approccio allo strumento c’è un intero abisso di differenze sostanziali.
Partiamo da
Dave Grohl, emblematica figura di musicista di cui si è messo in discussione tutto, anche il talento, fin dalla sua entrata nei
Nirvana: un vero e proprio colpo di fortuna se consideriamo che il nostro Dave, che allora militava in un gruppo punk (gli Scream), viene convocato da Novoselic e Cobain proprio alla vigilia dell’uscita di “Nevermind”, album che scaglierà i tre nell’Olimpo del rock’n’roll. Così Grohl salta sul carro dei vincitori, ma dimostra di poterci restare con goliardico aplomb: in effetti mantiene un comportamento disinvolto e sostanzialmente menefreghista nei confronti del logorante e perverso meccanismo del successo; un atteggiamento che lo salverà da quella spirale di negatività nella quale cadranno fatalmente i suoi due compagni di gruppo. Oltretutto fa bene il suo lavoro ed il suo drumming grezzo, essenziale fino all’imbarazzo ma pieno di intenzione riscuote i consensi del giovane pubblico.
A dirla tutta incassa anche un sacco di disapprovazioni, soprattutto quelle dei musicisti più esigenti in materia di tecnica (ricordiamo che il grunge è la reazione più violenta al rock dei virtuosi e al glam): in molti infatti lo accusano di non possedere nemmeno le basi dello strumento, altri lo definiscono come un batterista da prima elementare. Le critiche non sono infondate, ma i Nirvana hanno mai fatto sfoggio di virtuosismi? E qualcuno si immaginerebbe un tocco di batteria sofisticato in una canzone con il tiro di “Rape me?”. Assolutamente no! Grohl è stato semplicemente il batterista giusto al posto giusto e c’è da giurare che pochi al posto suo avrebbero dato un contributo così valido e così appropriato alla ruvida voce delle composizioni di
Kurt Cobain.
Proprio in seguito alla tragica morte del cantante sono in molti a credere che il disordinato batterista capellone, che ama pestare come un diavolo la sua Tama tutta incerottata e scardinata - e che sembra più impacciato e timido quando si tratta di mostrare qualche finezza in situazioni acustiche del calibro dell’ MTV Unplugged In New York - sia destinato a scomparire dalle scene, oppure, alla bell’e meglio, a guadagnare ancora qualcosa come turnista d’eccezione. Non è una novità: sul talento dei batteristi non ci ha mai scommesso nessuno.
Invece Dave Grohl spiazza tutti e dà vita al progetto
Foo Fighters, nel quale, in un primo momento, ricopre il ruolo di compositore ed arrangiatore per tutti gli strumenti. In seguito Dave riunisce attorno a sé una valida band, con l’ottimo
Taylor Hawkins (prima con Alanis Morrisette) alla batteria: è con questa formazione che il ragazzotto di Washington dimostra tutto il suo naturale talento per la musica, ne è prova il fatto che i Foo Fighters, a distanza di dieci anni dalla loro comparsa e con cinque album al loro attivo, sono oggi una premiata realtà rock di primissimo rilievo. Dave non è né un sopravvissuto né un vessillo del post-grunge, anzi: a guardarlo bene nei suo video, con quella sua aria divertita e la chitarra a tracolla, lo si definirebbe quasi una dissacrante ed autoironica icona del pop.
Se qualcuno nutre ancora qualche dubbio sulle sue doti batteristiche, è vivamente ed assolutamente consigliato l’ascolto dell’album “Song For The Deaf” firmato
The Queens of The Stone Age, nel quale Grohl è tornato dietro ai tamburi, alla grande. In “Song For The Deaf” il batterista (che sulla pelle ha più di un tatuaggio dedicato a John Bonham - e mostra di raccoglierne tutta l’ispirazione) sfoggia un drumming tutt’altro che acerbo e privo di inventiva. Il suo playing post-punk è irruente e trascinante, spesso in evidenza, ma è al contempo equilibrato e ricco di trovate geniali. Ogni brano di “Song For The Deaf” è una rivelazione di fantasia ed ispirazione (su di tutti “No One Knows” e “First It Giveth”) una buona occasione di ascolto per chi ancora pensa a Grohl come allo scompigliato e pestone batterista dei Nirvana.
E che dire del progetto
Probot? Dave Grohl ammette divertito di essere sempre stato, fin dall’adolescenza, un “air drummer”, ossia un ascoltatore invasato di musica pesante che simula i movimenti del batterista e scuote la testa al ritmo di heavy metal. Un ottimo punto di partenza, comune a molti batteristi! Per questo, nel 2004, egli ha pensato ad un sano tributo all’heavy metal più classico, un ritorno alle prime passioni musicali. Ha quindi composto ed arrangiato una dozzina di brani e li ha spediti ai suoi idoli di gioventù, i capostipiti del classic metal degli anni ’80. Tra i più scatenati ed in vista Lemmy dei Motörhead, inconfondibile in “Shake Your Blood” e Cronos dei Venom, che furoreggia in “Centuries Of Sin”. Unico anche il contributo di Max Cavalera (ex Sepultura ed ora Soulfly), che fa la voce grossa in “Red War”. Tra i pezzi più riusciti spiccano l’oscura “Sweet Dreams”, che è occasione di una classica interpretazione per King Diamond, una sabbathiana e riffeggiante “Ice Cold Man” con Lee Dorrian dei Cathedral e “My Tortured Soul” che vede l’intervento di Eric Wagner dei Trouble. Altri ospiti illustri sono Kurt Brecht dei D.R.I che canta in “Silent Spring”, Wino (St.Vitus) con “The Emerald Law”, Warrior dei Celtic Frost con “Big Sky”, Snake dei Voivod con “Dictatosaurus” e Mike Dean dei Corrosion of Conformity, impegnato nella hardcore/metal “Access Babylon”.
In pratica una serie di perle derivate dal metal più puro ed incontaminato, tenute insieme da un unico filo conduttore che è il drumming scatenato, spontaneo e rumoroso di Dave Grohl. Il batterista si diverte e si sente: è a suo agio tra chitarre - grattugia, voci urlate, accelerazioni improvvise e riff a tutto andare. Sulle tracce di “Probot” stilla sudore e pesta come un matto sui piatti.
Tutt’altro discorso è da farsi per
Matt Cameron, la cui capacità ed inventiva non sono mai state messe in discussione. A differenza di Grohl, che è “homo sanza rudimenti”, Cameron è sempre stato lodato per le sue doti tecniche, derivate da un’indubbia applicazione metodica allo strumento, unite ad un tocco preciso, semplice, raffinato e deciso.
Tutte queste lodevoli caratteristiche lo hanno reso il drummer più ricercato e richiesto in ambito grunge e dintorni: di fatto la sua ascesa al successo inizia con i
Soundgarden, il suo gruppo di sempre, insieme ai quali esordisce nel 1987 con “Screaming Life”. Nel 1990 prende parte al progetto
“Temple Of The Dog”, che si concretizza in un ottimo album hard blues di tributo ad Andrew Wood, compianto cantante dei Mother Love Bone morto per overdose, al quale partecipano anche
Chris Cornell ed il giovane Eddie Vedder. Proprio da questa super-formazione nasceranno i
Pearl Jam, e sarà lo stesso Vedder - in tempi molto più recenti - a volere Matt come elemento fisso della band a partire dal 1998.
È fuori dubbio che l’apporto di Cameron alla musica dei Soundgarden sia stato fondamentale: i suoi capolavori sono registrati sulle tracks di “Badmotorfinger” e “Superunknow” ed è plausibile immaginare che “Black Hole Sun” e “Spoon Man” non avrebbero mai potuto trasformarsi in capitoli indimenticabili della storia del rock senza il lavoro speciale del percussionista di San Diego. Il suo drum set è il paradigma dello standard: cassa, rullante, hi-hat, timpano, due tom e tre piatti sono tutto ciò che gli sempre bastato per dare vita ad un drummin’ costantemente ispirato, apollineo ed intelligente, ricco di colori e molto giocato sugli incastri tra tamburo e tamburo. Matt è senza dubbio potente e diretto, ma il suo linguaggio ed il suo bagaglio personale non si limitano al rock.
Dietro al suo impatto e al suo timing preciso si nasconde una profonda passione per il jazz ed in particolare per le big band: la sua competenza in questo campo gli è valsa la prestigiosa partecipazione al
“Buddy Rich Memorial Benefit Concert”, la manifestazione di tributo al più grande batterista di tutti i tempi. Oltretutto Cameron, tra una tournée e l’altra, ha sempre trovato il tempo per dare vita a progetti paralleli e personali: tra questi i
Tone Dogs, una piccola e ricercata formazione jazz, ed i Wellwater Conspiracy, progetto psichedelico - garage formato con Ben Sheperd.
Qual è quindi l’essenza del tipico batterista grunge? Un drum set ridotto all’essenziale, un suono che trae molta della sua ispirazione dalla tradizione rock degli anni settanta, che ne raccoglie la pesante identità e riesce a fonderla allo stile un pò disordinato e sgrammaticato del punk, il tutto con l’aggiunta di un pizzico di scuola heavy metal. Ricollegandoci ad un discorso generale, concludiamo che questo è il merito del grunge: l’aver saputo fondere metal, rock, psichedelia, punk e chissà quanto altro ancora in una potente miscela del tutto nuova ed accattivante.
Discografia essenziale
1. Nirvana – Nevermind (Geffen, 1991)
2. Temple Of The Dog – Temple Of The Dog (A&M, 1991)
3. Soundgarden – Superunknow (A&M, 1994)
4. Foo Fighters – Foo Fighters (1995)
5. The Queens Of The Stone Age – Song For The Deaf (Universal, 2002)
6. Dave Grohl - Probot - (Sothern Lord – Promorama, 2004)
Tratto da Drum Club, giugno 2003
| < Prec. | Succ. > |
|---|






![Home[img]](/images/stories/menuico_home.png)
![DP Network[img]](/images/stories/menuico_network.png)
DP Social
DP Forum
DP Ads
DP Newsletter![News[img]](/images/stories/menuico_news.png)
![Drummers[img]](/images/stories/menuico_drummers.png)
![Reviews[img]](/images/stories/menuico_reviews.png)
![Lessons[img]](/images/stories/menuico_lessons.png)
![DrumLinks[img]](/images/stories/menuico_drumlinks.png)
![Media[img]](/images/stories/menuico_download.png)
![Search[img]](/images/stories/menuico_search.png)
