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NICK MASON - Pink Floyd

Nick Mason & Pink Floyd - Il marinaio sulla nave dei folli
Drummer's Dossier - Le biografie dei batteristi entrati nella leggenda
di Fabio Rapizza
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www.webalice.it/le_duc80

Il seguente articolo è tratto da Psychodrummer, una rubrica che ho ideato per la rivista Drum Club, che analizza i tratti non solo musicali - ma anche umani e biografici - dei batteristi entrati nella leggenda e nel mito.

Possiamo definire Nick Mason come il navigatore ragionevole che ripercorre la rotta della nave della follia. Non è di certo il capitano e nemmeno il timoniere: da bravo marinaio semplice, Nick lascia a Barrett, Waters e Gilmour la direzione della rotta della nave dei Pink Floyd. Ma quando il vascello, spingendosi molto in là, naviga verso i mari della disperazione, ecco che il marinaio ingenuo ha pronta la scialuppa di salvataggio. Egli è l’unico che può guardarsi indietro senza contrasti e rimpianti: una volta giunto a terra, ripercorre il fantastico viaggio e lo racconta a chi ha sempre sentito parlare della nave dei folli come di una leggenda irreale. Per questo motivo, nella biografia scritta di suo pugno, “Inside Out”, Nick Mason racconta l’incredibile carriera dei Pink Floyd, e rievoca senza difficoltà anche i momenti più difficili della band, come l’allontanamento dal gruppo di Syd Barrett, riportando il tutto senza fronzoli, ma con semplicità ed assoluta fedeltà verso i fatti.


 

Gli esordi
Nicholas Berkeley Mason nasce a Birmingham il 27 Gennaio 1945 ed è l’unico figlio maschio di una famiglia di alta borghesia. Cresce in una bella casa a Downshire Hill, una delle più esclusive strade del più esclusivo distretto londinese, Hampstead. Suo padre, Bill Mason, possiede una certa fama come massimo documentarista inglese di sport automobilistici, ed è a sua volta un pilota sportivo dilettante e un collezionista di automobili d’epoca: una passione che, insieme a quella della vela, sarà ereditata da Nick, che vive la sua infanzia circondato da auto da collezione e vacanze sul mare. Egli prende anche basilari lezioni di violino e di pianoforte.

Diplomatosi alla snobistica scuola di Fresham Heights, nel Surrey, il giovane Mason decide di studiare architettura e si iscrive alla Regent Street School. È all’apparenza un ragazzo viziato e svogliato, ma la sua vita subisce una svolta nel 1965, in seguito all’incontro con Roger Waters e Richard Wright (all’epoca entrambi chitarristi), con i quali getta le basi di una band rock dalle caratteristiche piuttosto indefinite. In seguito all’entrata di Syd Barrett, il numero esagerato di chitarre nel gruppo si ridimensiona quando Waters passa al basso e Wright alle tastiere, mentre Mason si dedica alla batteria. La band si battezza Pink Floyd Sound (dal nome di due bluesmen molto amati da Barrett, Pink Anderson e Floyd Council) e propone un miscuglio di rock blues di scarsa originalità, fin quando Barrett, affascinato dal misticismo orientale ed ispirato dal consumo di LSD, comincia a scrivere materiale originale per il gruppo, che nel marzo 1966 si esibisce al Marquee di Londra, mostrando una vistosa tendenza all'improvvisazione.

Nella variopinta swingin' London i Pink Floyd riescono a farsi notare come una delle band più originali e imprevedibili, in virtù soprattutto dei suoi primi tentativi di coinvolgimento del pubblico, con proiezione di immagini, diapositive e l'impiego di un efficace impianto luci. Il gruppo concepisce i propri show come veri happenings multimediali, con trovate sceniche ed effetti luce strabilianti, resi possibili anche dalle facoltose possibilità finanziare di Nick Mason. L’apatia del ragazzo sembra svanire dalla sua vita grazie alla vivace entrata della musica, non quella delle lezioni private di pianoforte, ma il rock’n’roll ritmato che si balla e si ascolta nei locali frequentati dai giovani studenti.

La pubblicazione di The Piper At The Gates Of Dawn (agosto 1967) sancisce il primo successo dei Pink Floyd e rappresenta il momento di massima espansione della cultura lisergica nella Londra elisabettiana. È un 33 giri che diventa presto il manifesto del rock psichedelico di quella stagione, accostando brevi e stralunati brani pop dai contenuti bizzarri e allucinati a lunghe e vertiginose dissertazioni strumentali. I brani portano quasi tutti la firma di Syd Barrett, voce solista della band, mente geniale e folle del gruppo, fragile e visionario leader di talento. Tuttavia, egli appare sempre meno lucido e affidabile: alcuni plateali episodi testimoniano tristemente una labilità psichica allarmante, che fa smarrire ogni appiglio col mondo reale. A causa della sua progressiva incapacità di sostenere qualunque apparizione pubblica (concerti, interviste, apparizioni televisive), Syd viene gradualmente sostituito dall'amico chitarrista David Gilmour. Si apre un nuovo periodo per i Pink Floyd, segnato dalle composizioni a carattere intimistico di Waters e dallo stile chitarristico di Gilmour, che li porterà al successo mondiale grazie alla pubblicazione di album capolavoro, fra i quali The Dark Side Of The Moon (1973), Wish You Were Here (1975) e The Wall (1979).

Un batterista sulla nave dei folli
Nick Mason non costituisce di certo l’eccezione alla regola che in una band vuole il batterista sostanzialmente estraneo alla composizione di testi e arrangiamenti. Egli è infatti l’elemento neutro all’interno dei Pink Floyd e non prende parte alle dispute artistiche che coinvolgono Gilmour e Waters. A suo modesto giudizio, il fatto di suonare la batteria è l’unica ragione che gli permette di far parte del gruppo.

Non essendo particolarmente dotato tecnicamente, egli si propone come un batterista essenziale e semplice: sui tamburi egli non è un pioniere, né un grande innovatore. Batteristicamente parlando, il suo momento di grazia è costituito dalla geniale, irruente ed istintiva performance che fornisce nel bellissimo Live At Pompei (1972), dove appare - in pura atmosfera psichedelica - in un antico teatro e fra affreschi pompeiani, scatenato dietro ad una bellissima Ludwig Silver Sparkle con doppia cassa. Per il resto, con il passare degli anni, egli non propone grandi escursioni sullo strumento, ma si limita a fornire una solida base ritmica sulla quale possano innestarsi le sperimentazioni sonore e quegli effetti che hanno reso il Floyd Sound unico ed irripetibile. Egli si specializza nella gestione di alcuni effetti sonori che accompagnano le canzoni dei Pink Floyd, prima fra tutte Speak to Me, tratta da The Dark Side Of The Moon.

Le cose cambiano radicalmente a cavallo tra 1978 e 1979, durante la composizione e la registrazione dell’album The Wall. L’intera composizione nasce dalla testa del bassista Roger Waters, che riversa in questa rock opera concettuale tutte le proprie fobie, paure e frustrazioni, insieme ad episodi di ispirazione profondamente autobiografica. In quegli anni Waters assume il comando diretto della band e la sua direzione quasi dittatoriale lo porta ad avere aspri contrasti con gli altri componenti. Egli accusa Richard Wright e Nick Mason di “essere fondamentalmente pigri” e definisce “nullo” il loro contributo, dal momento che preferiscono non partecipare al concitato lavoro di arrangiamento dell’album e si limitano ad incidere le proprie parti al momento dovuto. Waters segnala la propria impazienza omettendo il nome del batterista e del tastierista dalle note di copertina di The Wall.

Durante le imponenti rappresentazioni dal vivo della maestosa rock opera, una band di alter ego coperti da maschere figura sul palco insieme ai Pink Floyd. Si hanno dunque due chitarristi, due tastieristi, due bassisti e due batteristi, con Willie Wilson ad affiancare Nick Mason. La funzione dei quattro “musicisti ombra” non è solo simbolica, ma ha anche il compito di riempire il suono dei veri Floyd. Tra gli spietati commenti di Waters, l’apporto del batterista Willie Wilson è ritenuto necessario anche “perché Nick Mason non riusciva a tener bene il tempo”.

Quindi, mentre i conflitti in casa Floyd si fanno sempre più esasperati, Mason decide di dedicarsi alla professione di produttore, il che a suo giudizio è meglio che passare per “un compositore floydiano frustrato”. Nel 1981 egli suona la batteria e produce un album di fusion jazz-pop sperimentale, intitolato Nick Mason’s Fictitious Sports, che esce a suo nome ma viene interamente composto dalla pianista Carla Bley con la partecipazione di Robert Wyatt, cantante dei Soft Machine. In seguito, Mason lavora anche come produttore e musicista di altri gruppi, tra i quali Gong, Michael Mantler, Gary Windo, Robert Wyatt, The Damned, Steve Hillage e Principal Edward's Magic Theatre, ed è coautore di parecchio materiale per colonne sonore di film e spot pubblicitari insieme a Rick Fenn, ex-chitarrista dei 10CC.

Quando nel 1986 Roger Waters dichiara ufficialmente la propria intenzione di non resuscitare i Pink Floyd - da lui considerati una forza creativa ormai spenta - Gilmour e Mason insorgono: scaturisce una lunga battaglia legale sull'utilizzo del nome e, alla fine, il bassista perde la causa. Nel 1987 il nome della band svetta sulla copertina di A Momentary Lapse Of Reason, un disco che apre l’ultimo periodo della storia dei Pink Floyd, governato da Gilmour e Mason e contraddistinto da gigantesche e spettacolari esibizioni, testimoniate dal Live a Venezia (1989) e dalla tournèe di Pulse (1995), ma privo delle geniali e folli ispirazioni apportate in passato da Syd Barrett e da Roger Waters.

Tamburi & Motori
Nick Griffiths descrive così la persona di Mason: “Nick non considera mai le cose dal punto di vista musicale; non prende nota, non fa arrangiamenti. Nick Mason non pretende di fare opere d’arte musicali. Si considera fortunato per essersi trovato nel posto giusto al momento giusto. Le sue automobili, quelle sì che sono un’opera d’arte. È un genio nel comprare e mantenere auto da corsa, ha il più bel garage che abbia mai visto, pieno delle macchine più belle. Probabilmente quello è lo scopo della sua vita, molto più che la musica o la batteria”.



Il vasto e celebrato percorso artistico dei Pink Floyd conduce il gruppo attraverso psichedelia, pazzia, nevrosi, disadattamento, droga, conflitti e separazioni. Una serie di fenomeni sconvolgenti, che sembrano appena sfiorare il tipico aplomb inglese di Nick Mason: apparentemente distaccato e noncurante, il batterista sembra difatti trovare rifugio in un mondo a parte, popolato dalle sue macchine da corsa, animato dalla passione per le gare automobilistiche e dal rombo dei motori, immerso nel lusso e lontano dagli eccessi.

Fra le automobili da collezione che il batterista possiede, spiccano una Ferrari 250 GTO del 1962, una F40 e una 246 GTS Dino, una Bugatti 35B, un’ Alfa 2300 e la Maserati 250F. Egli è inoltre il fortunato possessore di una delle poche centinaia di esemplari della prestigiosa Ferrari Enzo e di una Ferrari da Formula 1, la 312 T3, non una qualsiasi, bensì la macchina della stagione 1978, pilotata da Gilles Villeneuve. Per avere un ritorno economico da simili investimenti, egli ha fondato una compagnia chiamata Ten Tenths, al fine di promuovere fotografie delle sue Ferrari e Bugatti per riviste, libri film e spot televisivi.

Nick Mason è anche un pilota non professionista, ed ha gareggiato insieme a Steve O’Rourke all’edizione 1983 della celebre gara di Le Mans, oltre a vari successi riscossi in maggior parte sulle piste inglesi. Lo si può vedere gareggiare in Messico al fianco di O’Rourke in “La Carrera Panamericana”, un film la cui colonna sonora è firmata dai Pink Floyd.

“Inside Out”
Terminata la tournèe mondiale del 1994, Nick Mason decide di scrivere una sorta di autobiografia, o meglio, una collezione di ricordi sugli anni passati con i Pink Floyd. Queste le sue intenzioni: “Suppongo di aver voluto un paio di cose. Da una parte volevo realizzare una sorta di testimonianza di come io ho visto quegli eventi, e di come era andata, ma certamente non volevo che fosse una sorta di «Kiss-and-Tell». Il libro non è una rivelazione di segreti e non è stato pensato per esserlo. Fattivamente le rivelazioni non sono più la parte interessante di un libro sul rock’n’roll. Quindi il libro è molto più una collezione di pezzi e pezzettini che formano la parte di vita vissuta insieme da noi quattro”.

Dal momento che uno stile di lavoro troppo frenetico e a brevi scadenze non appartiene al pacato Mason, le bozze della prima stesura richiedono una revisione lunga dieci anni, alla quale partecipano anche Waters e Gilmour, che danno la loro approvazione. La pubblicazione di “Inside Out” avviene dunque sul finire del 2004. Nick Mason è l'unico Pink Floyd ad avere attraversato l'intera storia del gruppo, e dalla sua postazione di batterista ha visto svilupparsi le diverse fasi: gli inizi, sulla scena underground londinese degli anni Sessanta, la crisi e l'abbandono di Syd Barrett, la rinascita e lo sviluppo di quello che oggi viene considerato il classico Pink Floyd sound, il successo di The Dark Side of The Moon. E ancora: lo stress della celebrità, i crescenti problemi all'interno del gruppo, la frattura con Roger Waters, le ultime spettacolari tournèes.

Come dicevamo, la sua è la narrazione arguta, divertita e brillante del semplice marinaio che, imbarcato sulla nave dei folli, ha osservato l’avvicendarsi dei capitani, i naufragi e le perdite di rotta vissute dai compositori più grandi, folli e visionari della storia del rock, i Pink Floyd.

(Tratto da Drum Club giugno 2005).

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Marzo 2007 13:30  

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