La Lunga Notte della Batteria - Lucchini Day
Rolling Stone - Milano - 19 Aprile 2005
a cura di Alessandro Grassi
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È stata davvero una “Lunga Notte della Batteria” questo
Lucchini Day 2005, che ci ha offerto per tre ore uno show coinvolgente e ricco, avvolto da un’aura di magia musicale del tutto fresca e stimolante.
Sarà forse stato merito della nuova location, il famosissimo
Rolling Stone di Milano, che ha sostituito l’ormai storico teatro di Cusano Milanino. Probabilmente è stato anche merito di Vera, la bellissima e applauditissima presentatrice. Sicuramente, prima di tutto, è stato merito dell’invidiabile lista di artisti ed ospiti che hanno colorato la serata.
L’inizio dello spettacolo era previsto per le 21.00, ma già intorno alle 20.00 molte persone erano in fila al botteghino di corso XXII Marzo, incuranti della pioggia. Entrare al Rolling Stone è stato davvero emozionante, questa volta: la pista da ballo trasformata in una platea, decine di banners pubblicitari a tappezzare le pareti, il palcoscenico colmo di batterie e percussioni, prese subito d’assalto dallo sguardo esperto del pubblico e dai flash delle macchine fotografiche.
Si inizia poco dopo le 21.00; ad aprire le danze sono quest’anno i
Percussionisti della Scala di Milano, accompagnati da un Ellade Bandini “burattinaio”, che armato del suo intramontabile sorriso, di un rullante e di un paio di spazzole camuffate da marionette, ha contribuito a dare un tocco particolare a questa prestigiosa esibizione.
Seguono a ruota due giovani “leve” del panorama batteristico italiano,
Riccardo Lombardo e Stefano Incani, che con un’ottima prestazione ci hanno dimostrato verso quale interessante prospettiva si sta indirizzando il futuro della batteria a livello nazionale.
Subito dopo è il momento della più giovane (e sconvolgente, nda) promessa italiana; il dodicenne
Andrea Mazzanti. che accompagnato dall’orchestra ha rievocato, con dieci minuti di swing, immagini storiche della storia del nostro strumento: immagini che parlano di big band, di Buddy Rich, Gene Krupa, Louie Bellson, e di altri grandi nomi del passato.
La classe al femminile, quest’anno, viene magistralmente rappresentata dalla giovanissima
Barbara D’Alessio che, accompagnata dall’orchestra, ha proposto ed interpretato con gusto e classe un brano davvero interessante.
La prima delle tante esibizioni rock, in questa VI edizione del Lucchini’s Day, spetta al gruppo metal italiano che ha sicuramente riscosso più successo sia a livello nazionale che a livello mondiale: i
Lacuna Coil. Presenti sul palco ''solo'' la bravissima e bellissima Cristina, vocalist del gruppo, ed il batterista
Criz Mozzati, che assieme hanno presentato al pubblico uno dei loro brani più famosi (Daylight Dancer), riletti in una chiave forse più soft grazie al prezioso apporto musicale dell’orchestra.
A seguito dei Lacuna Coil è il turno di uno dei batteristi rock più famosi ed apprezzati nel nostro paese,
Diego Galeri: ex batterista dei Timoria, attualmente “motore ritmico” dei
Miura. Diego ha re-interpretato assieme all’orchestra “Sole Spento”, brano tra i più belli del vasto repertorio dei Timoria.
E finalmente giunge il momento di un atteso e insolito connubio musicale, quello tra “il Diavolo e l’Acqua Santa”, alias
Roberto Gualdi e
Stefano Bagnoli. Muniti delle rispettive corna, code e ali angeliche, i due accantonano i loro “bisticci” per lanciarsi in un travolgente duetto, in cui ben si amalgamano l’urlo rock di Roberto e il delicato swing di Stefano. Incastri magnifici, fraseggi spiazzanti e innovativi e un improvviso e acceso scambio di stili, hanno conferito unicità e gusto a questo straordinario show.
Memorabile, poi, l’esibizione di
Massimo Serra, che scortato sul palco dalla Treves Blues Band ha offerto al suo pubblico ottime interpretazioni, idee e un’esilarante sketch legato ad uno dei forse più famosi miti sulla batteria: a metà della sua esibizione, Massimo ha infatti eseguito uno splendido assolo su un variegato set di pentole, padelle e barattoli, coinvolgendo il pubblico in un divertente “botta e risposta”, davvero molto apprezzato.
E che dire del Maestro, dell’anima partenopea del nostro strumento, del batterista italiano per antonomasia? E’ davvero difficile trovare parole che possano dare il giusto valore e rendere verbalmente ciò che
Tullio De Piscopo, maestro e guida di tanti amanti dello strumento presenti in sala,
ha regalato quest’anno al suo pubblico. L’orchestra da’ inizio al prezioso spettacolo con un brano la cui melodia riporta a suoni tipici delle culture mediorientali, e che i ritmi percussivi e le incredibili finezze di Tullio rendono ancor più magico e indimenticabile. La qualità musicale, il gusto e la classe toccati in quei minuti evaporati in un baleno, hanno avuto il consueto e inevitabile ritorno di successo e l’apprezzamento del pubblico milanese, che ha omaggiato De Piscopo con un lungo, sentito e meritatissimo applauso.
Grintosa e di grande impatto è stata la performance di
Mario Riso, che inizia con un “antipasto” di assolo in chiave rock progressive, reso ancor più accattivante dall’esecuzione di alcune finezze che le orecchie di molti hanno associato allo stile del grande Neil Peart - grandioso il momento del solo sui campanacci.
Successivamente, Mario ha accompagnato “Can You Hear Me”, primo singolo del suo nuovo progetto,
Rezophonic; particolarità del brano - e dell’intero progetto - è la linea vocale affidata ai quattro cantanti
Olly (Shandon), Cristina Scabbia (Lacuna Coil),
Gl Perotti (Extrema) e Marco Cocci (Malfunk).
Verso fine serata, è il momento di giustificare la presenza di quelle ormai famose cinque batterie montate in fila sul palco...è il turno dell’attesissima
Drummeria e, nell’ordine, vediamo salire sul palco Paolo Pellegatti,
Ellade Bandini, Walter Calloni, Christian Meyer e Maxx Furian. Lo spettacolo è questa volta un po’ breve (forse troppo) ma carico, tremendamente carico di potenza e virtuosismi, come sempre intervallati dallo spirito genuino ed ilare del quintetto, capace ogni volta di coinvolgere e divertire il pubblico. Durante l’esibizione, Furian esegue una spiritosa dimostrazione di clave, indispensabile per introdurre l’ospite d’onore della serata, il grande
Horacio “El Negro” Hernandez. Horacio sale sul palco indossando la maglietta della Drummeria, e si unisce per qualche minuto all’esibizione del quintetto, che dopo poco, silenziosamente ed elegantemente, cede la scena al grande e attesissimo maestro cubano.
Con la sua grandiosa band, gli
Italuba, Horacio si è esibito in una serie di pezzi latin, colmi di tecnica e di raffinatezza, coi quali ha conquistato l’attenzione ed una lunghissima standing ovation degli amanti del genere e di tutto il pubblico del Rolling Stone. “El Negro” ha regalato, ancora una volta, una performance di grande qualità, dimostrando nuovamente di meritare il suo posto d’onore nel novero dei migliori batteristi internazionali.
A chiudere la serata, una gustosa e graditissima sorpresa: un artista italiano, del tutto inaspettato e forse anche per questo motivo assai apprezzato. Sergio Fanton,
noto titolare del negozio Notak Music Solution di Milano, tecnico di artisti del calibro di Simon Phillips e Stewart Copeland, nonché organizzatore della serata assieme a Paolo Pellegatti, ha rapito il pubblico con un’esibizione di chiusura davvero eccellente: assecondato dall'arpista Vincenzo Zitello, Sergio esprime le sue doti in un brano molto delicato, che ha davvero chiuso con onore questa grande serata dedicata al
Maestro Enrico Lucchini ed alla batteria italiana.
Si ringraziano tutti gli organizzatori e i sostenitori di questo meraviglioso evento, in particolare;
Paolo Pellegatti e lo staff di NCDM (direzione artistica); Sergio Fanton e lo staff di
Notak Music Solution (per la direzione tecnica); Mario Riso e Rock TV:
AMREF (http://www.amref.it/); tutti gli sponsor, musicali e non, che hanno supportato la manifestazionehttp://www.amref.it/); tutti gli sponsor, musicali e non, che hanno supportato la manifestazione.
Alessandro ''Fox'' Grassi in collaborazione con Stefano Pettenon
Foto: Yuri Carapacchi
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