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FOO FIGHTERS - 23.01.06 - MILANO

Foo Fighters
MazdaPalace - Milano - 23 gennaio 2006

a cura di Alessandro Grassi
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Dave Grohl avrebbe potuto cedere, mollare tutto. I Nirvana gli avevan garantito - nel panorama specifico del rock e in quello della musica in generale - la gloria eterna cui ogni artista in fondo aspira. La morte di Cobain, l'8 aprile del 1994, avrebbe potuto segnare anche per lui, come per Novoselic, la fine di un'epoca, di un sogno…

23 gennaio 2006. Milano, MazdaPalace. Ore 21.00. Il sogno non è finito.
L'alba di questo 2006 ha regalato a Milano un gennaio gelido, e lunedì 23 il freddo non sembra essersi affievolito, anzi. Eppure, fuori dai cancelli del MazdaPalace, c'è chi attende addirittura in t-shirt a mezze maniche. A scaldarli, forse, è proprio il logo stampato sulle magliette: Foo Fighters.
Entrare al MazdaPalace è stupendo per almeno due ragioni: in primis per la fuga dal freddo (non me ne vogliate!). In secundis, decisamente più importante, perché è la realizzazione di un sogno adolescenziale, quello di vedere dal vivo una band che ha contribuito a creare il mio bagaglio di emozioni: emozioni, queste, che mi porto dentro da quando i Foo li ascoltavo tra i banchi di scuola.

Aprono lo show due band di supporto: i Rye Coalition, gruppo principalmente hard-rock con sfumature punk-rock, decisamente potenti e sanguigni. A seguire The Secret Machine, formazione dal sapore indie/psychedelic-rock: a farla da padrone, qui, è la ricerca sonora, l'attenzione a creare atmosfera.
Gruppi spalla quasi antitetici, è vero, ma certamente abili a servire al pubblico un assaggio di due generi che, uniti, delineano in parte lo stile proprio delle star della serata.

Ore 21.10. Dopo un rapido cambio palco, il telone nero cala e scopre la scenografia dell' "In Your Honor Tour": finalmente tocca ai Foo. Casse, spie e monitor sono letteralmente accatastati tra loro, a formare un pittoresco sfondo. Al centro, la batteria di Taylor, che sulla cassa reca la scritta "Captain Beyond" al posto del consueto nome della band.
L'emozione del pubblico è palpabile, la location è davvero gremita; non appena Dave, Taylor, Nate e Chris salgono sul palco, la stessa emozione evolve in un vero e proprio boato di gioia: si ha la sensazione di partecipare ad un grande evento, memorabile, l'atmosfera è quella dei cari concerti old style datati 70's.

E la band di Grohl inizia. A fare da apripista è In Your Honor, open track dell'omonimo ultimo LP, cantata direttamente dal cuore di Dave e amplificata dalle migliaia di fans presenti. Seguono subito alcuni cavalli di battaglia, All My Life, la corale My Hero, la recente e splendida Best Of You, Up In Arms. E poi Learn To Fly, Times Like These, e molte altre.
Non c'è filtro tra palco e platea: aleggia un clima di confidenza fraterna, come se ci si conoscesse tutti da sempre… come se la band non fosse solo rappresentata da chi è sul palco…

Sono molti i momenti salienti nel corso della serata. Come non citare, innanzi tutto, l'indole da showman di Dave Grohl, che dimostra di essere un animale da palco da manuale: esilaranti i dialoghi col pubblico (alcuni addirittura in italiano), quasi delle pieces da cabarettista.
Uno sferzante dialogo chitarristico tra Dave Grohl e Chris Shiflett chiude il brano Stacked Actors e spiana il terreno per il breve e intenso assolo di Hawkins: sembra quasi di assistere ad una rivisitazione dello storico solo di Moby Dick (Led Zeppelin, nda), e non credo di esagerare nell'affermare che se John "Bonzo" Bonahm avesse potuto godere della performance di Taylor, ne sarebbe stato quantomeno orgoglioso.

Per tutta la durata del concerto, Taylor palesa a pieno quel che sa fare dietro le pelli. È un drummer dall'indole indiscutibilmente rock, energico, una macchina del tempo: non un colpo fuori posto, non una dinamica casuale, non un'idea priva di gusto. E questo sempre, da contesti lanciati quali All My Life e No Way Back, alle finezze snocciolate su Learn To Fly, My Hero, Breakout (fantastico un inatteso "tre su quattro", degno del miglior Stewart Copeland).

Con Everlong, Dave regala ai presenti tre minuti davvero indimenticabili: brano abitualmente eseguito da tutta la band, in questa occasione Everlong muta in una versione acustica e solista di Grohl. Altrettanto splendida la scenografia ideata ad hoc: riflettore puntato sul leader, mentre due fasci di laser verdi incrociati e attraversati da fumogeni fan da tetto all'intero pubblico, creando un'atmosfera calda e surreale.

A chiudere il concerto, la ciliegina sulla torta: Cold In The Sun viene proposto come ultimo brano del bis. La canzone fa parte delle track list del cd acustico di In Your Honor, ed ha una grande particolarità: è cantata da Taylor Hawkins, trasformato in frontman con chitarra in mano, mentre Grohl torna magistralmente dietro le pelli.
Se ce ne fosse ancora bisogno, Taylor rompe il ghiaccio salutando il pubblico con una citazione di Freddie Mercury (il famoso botta e risposta intonato dal compianto leader dei Queen durante il concerto di Wembley). Ottima prestazione di Hawkins, quindi, che tra l'altro vede in uscita a brevissimo il suo primo album da solista: scritto, cantato e suonato da lui, in un nuovo e personalissimo progetto chiamato Coattail Riders.

Sarebbe impossibile descrivere tutte le sensazioni legate a ciascun brano della scaletta. In due ore di concerto, i Foo Fighers si sono dimostrati una band abile nel live come e forse più che in studio. Un meccanismo ben oliato e rodato, in cui la parola d'ordine è il rock: un rock sui generis, fusione tra la purezza istintiva e la ricercatezza stilistica, con un risultato sicuramente d'impatto tanto per la forza sprigionata dai quattro musicisti quanto per gli arrangiamenti azzeccati, coinvolgenti e ineccepibili. Uno show unico, davvero toccante per chi i Foo li ascolta dal lontano 1995 (cinque album all'attivo, un EP e innumerevoli B-sides).
Se è vera la pluricitata frase "Rock Will Never Die", i Foo Fighters di Dave Grohl ne hanno sicuramente fatto il loro punto di forza.

SET LIST:
01.In Your Honor
02.All My Life
03.My Hero
04.Best Of You
05.Un In Arms
06.Learn To Fly
07.Times Like These
08.The One
09.Stacked Actors + Taylor's solo
10.Big Me
11.No Way Back
12.Breakout
13.Generator
14.This Is A Call
15.Everlong (acoustic version)
16.Monkey Wrench
Bis:

17.D.O.A.
18.End Over End
19.Cold In The Sun

In quest'ultimo tour, Taylor Hawkins usa il seguente kit:

S
HELLS: Tama Starclassic Performer (finitura "Chrome")
24"x18" Bass Drum
14"x6 1/2" Brass Snare Drum
13"x9" Tom
18"x16" Floor Tom

20"x14" Gong Bass
CYMBALS:
Zildjian
15" A New Beat Hi Hats
21" A Sweet Ride

20" K Vintage Ride (crash sinistro)20" K Custom Dark Ride (crash destro)
22" Oriental China Trash

PERCUSSIONS

14" Remo Roto-Tom

Jam Block LP1207 Low Pitch-Red
STICKS

Zildjian 5B Smooth + Easton Ahead stick wrap

HEADS:
Remo
Toms - Clear Emperors Batter + Clear Ambassador Resonant
Snare Drum - Coated Emperor X + Clear Ambassador Snare Side
Bass Drums - Clear Power Stroke 3 Batter + Coated Ambassador Front

Roto-Toms - Clear Pinstripe

Si ringraziano Silvia Leo & Clear Channel Entertainment per la preziosa collaborazione.
http://www.foofighters.com/ - http://www.taylorhawkins.com/ - www.clearchannel.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Febbraio 2007 16:19  

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