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Hatfield and the North | Hatfield and the North

hatfield_drumsportal_100 Hatfield and the North | Hatfield and the North
Virgin (1973)
a cura di Onofrio Allegretti
Nel pieno dell'era progressiva, ecco spuntare una perla del Canterbury Sound. Questa band composta da quattro musicisti già rodati con altri gruppi (Richard Sinclair: Basso e Voce, proviene dai "Caravan"; Dave Stewart: Organo, Piano e Tone Generator, fondatore degli "Egg"; Phil Miller: chitarre, dai "Matching Mole"; Pip Pyle: Batteria, dai famosi "Gong"), più uno stuolo di guest, tra cui Robert Wyatt...

subito dopo l'incidente che lo constrinse alla sedia a rotelle, Geoff Leigh ai fiati dagli "Henry Cow" e le Northettes trio corale femminile. 

Il disco è ben bilanciato tra momenti di jazz-rock strumentali e momenti melodico romantici (anche no-sense) alla maniera dei Caravan. Conoscendo la storia dei gruppi da cui i musicisti provengono, ci si accorge che negli Hatfield c'è un condensato coerente e alle volte sorprendente di tutte queste situazioni musicali.
Si comincia presto, dopo i primi 20 secondi di "The Strubb Effect", una sorta di synth arpeggiato pazzo, all'introduzione di "Big Jobs (Poo Poo Extract)" raccomandazione all'ascoltatore riguardo ai buoni intenti nella lavorazione dell'LP; si passa al primo brano vero e proprio "Going Up To People And Tinkling", strumentale di grande classe ed eleganza, mai scomposto e ammetto che non riesco a descrivere la bellezza del gioco fra organo e basso all'ingresso di quest'ultimo, l'unico aggettivo che mi viene in mente è floreale. Senza interruzioni si passa a "Calix", dove si viene trasportati in luoghi sconosciuti grazie ai vocalizzi evocativi di Wyatt, alla maniera dei primi Soft Machine, aggressiva e greve giunge la mini-suite "Son Of There's No Place Like Homerton", composta dal batterista Pyle, presenta le tipiche caratteristiche del suono canterburiano, organo psichedelico e intrecci all'unisono con gli altri strumenti, fino all'ingresso corale delle meravigliose Northettes. Si alleggerisce il tono con "Aigrette", una dolce riff con chitarra e voce a raccontare la stessa melodia, prima di giungere forse all'unico vero e proprio frammento strettamente progressivo di questi solchi, la piacevole "Rifferama", che come presagisce il nome è un insieme di Riff per basso e chitarra che procede ossessivo fino alla conclusione piena delle risate di un ipotetico pubblico accorso al caos provocato dalla musica. "Fol De Rol", ballata (inusuale) melanconica di Sinclair con annesso solo di basso ed arie jazzate, stempera in "Shaving is boring", letteralmente Radersi è noioso, (chi non lo pensa??) con iniziale solo leggero di synth, basso e batteria portentosi ed eleganti come sempre e inaspettato arrivo verso un riff in 5/8 ossessivo, ripetuto fino all'esaurimento nervoso, distorto e chitarristico, verso il finale ritorno a un tema più leggero e alla malinconia che apre "Licks For The Ladies" uno dei pochi brani cantati, insieme a "Bossa Nochance" che segna un passo indietro al tema inziale di "Big Jobs No.2 (by Poo and the Wee Wees)", questa volta rielaborato e più melodico, con gran gioco organistico di Stewart e vari suoni gutturali di Sinclair. Dolci come si era partiti si ritorna ad un tenue intro di organo di "Lobster In Cleavage Probe" con unisono corale delle dolci Nothettes, sfociando in un pedale di basso che lentamente conduce verso "Gigantic Land Crabs In Earth Takeover Bid" costruito sul solito riff all'unisono di basso, batteria e organo per dar spazio all'acidità chitarristica di Miller che d'un tratto cede il passo all'organo di Stewart per uno dei più bei soli della storia di Canterbury, il tutto sostenuto da una grande sezione ritmica (il batterista che "va più col basso" che abbia mai sentito). Il disco finisce come era iniziato, "The other strubbs Effect" amplia il discorso del synth arpeggiato, ma lo stronca sul nascere.
Nel Cd sono presenti due tracce bonus tratte dal singolo, due brani molto diversi dagli sperimentalismi del disco, ma molto più cantati e vicino al rock classico, comunque molto godibili.
Visti i tantissimi colori e le ricche sfumature presenti in questo disco, il mio consiglio e di ascoltarlo attentamente, visto che a un primo esame può risultare difficile e pretenzioso. NON LO E'! Che dire di più?? ASCOLTATELO!!

Voto: 4/5
Onofrio Allegretti

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Marzo 2008 12:12  

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