Ancora una volta con Mike Portnoy e Randy George
Forte del successo del suo avvincente DVD live, Sola Scripture And Beyond (che fece il sold out prima della data di pubblicazione), Morse sguinzaglia un altro capolavoro di progressive rock con Lifeline. Ma dove si va dall’oltre?
Con Snow degli Spock’s Beard, Neal ha creato uno dei più
acclamati concept album negli annali del progressive rock. I suoi
ricchi tappeti sonori catturano l’immaginazione musicalmente,
liricalmente e spesso spiritualmente. Quando Neal cominciò a scrivere
la sua prossima opera, però, intraprese un nuovo approccio e lasciò che
le sue canzoni stessero in piedi da sole.
Lifeline è una collezione di canzoni che esplorano una varietà di argomenti in generi musicali che spaziano dal classico suono degli Spock’s Beard e la impetuosa intensità di Sola Scriptura. Per la prima volta nella sua carriera solista, la maggior parte delle canzoni dell’album hanno una durata di 5 minuti. (Anche se questo è un’album di Neal Morse. Quindi si, ci sono anche i tour de force da 30 minuti di prog). Soprattutto, Lifeline è un salto mozzafiato nel territorio della musica inclassificata e un trionfante ritorno al suono eclettico dei suoi primi lavori con Spock’s Beard e Transatlantic.
L’album apre con la traccia omonima all’album, "Lifeline", una canzone che avrebbe potuto essere addormentata a lungo nelle sessioni di V degli Spock’s Beard. Neal onora la disperazione che ha provato per la maggior parte della vita e celebra la sua finale uscita. Morse esplora questa vita precedente più intimamente nella tragicamente bella "Can’t Find My Way". (Se il titolo suona come una canzone dei Transatlantic, allora siete già pronti).
In ”Leviathan", la terza traccia, Neal esprime il suo lato più frivolo. Lo humour non è sempre associato al prog, ma neanche le chitarre metal inframezzate da corni funk e versi di mostri marini. Forse, ironicamente, è probabilmente la canzone più heavy della carriera di Neal.
Nelle prossime due canzoni, Neal esplora la spiritualità, l’amore e la speranza. La più riconoscibile per i fan di Morse e Spock’s Beard è la seconda, "Children Of The Chosen". E' un inno, con un ritornello armonizzato che evoca "Wind At My Back" di Snow. lnsieme, le due canzoni sono tra le più coinvolgenti.
"Many Roads" è l'inevitabile e maestosa epica di Lifeline. Facendo la cronaca della vita di Neal Morse, musicalmente e biograficamente, la canzone attraversa i diversi sentieri musicali che portano all'affermazione di una delle voci distintive del rock. Preparatevi per una sorprendevolmente candida descrizione delle prime esperienze di Neal e della sua motivazione alla ricerca di una nuova vita.
”Fly High" porta Lifeline alla chiusura del cerchio. Neal canta del suo ritomo all’inizio... prima c’erano così tante domande, cosi tante strade. Noi torniamo a dove eravamo da bambini - sicuri nell’occhio di un furente temporale - Guardando verso il cielo, vediamo un sentiero che porta fuori. Lo raggiungiamo, più in alto di quando avremmo mai potuto arrivare e lo stringiamo forte...
Fonte: Bill Evans Media
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