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Drumsportal Festival Weekend

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Drumsportal Weekend Festival 2007
Day 2 - Domenica 28 Gennaio
Gavin Harrison
a cura di Roberto Baruffaldi
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www.thedrumland.com

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Domenica 28 Gennaio nei locali dell’Edelbier Pub di Rieti si è tenuta una bellissima clinic che ha avuto come protagonista Gavin Harrison, il batterista inglese noto alla comunità dei batteristi italiani per essere membro stabile dei Porcupine Tree e per le sue innumerevoli collaborazioni con diversi artisti italiani.

L’ottima organizzazione è stata curata da Yuri Carapacchi che ha avuto la capacità di riunire più di 80 batteristi provenienti da diverse parti d’Italia, alcuni dei quali costituiscono il nocciolo “duro” della attivissima comunità di Drumsportal. L’atmosfera è abbastanza raccolta e il nutrito pubblico è raccolto in maniera regolare attorno al piccolo palco che vede la presenza del set di Gavin (davvero bello…) che per l’occasione si presenta con alcune piccole variazioni in virtù della mancanza totale dei suoi usuali splash sostituiti questa volta da diverse piccole “Bell” dal suono caratteristico e veramente inusuale. Dopo una lunga (e interessantissima) chiacchierata svolta durante il pranzo (in pieno relax) Gavin si appresta ad iniziare questo incontro e lo fa ringraziando i presenti e scherzando sulla differenza di fuso orario con l’Inghilterra… L’inizio è tutto all’attacco con l’esecuzione di una traccia di sua composizione e presente sul suo nuovo DVD didattico Rhythmic Horizons e prosegue con la celeberrima Oops degli Steps Ahead eseguita con grande personalità e preceduta da una sentita dedica rivolta al grandissimo Michael Brecker, il gigante del sax moderno scomparso di recente. Bellissima la sezione finale con un articolato solo eseguito sulla programmazione della linea di basso. Subito dopo Gavin invita il pubblico a porre qualsiasi tipo di domanda e la prima che arriva riguarda lo sviluppo del proprio vocabolario e del feel di esecuzione. La risposta è immediata e si basa in parte sull’importanza dell’iniziale imitazione dei propri idoli e prosegue con la descrizione della “Swiss Army Triplet”, un rudimento molto importante che Gavin ha rielaborato e modificato dandogli un carattere molto personale. In pratica il flam che caratterizza questo rudimento viene “aperto” inserendo l’esecuzione di due trentaduesimi per poi essere eseguito in diversi modi, su base ternaria, di sedicesimi o inserendo la cassa sull’ultima nota che a sua volta viene scomposta e raddoppiata creando un effetto davvero interessante.

E’ la volta poi dell’esecuzione di 19 Days, un pezzo molto articolato in 19/16 che Gavin scompone in un 7+7+5 (due gruppi da sette più un gruppo di cinque) e che mette in luce la sue notevoli abilità compositive. Subito dopo Gavin scherza sulla sua cronica dimenticanza di parlare nell’intervallo tra i brani e si lancia nell’esecuzione della bellissima The Sound Of Muzak tratta da In Absentia (penultimo CD dei Porcupine Tree) e affronta la discussione del concetto di “Overriding” su cui si basa il relativo groove in 7/8. In pratica suona gli ottavi sull’hi-hat accentando solo i quarti in modo che gli stessi risultino in battere sulla prima misura e in levare sulla seconda proprio per dare un senso di regolarità al groove.

In seguito aggiunge le ghost notes sul rullante e l’apertura sull’hi-hat che contribuiscono notevolmente a regalare la tipica fluidità di un 4/4. Seguono diversi esempi con il ride suonato in diversi modi (3 su 7 o 4 su 7) e Gavin continua dichiarandosi fortunato nel poter suonare nei Porcupine Tree, una band che mette in risalto l’aspetto ritmico proprio perché è un continuo oggetto di esperimenti e base di alcune composizioni. Subito dopo segue la dimostrazione di una melodia eseguita sui tom composta da un gruppo da cinque e un gruppo da sette suonati in modo da poter essere raccolti in una misura da 4/4 e scoperta durante uno dei suoi tanti esperimenti “casalinghi”. Lo stesso groove che in seguito ha usufruito dell’aggiunta della cassa è stato proposto in questa forma agli altri membri della band ai quali è stato chiesto di suonare seguendo questa particolare struttura che è poi diventata la colonna portante della parte centrale del brano Halo che per il resto è tutto in 4/4.

La domanda successiva riguarda l’origine del suo particolare fraseggio sui tempi dispari e la risposta si basa su un particolare metodo di conteggio che Gavin usa sfruttando gli accenti su gruppi da tre sedicesimi. Segue la dimostrazione sul set con un particolare attenzione all’uso di cassa, tom e hi-hat e con la scomposizione del gruppo da tre che di volta in volta vede la sostituzione (e quindi il raddoppio progressivo) con due o quattro trentaduesimi suonati però sempre tenendo conto della pulsazione in 4/4. Gavin motiva l’uso di questo metodo per riuscire a suonare velocemente con poco dispendio di energia e che la percezione finale sembra spesso molto più complicata di ciò che è nella realtà. Divertentissima poi la dimostrazione scherzosa di come (a volte) riesce a confondere i fonici durante il sound check: suona alcuni tom in maniera pulita e sul terzo (per esempio) inserisce all’improvviso una “finta” vibrazione provocata dal rimbalzo stretto della bacchetta sulla pelle… molto divertente…

E’ la volta dell’analisi di Mother And Child Divided (Porcupine Tree) nata anch’essa da una jam casalinga e basata su un gruppo di dieci note (10/16) dimostrato tramite l’esecuzione su una traccia programmata di basso; il pattern viene eseguito per tre volte in sequenza con l’aggiunta finale di due trentaduesimi per poterlo rendere del tutto compatibile con il 4/4. Molti dei fill eseguiti in questa traccia sono basati su gruppi di cinque e sono in stretta relazione con il concetto che fa da base alla precedente dimostrazione. Per ciò che riguarda la tecnica del doppio pedale Gavin ha scherzosamente affermato di aver comprato il primo modello prodotto dalla DW nel 1984 e che sta ancora cercando di imparare ad usarlo… In ogni caso non usa mai il doppio pedale per eseguire dei pattern continui e in qualche modo noiosi ma piuttosto lo usa sfruttando gruppi di due, tre o quattro note e usando molti broken patterns.

Divertente anche il racconto di un aneddoto riguardante una registrazione in studio risalente a molti anni addietro. Gavin ha spiegato di essersi recato in studio il giorno prima per assemblare il set e che un suo amico fonico gli ha permesso di ascoltare in anteprima il pezzo che avrebbe poi dovuto registrare. Il pezzo era in 6/8 e nonostante i ripetuti tentativi la soluzione giusta era sempre più lontana data l’apparente impossibilità di suonare quel tipo di groove con una sola mano. Fortuna volle che per un guasto tecnico la sessione fu rimandata di due settimane durante le quali Gavin si è concentrato su quel particolarissimo groove attraverso la pratica eseguita sull’ascolto e le esecuzioni di qualsiasi pezzo fosse riuscito a trovare che includesse una pulsazione di 6/8 o 12/8.

Segue una breve discussione sui particolarissimi bell (5) posizionati sulla sinistra del suo set e realizzati in prima persona da lui stesso tramite il taglio di alcuni piatti rotti effettuato vicino alla base della zona della campana. La successiva dimostrazione si rivela davvero bella e ricca di musicalità e si basa su una traccia tratta dal suo primo DVD Rhythmic Visions. Interessante anche la domanda sulle illusioni ritmiche a cui Gavin risponde con degli esempi pratici atti a creare figurazioni di grande effetto anche senza il bisogno di possedere una grande tecnica. Bella l’esecuzione della relativa traccia musicale che apre il CD del suo primo libro Rhythmic Illusions basata principalmente su una sequenza di diverse modulazioni ritmiche. La classica domanda sulla quantità di tempo impiegato per la pratica dello strumento viene brillantemente risolta da Gavin con una frase detta da un suo amico: “Più studi è più diventi fortunato…”. Il racconto risale a circa 17 anni fa; Gavin si trovava praticamente senza lavoro e decise di affittare una stanza per pianificare le sue giornate di studio per un totale di sei ore al giorno, cinque giorni alla settimana, proprio per incrementare in maniera decisa la sua preparazione. Dopo un anno e mezzo ha ricevuto la telefonata di Paolo Gianolio (musical director di Claudio Baglioni) che gli ha fatto la proposta di un lungo tour… Ora la sua pratica è decisamente più mentale e non suona tutti i giorni ma passa molto più tempo sul computer ad esplorare nuove ritmiche con il fine di soddisfare la sua curiosità. Notevoli poi le successive dimostrazioni relative alle sue scoperte e ai suoi continui esperimenti. Chiudono due interessanti discussioni sulla motivazione (non è mai contento di ciò che suona e risuonerebbe sempre tutto) e sulla personalità che per quanto lo riguarda è stata fortemente influenzata dal padre trombettista, da lui definito come un musicista minimalista. Il suo concetto di pensiero melodico è ampiamente dimostrato dal successivo solo totalmente improvvisato e decisamente ben riuscito.

La chiusura è affidata a Quite Firm (traccia tratta dal suo primo DVD) eseguita davvero alla grande e con una verve invidiabile nonostante la grande stanchezza… L’atteggiamento è stato sempre molto positivo e la disponibilità nel soddisfare le curiosità dei batteristi presenti è risultata estrema. Gavin Harrison si è ancora una volta dimostrato musicista incredibile e di sicuro appartenente alla categoria dei “musicisti che suonano la batteria” data la sua enorme capacità di suonare “realmente dentro” alla musica e di carpirne la reale essenza. Tale elemento ha reso possibili le sue numerose collaborazioni con un numero impressionante di artisti della scena internazionale.

E non è davvero cosa da poco… Specialmente in un’epoca come quella odierna in cui questo nostro strumento sta vivendo un momento sempre più legato allo “sport” e molto meno alla musica.

Gavin ti aspettiamo ancora presto…

Un ringraziamento particolare a Yuri e a tutto lo staff di Drumsportal per la grande ospitalità e per una manifestazione davvero ben riuscita sotto qualsiasi punto di vista.  

Ci leggiamo presto... 

Foto: Stefano Ginella

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Febbraio 2007 11:28  

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